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venerdì 20 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Freedom Convoy, la protesta che blocca l’industria automobilistica in Nord America 

In breve

  • Le proteste dei camionisti transfrontalieri minacciano il commercio tra Canada e Stati Uniti.
  • Con la chiusura dell’Ambassador Bridge, il ponte che unisce Windsor (Ontario) a Detroit (Michigan) trasportando il 25% delle merci totali tra Canada e USA, si infligge un duro colpo all’industria dell’auto.

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Ristretto – La protesta dei camionisti transfrontalieri contro l’obbligo di vaccino imposto loro da Canada e Stati Uniti ha bloccato il varco di confine tra Detroit e Windsor e quello nello Stato del Montana. Il blocco avrà ripercussioni lungo la catena di approvvigionamento, da cui dipende l’industria automobilistica statunitense.

Proprio quando l’industria automobilistica statunitense sembrava mostrare segnali di ripresa, le proteste dei camionisti transfrontalieri bloccano l’Ambassador Bridge, una delle arterie principali per la catena di produzione delle auto.  Su di essa transitano giornalmente migliaia di camion, spesso assicurando – come nel caso di Ford e di Honda – un approvvigionamento “just-in-time”, vale a dire, ogni volta che sia richiesto.
Le interruzioni sono la conseguenza delle manifestazioni avviate nella capitale canadese Ottawa circa due settimane fa, quando un gruppo di camionisti ha iniziato a protestare al grido “Convoglio della libertà”, contro l’obbligo vaccinale necessario per attraversare il confine tra Canada e USA. Negli ultimi giorni le proteste sembrano essersi trasformate in una più generale manifestazione contro le restrizioni pandemiche e la leadership del Primo Ministro Trudeau. Inoltre, tra le fila dei protestanti, si sono insinuati cospirazionisti ed estremisti di destra. La recrudescenza delle manifestazioni ha costretto Jim Watson, il sindaco di Ottawa, a dichiarare lo stato di emergenza. La situazione non accenna a calmarsi e nel frattempo ha ispirato l’organizzazione di proteste simili negli Stati Uniti, Francia e Australia.
Intanto le principali case automobilistiche con stabilimenti negli USA e Canada hanno annunciato di aver interrotto parte della loro produzione. In particolare, Toyota, il più grande venditore di auto in USA, si aspetta di non produrre alcun veicolo per il resto della settimana negli stabilimenti in Ontario. Similmente, Ford e Stellantis hanno arrestato alcune linee di produzione.
Le aziende che avevano ipotizzato percorsi di attraversamento alternativi, come il Blue Water Bridge tra Port Huron (Michigan) e Sarnia (Ontario), sono state ben presto interessate da nuove interruzioni.
Oltre al settore dei veicoli, si stima che anche l’industria agroalimentare possa risentire del temporaneo blocco, con conseguenti ritardi e aumenti dei prezzi degli alimenti al dettaglio in entrambi i paesi confinanti.
Nel contesto generale, non si può escludere che ciò avrà delle ripercussioni sulla stabilità economica statunitense, comportando un probabile aggravio del tasso di inflazione, già di per sé elevata (7% nel mese di dicembre 2021). Dalla Casa Bianca, come riportato mercoledì dal Press Secretary, la situazione è seguita molto da vicino.

Lorenzo De Poli

Foto di copertina: Author: Ivan Lisenkov Title: Blue water bridge, CC BY-SA 2.0; File:Blue water bridge.jpg; Created: 30 March 2014

Lorenzo De Poli
Lorenzo De Poli

Praticante avvocato del foro di Roma. Dopo la maturità classica presso la Scuola Navale Militare “F. Morosini” di Venezia, consegue la laurea in Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli di Roma, optando per un major in diritto amministrativo e discutendo una tesi in diritto urbanistico. Attualmente frequenta il Master in Studi Diplomatici della SIOI. Oltre al diritto, coltiva da sempre la passione per l’archeologia e la storia dell’arte.

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