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lunedì 15 Agosto 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

L’Egitto fra ripresa economica e aspirazioni geopolitiche

In breve

  • Nonostante la crisi pandemica l’Egitto è uno dei pochi mercati emergenti che ha registrato una crescita positiva costante del PIL fra 2020 e 2021.
  • La ripresa economica del Paese potrebbe essere ulteriormente rafforzata da possibili approvvigionamenti energetici nel Mediterraneo.
  • Grazie a un’efficace politica estera volta alla diplomazia e alla distensione, l’Egitto è tornato da qualche anno a riproporsi prepotentemente sullo scenario geopolitico regionale.

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In 3 sorsi – L’economia egiziana è in costante crescita nonostante la pandemia di Covid-19 abbia affossato settori cruciali, quale quello turistico. Lo sfruttamento energetico del Mediterraneo e le ambizioni geopolitiche del Paese potrebbero rafforzarne ulteriormente la ripresa.

1. RIPRESA ECONOMICA E COVID-19

Nonostante la crisi pandemica l’Egitto è uno dei pochi mercati emergenti che ha registrato una crescita positiva costante del PIL fra 2020 e 2021, grazie anche alle riforme fiscali avviate nel 2016 col Fondo Monetario Internazionale. Il PIL è cresciuto del 3,6% nel 2020 e del 3,3% nel 2021, con i tassi d’inflazione in calo e con la lira egiziana che si è apprezzata nell’ultimo anno sul dollaro. Le prospettive di medio periodo sono quindi positive, ma nel breve termine ci sono sfide alle quali far fronte. Il Paese, infatti, per via di un alto debito pubblico in cui dirotta un terzo della spesa pubblica ogni anno, non riesce a investire adeguatamente in settori chiave come educazione, sanità e protezione sociale. Ad aggravare il pagamento del debito è anche la bassa percentuale del rapporto degli introiti tributari sul PIL, solamente al 14% (facendo un paragone, il Marocco si attesta attorno al 21,5%). Questo fattore è in parte causato dalle troppe agevolazioni fiscali di cui godono le società pubbliche, il che ostacola lo sviluppo di un ambiente imprenditoriale favorevole agli investimenti esteri e al settore privato. I settori maggiormente colpiti dalla pandemia, ossia il turismo, il settore estrattivo e gli introiti del canale di Suez sono in ripresa, ma tornare alla normalità richiederà qualche anno. Tuttavia, come di consuetudine nel Paese, gli standard di vita stentano a migliorare: basso PIL pro capite, tasso di povertà al 30% e un’allarmante disoccupazione giovanile e femminile. La doppia sfida per il Paese risiede quindi nel continuare il consolidamento fiscale e allo stesso tempo aumentare gli investimenti nei settori chiave e nello sviluppo del capitale umano di 102 milioni di persone.

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Fig. 1 – Supporter del Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi

2. LA QUESTIONE ENERGETICA NEL MEDITERRANEO

La ripresa economica del Paese potrebbe essere ulteriormente rafforzata anche da possibili approvvigionamenti energetici. In particolar modo di recente si è vista una contrapposizione di attori regionali, ossia Turchia da una parte, ed Egitto, Israele, Cipro e Grecia dall’altra, in riferimento alla cosiddetta questione energetica nel Mediterraneo Orientale. L’Egitto intende infatti affermarsi come principale hub regionale per l’esportazione di gas naturale, marginalizzando il ruolo della Turchia nell’area, escludendola dallo sfruttamento del gas nel Mar di Levante e riducendo l’importanza dei suoi gasdotti. A tal fine l’Egitto si è fatto promotore dell’East Mediterranean Gas Forum (EMGF), Organizzazione internazionale formatasi nel 2019, che ha l’obiettivo di sfruttare i giacimenti gasiferi del Mediterraneo, usando gli impianti egiziani come snodo per il commercio verso l’Europa e i Paesi limitrofi. L’EMGF comprende Egitto, Israele, Grecia, Cipro, Giordania, Autorità Nazionale Palestinese e Italia. Oltre al gas l’Egitto punta a diventare esportatore di energia elettrica green, che produce da impianti solari su larga scala, come il famoso complesso di impianti solari di Benban, uno dei più grandi progetti del mondo con la sua area di 37 chilometri quadrati. A metà ottobre l’Egitto ha stipulato importanti accordi con Cipro e Grecia, che prevedono la costruzione di un cavo sottomarino per l’esportazione di elettricità, che collegherà l’Egitto col mercato europeo. L’accordo arriva dopo la firma del progetto tecnico deputato alla realizzazione del cavo, che sarà il più lungo al mondo e che consentirà un flusso fino a 2 gigawatt. È il primo collegamento di questo tipo che unirà il Mediterraneo Orientale con l’Europa. L’energia è dunque una delle risorse che potrebbe potenziare la crescita economica egiziana, oltre a essere sempre di più uno dei principali strumenti di affermazione geopolitica regionale del Paese.

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Fig. 2 – Cittadini egiziani in protesta contro il Governo

3. ASPIRAZIONI GEOPOLITICHE IN ASCESA

Oltre alla politica energetica, grazie a un’efficace politica estera volta alla diplomazia e alla distensione, l’Egitto è tornato da qualche anno a riproporsi prepotentemente sullo scenario geopolitico del Mediterraneo Orientale, dopo quasi un decennio di relativa assenza. I rapporti con Israele sono più che consolidati, e vanno da accordi di sicurezza e lotta al terrorismo, con l’obiettivo di stabilizzare il Sinai e contenere l’azione di Hamas, ad accordi di cooperazione militare, energetica ed economica. Inoltre l’Egitto ha giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas nel maggio scorso. È stato un grande trionfo diplomatico del Cairo, affermatosi come mediatore chiave della regione. In Libia l’Egitto ha abbandonato la via della risoluzione militare da un anno a questa parte, supportando invece un dialogo tra le parti. Il Cairo sembra essersi smarcato da Haftar, e ha iniziato a supportare il nuovo Governo di unità, facendo intravedere possibili margini di intesa con la Turchia, Paese coinvolto a doppio filo nel conflitto. La risoluzione pacifica della Libia è anzitutto una questione di sicurezza interna per l’Egitto, vista la naturale porosità dei confini tra i due Stati.

Omar Kamal Othman Khalifa

Immagine di copertina: Photo by Alex Azabache is licensed under CC0

Omar Kamal Othman Khalifa
Omar Kamal Othman Khalifa

Sono nato nel 1992 a Roma. Appassionato dei Rapporti Internazionali, nel 2016 conseguo una Laurea in Cooperazione e Sviluppo Internazionale presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza. Nel 2019/2020 conseguo vari attestati di lingua araba presso l’istituto di lingue moderne “Habib Bourghiba”, a Tunisi. Nel prossimo anno continuerò questo percorso formativo, iniziando un master in Studi Mediorientali presso l’università di Leiden, Olanda.

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