Bolivia: Perché il Paese è sull’orlo del collasso

In 3 sorsiDopo sei mesi dall’elezione del Presidente Rodrigo Paz, il popolo boliviano è insorto contro le misure di restrizione e controllo attuate dal Governo, denunciando il mancato rispetto dei programmi elettorali.

1. IL GOVERNO PAZ

Salito al potere nell’ottobre 2025 dopo aver vinto le elezioni presidenziali al secondo turno con una percentuale di consensi del 54,54%, Rodrigo Paz è il Presidente che segna il ritorno della destra in Bolivia dopo quasi vent’anni di governi guidati dal Movimiento al Socialismo (MAS). Dopo la vittoria, il neoletto Presidente ha promesso, sul piano interno, una redistribuzione delle entrate fiscali per favorire la decentralizzazione economica e le piccole e medie imprese. Nonostante la manovra fosse stata concepita per incentivare gli investimenti stranieri, le sue conseguenze si sono tradotte in forti tagli alla spesa pubblica e modifiche alla Costituzione. In politica estera, Paz si è impegnato a rafforzare il ruolo della Bolivia sulla scena internazionale, consolidando le relazioni con i Paesi del Mercosur e con gli Stati Uniti, per favorire una cooperazione regionale e lo sviluppo del Paese. Tale strategia mira a porre fine agli anni di isolamento che avevano caratterizzato il precedente governo guidato da Jorge Quiroga

Embed from Getty Images

Fig 1. – Instabilità finanziaria boliviana

2. LE PROTESTE IN BOLIVIA

Il conflitto sociale è iniziato l’8 aprile in seguito all’approvazione, da parte del governo Paz, della “ley de tierras”. La legge modifica la classificazione della terra e fa sì che i principali beneficiari non siano più le popolazioni indigene e gli agricoltori, bensì le grandi industrie agroalimentari. Ciò, senza alcun dubbio, aumenterà la deforestazione e un utilizzo diverso del suolo, deturpando così il territorio boliviano. Numerose sono le proteste, concentrate non solo nella parte rurale del paese, bensì anche nelle città, come la capitale la Paz, dove prendono vita gli scontri tra forze armate e civili, tra i quali un’ampia parte formata dai sostenitori di Morales. Il Governo, con difficoltà, ha già annunciato che farà dei passi indietro. Non solo, le proteste si stanno trasformando in una crisi molto più grande: la popolazione soffre, i prezzi aumentano, il cibo e la benzina scarseggiano, l’inflazione su base annua, ad aprile, ha raggiunto il 14% e l’economia si contrae del 3,3%, mentre la fiducia nelle Istituzioni diminuisce giorno per giorno. Molti sindacati e organizzazioni stanno chiedendo le dimissioni di Paz, respingendo il tentativo del Governo di sedersi a un tavolo di negoziati, con l’obiettivo di placare le proteste.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Proteste in Bolivia

3. NUOVO GOVERNO O DERIVA AUTORITARIA?

Al bivio tra la rivolta e la repressione, il futuro della Bolivia si gioca all’interno di uno spazio limitato. Il Paese, infatti, rischia di scivolare verso due possibili scenari opposti ma drammatici. Da un lato, emerge il rischio di una crescente militarizzazione del Paese nel tentativo di contenere e neutralizzare l’ondata di bloqueos, evocando così i fantasmi delle dittature del passato, sebbene Paz stia cercando di mantenere aperto il dialogo politico con i manifestanti e con un fronte eterogeneo composto da sindacalisti, minatori e agricoltori. Dall’altro lato, si profila il possibile ritorno di Evo Morales, primo Presidente indigeno della Bolivia, che ha già chiesto nuove elezioni entro 90 giorni. Uno scenario che potrebbe aprire una nuova fase di incertezza politica, anche alla luce delle tendenze autoritarie che hanno caratterizzato il suo Governo e della sua persistente volontà di rimanere al potere. 
In entrambi i casi, chiunque sarà il nuovo Presidente chiamato a governare la Bolivia, dovrà fare i conti con una realtà oggettiva: senza una stabilità economica e in mancanza di carburante e gas, le promesse verso i boliviani potrebbero vanificarsi.

Ludovica Diquattro

Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA

Indice

Perchè è importante

  • A sei mesi dall’elezione del Presidente Rodrigo Paz, la Bolivia è travolta dalle proteste a causa del carovita e dell’approvazione della contestata “ley de tierras”, a scapito delle popolazioni indigene.
  • Il Paese si trova oggi a un bivio drammatico tra il rischio di una militarizzazione forzata e l’ipotesi di nuove elezioni anticipate.

Dove si trova

Chi lo ha scritto

Ludovica Diquattro
Ludovica Diquattro

Siciliana, classe 2002. Ha conseguito la laurea magistrale in Investigazione, Criminalità e Sicurezza Internazionale. Ha studiato a Torino, Roma e Dubai. Nel 2018 prende parte a uno scambio interculturale a San Luis, in Argentina e nel 2025 svolge un tirocinio presso l’Ambasciata Italiana a Montevideo, appassionandosi sempre più al continente sudamericano. Tre cose la definiscono: passione per la diplomazia, viaggi per scoprire realtà inedite e un buon caffè sempre a portata di mano.

Ti piace quello che facciamo?

La nostra redazione è composta da giovani professionisti e appassionati che si impegnano volontariamente a produrre questa rivista. Se ti è utile e ti interessa quello che facciamo, sostienici: costa quanto un paio di caffè al mese.

Ti potrebbe interessare