In 3 sorsi – L’opposizione turca si spacca. Özgür Özel lancia il Yeni Parti, sfidando l’AKP. Tra l’ascesa nei sondaggi e lo spettro del lawfare giudiziario, Ankara affronta un nuovo e decisivo terremoto politico.
1. LA DESTITUZIONE DI ÖZEL E LE FAGLIE DELL’OPPOSIZIONE
La parabola politica turca degli ultimi due anni è stata segnata da una progressiva erosione degli spazi democratici a colpi di ingerenze istituzionali. Il punto di rottura strutturale si è consumato a maggio 2026, quando la magistratura di Ankara ha annullato il congresso del Partito Popolare Repubblicano (CHP) del 2023. Questa manovra ha destituito Özgür Özel dalla leadership, reinsediando la vecchia guardia di Kemal Kılıçdaroğlu. Per comprendere l’escalation è cruciale guardare alle elezioni municipali del marzo 2024: sotto la guida di Özel, l’opposizione aveva inflitto un duro colpo all’AKP (Justice and Development Party) di Recep Tayyip Erdoğan. Quel successo ha trasformato Özel in un bersaglio strategico per un esecutivo sempre più incline a neutralizzare le minacce elettorali prima che raggiungano le urne, alterando per via giudiziaria gli equilibri interni della principale forza antagonista del Paese.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Kemal Kilicdaroglu pronuncia un discorso presso la sede del partito ad Ankara, 30 maggio 2026
2. IL YENI PARTI E IL RIASSETTO DELLA GRANDE ASSEMBLEA
La risposta strategica di Özel ha innescato una vera e propria frattura istituzionale. A luglio 2026 Özel ha formalizzato l’abbandono del CHP per fondare il Yeni Parti (Nuovo Partito). Come evidenziato dai report di Associated Press e Reuters, l’ex leader ha inquadrato lo strappo non come una ritirata, ma come un essenziale “nuovo inizio”. Özel ha trascinato con sé oltre 90 deputati, svuotando di fatto il CHP, che precipita a 44 seggi, perdendo lo status formale di principale schieramento di minoranza. Secondo le analisi del Yetkin Report, il Yeni Parti si appresta a rivendicare il ruolo di opposizione primaria all’interno della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM). I recenti sondaggi, come segnalato dalla testata giornalistica Turkish Times, confermano che la neonata formazione è in netto vantaggio sull’AKP e sarebbe capace di capitalizzare un malcontento popolare in cerca di una leadership non compromessa.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – L’ex leader del partito CHP, Ozgur Ozel, lancia il partito Yeni
3. L’ARMA DEL LAWFARE E IL RISCHIO DI ELEZIONI ANTIFCIPATE
Nel peculiare ecosistema politico turco, tuttavia, un simile successo demoscopico rappresenta un’arma a doppio taglio. Le prospettive a breve e medio termine per il Yeni Parti sono indissolubilmente legate allo spettro della repressione. Gli analisti guardano con preoccupazione al precedente di Ekrem İmamoğlu. Come ampiamente documentato dal Verfassungsblog e dal The Guardian, l’incarcerazione del sindaco di Istanbul nel marzo 2025, alla vigilia della sua consacrazione a sfidante presidenziale, ha costituito un caso da manuale di lawfare: l’uso sistematico dell’apparato legale per la decapitazione politica dei rivali. Il rischio che Özel finisca vittima del suo stesso successo, venendo inquisito e incarcerato, è tangibile. Qualora il Yeni Parti dovesse consolidarsi come minaccia esistenziale in vista del 2028, Erdoğan potrebbe accelerare la macchina giudiziaria o sfruttare l’attuale frammentazione dell’opposizione per convocare elezioni anticipate, blindando il proprio potere prima che Özel possa strutturare definitivamente il suo vantaggio.
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Emanuele Manfredo Fioravanzo


