utenti ip tracking
venerdì 4 Dicembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    La scommessa persa della Svezia

    In 3 sorsi - La Svezia, nel pieno della seconda ondata,...

    Nuova Zelanda: un nuovo Governo e un ritrovato regionalismo

    Caffè Lungo – All’indomani delle elezioni generali del 17 ottobre scorso...

    L’UE unita contro le minacce comuni

    In 3 sorsi - Il 19 novembre si è tenuta la...

    Il secondo lockdown e la frenata dell’economia francese

    In 3 sorsi - L’economia francese, già fortemente provata, vede stime...

    Cina, la nuova banca di investimenti “spaventa” gli USA

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – La proposta della Cina di creare l’Asian Infrastructure Investment Bank fa paura a Stati Uniti d’America e Giappone. Perché?

    1. CHE COS’E’? – L’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) è un’istituzione finanzia internazionale promossa dalla Repubblica Popolare Cinese il cui scopo è quello di sviluppare e finanziare la realizzazione d’infrastrutture nella regione dell’Asia-Pacifico. L’obiettivo è creare un organo istituzionale bancario più vicino alle particolari esigenze di una regione geografica in forte crescita ed espansione (per un maggiore approfondimento si consiglia la lettura di ASEAN 2015: uno sguardo verso il futuro). La promozione dell’AIIB da parte del Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping rappresenta uno dei più grandi cambiamenti nella politica estera in Cina dal 1989 ad oggi, dimostrando un’apertura verso i Paesi facenti parte del sub-continente asiatico e medio orientale. La realizzazione e il definitivo lancio è previsto per la fine del 2015, probabilmente in concomitanza con l’inaugurazione della comunità economica regionale, AEC. Tra i membri fondatori e promotori, oltre la già citata Cina, vi sono sia Paesi emergenti (Cambogia, Laos, Birmania etc..) sia Paesi altamente sviluppati (per esempio Singapore, Qatar, India, Arabia Saudita etc..). Questa istituzione, nonostante i suoi principi fondatori encomiabili, è vista da alcune nazioni come una minaccia al predominio nella regione asiatica di altri enti: il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e soprattutto l’Asian Development Bank (ADB). In particolare, due Paesi sono implicitamente contrari alla creazione di tal ente: gli Stati Uniti d’America e il Giappone.

    Embed from Getty Images

    La firma del MoU costitutivo dell’AIIB, lo scorso ottobre a Pechino

    2. LE POSIZIONE DI USA E GIAPPONE – Esperti e analisti dell’area asiatica dicono che gli Stati Uniti stiano cercando di influenzare i loro maggiori alleati in Asia, Corea del Sud e Australia, a non firmare l’accordo per la costituzione dell’AIIB; ad oggi i due Paesi sono tra i pochi a non aver ancora firmato l’accordo. Probabilmente questo sta avvenendo poiché, nonostante gli USA siano il Paese che maggiormente ha invitato la Cina a una maggiore cooperazione internazionale (monetaria, fiscale e non), vedono per la prima volta il pericolo di perdere il controllo geopolitico nella zona asiatica e prevedono che, con la creazione dell’AIIB, l’influenza del FMI e della Banca Mondiale sia limitata. Dall’altro lato il Giappone, nonostante vanti un’economia forte e solida, sta mostrando da diversi anni segni di decelerazione, e verosimilmente ha paura che venga ridimensionato il proprio ruolo nel raggruppamento delle potenze orientali. Plausibilmente le paure di USA e Giappone non sono del tutto irreali, giacché il governo di Pechino da sempre ha manifestato il proprio dissenso e visto il ruolo leader degli USA in Oriente come qualcosa di innaturale.

    Embed from Getty Images

    USA e Cina guardano in direzioni opposte?

    3. QUALE SARA’ IL RUOLO DEGLI ALTRI PAESI? – Tra i molti Paesi facenti parte degli accordi che, probabilmente, porteranno alla creazione dell’AIIB, alcuni occupano un ruolo particolare. Tra questi per esempio l’India. La Repubblica dell’India, come si è visto in un precedente articolo del Caffè, sta cercando di mantenere una posizione diplomatica di strategico equilibrio tra le due superpotenze USA e Cina. Come si comporterà qualora l’AIIB divenisse ufficialmente un caso istituzionale internazionale? Proprio negli ultimi giorni David Cameron ha annunciato l’adesione del Regno Unito all’AIIB, mentre alcune fonti ufficiali provenienti dall’amministrazione americana dichiarano che tale decisione sarebbe avvenuta senza alcuna consultazione con il governo di Washington. Ora sarà interessante capire come gli altri Paesi occidentali reagiranno a questa presa di posizione del Governo inglese. Inoltre, tra i Paesi facenti parte degli accordi c’è la città-stato di Singapore, che vanta eccezionali relazioni diplomatiche e istituzionali sia con USA e Cina, si è detto molto favorevole alla creazione di tale istituzione, prevedendo incredibili benefici e profitti per tutta la regione asiatica. Secondo analisi e statistiche pubblicate, l’ADB stessa ha valutato che l’Asia avrà bisogno di investire 8 trilioni di $ in infrastrutture nazionali e 290 miliardi di $ in infrastrutture regionali fino al 2020 per sostenere la propria crescita. La domanda e preoccupazione che si pongono molti Paesi asiatici è se FMI, Banca Mondiale e ADB riusciranno a provvedere al finanziamento di queste somme senza l’aiuto dell’AIIB. Solo le trattative che si apriranno tra un paio di mesi ci aiuteranno a capire come si evolverà la situazione.

    Antonio Mazza

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]

    Un chicco in più

    Per ulteriori approfondimenti sull’AIIB:

    http://www.china-files.com/it/link/45425/dragonomics-banche-la-terza-incomoda

    http://www.economist.com/news/business-and-finance/21646352-america-and-britain-odds-over-how-deal-china-american-poodle-pekinese-lapdog

    [/box]

     

    Antonio Mazza
    Antonio Mazza

    Nato a Cosenza nel 1992. Ha frequentato l’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove ha conseguito una laurea in Relazioni Internazionali e un Master in International Business. Appassionato di Geopolitica, NBA e calcio. Cuore milanista e simpatizzante per i Denver Nuggets. Negli anni ha vissuto tra Milano, Barcellona e Singapore. Al momento e’ di base a Jakarta dove lavora per una Business Association italiana. Adora viaggiare, mettersi alla prova ed è sempre alla ricerca di nuove sfide, perciò: “Where there is a will, there is a way “.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite

    5 Commenti

    1. Pronti per una nuova guerra allora puntare i missili anche sulla Cina, fra non molto tempo ci sarà un tentativo di far slatare il governo, scommettiamo?

    2. è vero, con l’Italia aderiranno anche Germania e Francia. Lo specificheremo nel nostro prossimo rilancio. Grazie!

    Rispondi a Gianfranco Plantera Cancella la risposta

    Inserisci qui il tuo commento
    Inserisci il tuo nome