In 3 Sorsi – A giugno Pemex e Petrobras hanno firmato un’intesa per esplorare le acque profonde del Golfo del Messico. Un segnale di avvicinamento tra le due maggiori economie latinoamericane, finora divise da scelte opposte, che pressione statunitense e accordi con l’UE spingono a cooperare.
1. DIVERGENZE E COMPLESSITÀ
Messico e Brasile valgono insieme circa metà della popolazione e del PIL dell’America Latina, ma le sinergie tra i due Paesi restano limitate. Il Messico ha ancorato la propria economia al Nord America attraverso l’USMCA, l’accordo di libero scambio con Stati Uniti e Canada che ha sostituito il NAFTA, costruendo un apparato produttivo profondamente integrato con quello statunitense. Un legame che espone il Governo di Claudia Sheinbaum alle pressioni di Washington, come mostrano i dazi aggiuntivi introdotti su circa 1.400 prodotti provenienti da Paesi senza accordi commerciali con il Messico, tra cui Cina, India e Brasile.
Il Brasile ha invece privilegiato il mercato interno e lo spazio sudamericano del Mercosur, l’area di integrazione economica con Argentina, Paraguay e Uruguay fondata sulla liberalizzazione degli scambi e sull’armonizzazione normativa. La nuova postura statunitense ha accentuato la spinta brasiliana a diversificare gli sbocchi commerciali, a vantaggio soprattutto della Cina, verso cui nel 2025 l’export ha raggiunto 100 miliardi di dollari, e degli altri membri dei BRICS.

Fig. 1 – Paesi che esportano di più verso il Messico (in rosso) o verso il Brasile (in verde), 2024 | Fonte: Observatory of Economic Complexity (oec.world)
2. UNA COOPERAZIONE NECESSARIA: GLI ACCORDI CON L’UE
Il rinnovato attivismo statunitense nell’emisfero occidentale spinge entrambi i Paesi a cercare sponde alternative. L’operazione Absolute Resolve, che il 3 gennaio 2026 ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, ha mostrato che Washington è disposta a usare la forza per riaffermare la propria egemonia regionale.
In questo quadro si collocano l’accordo UE-Mercosur, firmato il 17 gennaio 2026, e l’Accordo globale modernizzato UE-Messico, siglato il 22 maggio 2026. Entrambi riducono barriere tariffarie e non tariffarie e mirano a stabilizzare investimenti e catene di approvvigionamento. Nei primi due mesi di applicazione provvisoria dell’intesa con il Mercosur le esportazioni brasiliane verso l’UE sono cresciute del 26%, e Brasilia punta sull’accordo per ridurre la dipendenza dai mercati protezionisti, a partire da quello statunitense. Le intese con Bruxelles offrono così una cornice comune in cui Brasile e Messico possono cooperare a prescindere dall’allineamento politico contingente.

Fig. 2 – I Paesi del Mercosur: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Il Venezuela è sospeso dal 2017, l’adesione della Bolivia attende la ratifica degli altri membri | Fonte: Consiglio dell’Unione europea
3. LA NUOVA COLLABORAZIONE NEL SETTORE ENERGETICO
A giugno Pemex e Petrobras hanno firmato un memorandum d’intesa per esplorare giacimenti nelle acque profonde del Golfo del Messico. L’accordo, promosso direttamente da Lula e Sheinbaum, risponde a una complementarità precisa: Pemex dispone di vaste aree con un significativo potenziale estrattivo, ma non della tecnologia e dei capitali necessari per operare in acque profonde, capacità già sviluppate da Petrobras nel bacino di Santos. La collaborazione punta anche a rilanciare il maxigiacimento di Cantarell, un tempo il principale campo petrolifero messicano, cercando nuove risorse negli strati più profondi.
L’instabilità in Medio Oriente e il rialzo dei prezzi energetici rendono la sicurezza energetica una possibile piattaforma per un’agenda più ampia. Se l’intesa produrrà risultati concreti, potrà estendersi a commercio e investimenti. Se invece prevarranno le pressioni di Washington sul Messico, come già accaduto sui dazi, l’avvicinamento resterà confinato all’energia. Da monitorare l’avvio effettivo dei progetti e le prossime mosse statunitensi sulla revisione dell’USMCA.
Jeromin – Master in Intelligence dell’Università della Calabria.


