In 3 Sorsi – La cooperazione Five Eyes nasce sulla condivisione dell’intelligence, ma la trasformazione tecnologica ne amplia il terreno: dati, IA e capacità analitiche diventano centrali per il vantaggio decisionale, in modo ancora disomogeneo tra i cinque Paesi.
1. NON BASTA PIÙ CONDIVIDERE INFORMAZIONI
Il valore storico dei Five Eyes risiede nella fiducia costruita tra Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda e nella capacità di condividere intelligence con livelli di integrazione difficilmente replicabili altrove. Il Governo britannico ha definito il Five Eyes il principale accordo globale di intelligence sharing, sottolineandone anche il ruolo nell’analisi strategica, nello sviluppo di capacità e nell’interoperabilità. La trasformazione digitale sta però modificando ciò che significa essere interoperabili. Non si tratta più soltanto di scambiarsi un rapporto o un’informazione classificata: diventano centrali dati, infrastrutture tecnologiche, competenze e strumenti capaci di processare quantità crescenti di informazioni.
Un esempio arriva dalla cooperazione scientifico-tecnologica Five Eyes: nel 2026 il Governo britannico ha indicato oltre 2mila scienziati impegnati in centinaia di attività comuni di ricerca, sviluppo, sperimentazione e analisi nel settore della difesa e della sicurezza.
Fig. 1 – Il Ministro dell’Interno britannico James Cleverly (al centro) con i delegati al Global Fraud Summit di Lancaster House, a Londra. Tra i partecipanti anche i rappresentanti dei Governi dell’alleanza di intelligence Five Eyes – Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Lancaster House, 11 marzo 2024
2. CINQUE PAESI, VELOCITÀ DIVERSE
Le fonti pubbliche mostrano però soprattutto modernizzazioni nazionali parallele. Negli Stati Uniti, l’ODNI sta sviluppando governance e standard per accelerare l’adozione dell’IA e aumentarne l’interoperabilità all’interno dell’Intelligence Community.
Nel Regno Unito, Joint Intelligence Organisation e GCHQ hanno commissionato uno studio sull’impiego dell’IA nel processo decisionale di sicurezza nazionale. L’IA può aiutare gli analisti a individuare pattern, anomalie e tendenze, ma il rapporto insiste sulla necessità di mantenere monitoraggio continuo e giudizio umano.
Il Canada è ancora più esplicito. Il Privy Council Office prevede per il 2026-27 strumenti abilitati dall’IA per supportare l’intelligence analysis e aumentare velocità e accuratezza degli insight tramite modellazione predittiva e analisi quantitative.
In Australia, l’Office of National Intelligence dispone ormai di una direzione dedicata a Digital & Technology con il compito di sviluppare capacità tecnologiche e dati per la National Intelligence Community, considerando l’IA una fonte di opportunità e di rischio strategico.
La Nuova Zelanda offre invece meno dettagli pubblici. Il National Assessments Bureau continua a descrivere il proprio compito in termini di analisi all-source, integrazione di fonti pubbliche e classificate e produzione di assessment indipendenti per il decisore.

Fig. 2 – Il logo della Five Eyes Alliance. Fonte: Ezequiel3585, CC0, via Wikimedia Commons
3. IL VANTAGGIO RESTA NELLA DECISIONE
È quindi prematuro parlare di una vera “IA dei Five Eyes”. La documentazione disponibile mostra piuttosto cinque comunità che stanno affrontando la stessa trasformazione con strumenti e livelli di trasparenza differenti, mentre alcune aree di cooperazione tecnologica diventano sempre più visibili. Nel giugno 2026, ad esempio, le agenzie cyber dei Five Eyes hanno pubblicato congiuntamente un richiamo alla preparazione di fronte ai rischi prodotti dalla Frontier AI. La sfida non è soltanto tecnologica. Sistemi più veloci possono produrre più correlazioni, ma anche nuovi bias, dipendenza dai dati e maggiore difficoltà nel comprendere come una conclusione sia stata generata.
Il vero vantaggio dei Five Eyes potrebbe quindi rimanere ciò che ne ha determinato il successo originario: fiducia e capacità di integrare informazioni differenti. L’IA può accelerare quel processo, ma il valore strategico nasce ancora dalla capacità di trasformare dati e analisi in un giudizio comprensibile e utilizzabile dal decisore. Il Five Eyes del futuro potrebbe quindi essere meno definito dalla quantità di informazioni condivise e più dalla capacità di comprenderle insieme prima dell’avversario.
Michele Prudente – Master in Intelligence UNICAL
Ezequiel3585, CC0, via Wikimedia Commons


