Il Road Development, l’infrastruttura più importate dell’Iraq

In 3 sorsi Il Road Development è un imponente progetto infrastrutturale che collegherà il porto di Al Faw con il confine turco attraverso una rete integrata di autostrade e ferrovie lunga circa 1.200 chilometri. Un corridoio di trasporto intermodale, alternativo al canale di Suez, che permetterà di collegare il Golfo Persico e l’Europa.

1. UN PROGETTO CONDIVISO PER UN INTERESSE COMUNE

Il Road Development Project collegherà il porto di Al Faw Grand all’Europa attraverso l’Iraq e la Turchia, mediante un corridoio stradale e ferroviario. L’infrastruttura sarà completata in due fasi: la prima prevede l’estensione e la modernizzazione tecnologica della rete ferroviaria esistente con la creazione di nuovi collegamenti dal porto di Al Faw Grand al confine con la Turchia, mentre la seconda consisterà nello sviluppo di una nuova linea ferroviaria di 1.200 chilometri dal porto di Al Faw Grand al confine turco. Il costo complessivo del programma è stimato in circa 17 miliardi di dollari. La prima fase del progetto, denominata Iraq Railways Extension and Modernization (IREM) Project, è stata interamente finanziata dalla Banca Mondiale attraverso un contributo pari a 930 milioni di dollari. Jean-Christophe Carret, Direttore della Divisione Medio Oriente della Banca Mondiale, ha dichiarato che il progetto IREM è fondamentale per trasformare l’Iraq in un hub regionale dei trasporti e per contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Road Development, migliorando la connettività, la diversificazione economica e la crescita del Paese. La seconda parte sarà finanziata oltre che dall’Iraq, dalla Turchia, dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti.

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Fig. 1Il Primo Ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani partecipa alla cerimonia di consegna e inaugurazione delle cinque banchine realizzate dall’impresa appaltatrice nell’ambito del progetto del Grande Porto di Faw, attualmente in costruzione a Bassora

2. L’OPERA NEL DETTAGLIO

La rete infrastrutturale prevista comprende una doppia linea ferroviaria destinata sia al trasporto merci sia a quello passeggeri, affiancata da un’autostrada riservata al traffico dei camion.
Tra le numerose società private e pubbliche che si sono aggiudicate la progettazione e lo sviluppo dell’opera, un ruolo di rilievo è ricoperto dall’italiana BTP Infrastrutture S.p.A., alla quale è stata affidata l’ingegneria dell’intera rete ferroviaria, stradale e portuale. Un altro attore importante è la francese Alstom, che si occuperà dello sviluppo dei sistemi di trasporto urbano, comprese le forniture dei treni. L’infrastruttura attraverserà l’intero territorio iracheno per circa 1.200 chilometri, collegando il porto di Al-Faw al confine con la Turchia e passando per Diwaniyah, Najaf, Karbala, Baghdad e Mosul, con accesso finale al porto turco di Mersin. Lungo il tracciato saranno realizzate 15 stazioni ferroviarie, pensate come nodi logistici strategici per facilitare la circolazione di persone e merci nella regione. Il progetto prevede inoltre l’integrazione di oleodotti e gasdotti. L’opera servirà oltre 15 milioni di passeggeri l’anno, con una capacità iniziale di 3,5 milioni di container (22 milioni di tonnellate), destinata a crescere fino a 8 milioni e 33 milioni di tonnellate entro il 2050. La rete comprenderà circa 100 treni ad alta velocità (300 chilometri orari per passeggeri, 150 chilometri orari per merci) e permetterà di ridurre di circa una settimana i tempi di trasporto tra Cina e nord Europa rispetto alla rotta via Suez.

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Fig. 2 – Visuale del porto di Al Faw Grand in costruzione, prima tappa del Road Development

3. SCENARI INTERNI ED ESTERNI

Dal punto di vista interno, lo sviluppo della infrastruttura favorirà il collegamento tra le regioni isolate e rurali dell’Iraq, promuovendo la nascita di nuovi insediamenti urbani e industriali. Tale processo sosterrà la riorganizzazione e lo sviluppo delle aree urbane esistenti, migliorando le condizioni di vita della popolazione irachena, contribuendo a ridurre le disparità territoriali e incentivando l’inclusione sociale. Il percorso stradale e ferroviario attraverserà diverse province irachene, alcune delle quali caratterizzate da instabilità interna, come la provincia di Dohuk, dove sono presenti vari gruppi armati e attività del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), oltre alla presenza delle forze di sicurezza Peshmerga. Tuttavia, i Governi di Baghdad ed Erbil si dichiarano disponibili a valutare qualsiasi soluzione pacifica condivisa, con l’obiettivo comune di garantire la sicurezza lungo il tracciato. Nonostante l’instabilità geopolitica nell’area del Golfo e le possibili interruzioni del transito nello Stretto di Hormuz, il Development Road Project assume un valore strategico significativo perché introduce una rotta terrestre alternativa ai principali corridoi marittimi globali, in particolare al Canale di Suez. L’obiettivo non è soltanto quello di creare un percorso di trasporto più rapido tra Asia ed Europa, ma anche di sviluppare un’infrastruttura integrata e integrabile lungo l’asse Oriente-Occidente che riduca la vulnerabilità delle catene logistiche internazionali, oggi fortemente dipendenti da chokepoint come Suez e Hormuz.

Sante Grande

Immagine di copertina: Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA.

Indice

Perchè è importante

  • Il Road Development Project è la scommessa dell’Iraq per diventare un hub strategico alternativo al Canale di Suez e centrale nei nuovi flussi commerciali.
  • Dai finanziamenti internazionali alle sfide geopolitiche, fino all’impatto su economia e territori, questo progetto trasformerà l’Iraq, rendendo il Paese moderno e attrattivo.

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Chi lo ha scritto

Sante Grande
Sante Grande

Classe 1985, ha studiato all’Accademia della Marina Mercantile ed è laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali.

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