Suez in ostaggio: la guerra che ha riacceso il Canale

In 3 Sorsi – Con lo Stretto di Hormuz quasi bloccato dalla guerra, il Canale di Suez torna a incassare: a luglio i ricavi sono cresciuti del 42%. Il Cairo resta però stretto tra la necessità di attrarre traffico e il rischio di essere trascinato in un conflitto che non controlla.

1. SUEZ, NODO FRAGILE DEL COMMERCIO GLOBALE

Il Canale di Suez è cruciale per l’economia egiziana e il commercio mondiale. Nel 2024, la crisi nel Mar Rosso e le minacce alle principali rotte marittime hanno causato una perdita di circa 7 miliardi di dollari per l’Egitto, secondo la presidenza egiziana, costringendo molte compagnie a deviare verso il Capo di Buona Speranza. Per il centro studi SRM la geopolitica ha sostituito la globalizzazione come fattore chiave delle catene del valore, rendendo i punti di strozzatura marittimi (cioè i passaggi obbligati per il traffico navale internazionale) come Suez e Hormuz determinanti per la sicurezza energetica e la resilienza delle catene di approvvigionamento, come analizzato in un precedente articolo sul Caffè. Il Mediterraneo resta centrale, ma la deviazione delle navi comporta fino a 10-14 giorni in più di navigazione, con costi crescenti e la necessità di strategie logistiche più flessibili.

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Fig. 1 – I punti di strozzatura marittimi nell’area del Golfo e del Mar Rosso, e la rotta verso sud

2. IL PARADOSSO EGIZIANO: PIÙ RICAVI, PIÙ RISCHI

A luglio 2026 i ricavi del Canale sono saliti del 42% su base annua, a 505 milioni di dollari, il massimo mensile da dicembre 2023, riporta Bloomberg, grazie alla crisi di Hormuz che ha spinto parte del greggio saudita verso Suez. Tuttavia, i valori restano molto sotto il record del 2023 (10,2 miliardi di dollari in un anno). Nel frattempo, gli Houthi hanno dichiarato il blocco della navigazione saudita a luglio e a settembre hanno preso il porto di Mokha e le isole di Perim e Hanish, secondo il Council on Foreign Relations. Il 29 luglio un drone ha colpito due navi gas nel porto mediterraneo di Damietta: il giorno dopo il Governo egiziano ha confermato che si è trattato di un drone, senza attribuire l’attacco a un attore preciso, riferisce Reuters. Gli ultimi sviluppi vanno in direzioni opposte. Maersk e Hapag-Lloyd hanno annunciato il ritorno su Suez di quattro servizi, con la prima partenza della linea AE12 prevista per il 27 ottobre. Il 4 ottobre il Governo yemenita, sostenuto da Riyad, ha lanciato un’offensiva, rivendicando la riconquista di Mokha e di posizioni intorno a Bab el-Mandeb. Gli Houthi smentiscono e rispondono con attacchi su obiettivi sauditi, tra cui gli aeroporti di Jazan e Najran. Il Canale recupera grazie a Hormuz, ma resta vulnerabile: la stabilità dipende da fattori esterni e dalla capacità egiziana di gestire la sicurezza.

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Fig. 2 – Transiti nel Canale di Suez, novembre 2025

3. SCENARI FUTURI: VARIABILI DA OSSERVARE

Due sono gli scenari plausibili per il Canale. L’impatto sull’Africa (energia, fertilizzanti, Corno d’Africa) è già stato analizzato in un nostro recente articolo.

  • Ripresa graduale: se i transiti settimanali a Suez, monitorati da Lloyd’s List Intelligence, continueranno a crescere e le compagnie torneranno sulle rotte tradizionali, il Canale potrebbe recuperare parte dei ricavi, pur restando sotto i livelli pre-crisi. Variabili chiave: andamento dei transiti, rientro delle compagnie, durata delle restrizioni a Hormuz.
  • Nuova crisi: se il controllo Houthi su Bab el-Mandeb si rafforza o le restrizioni a Hormuz si prolungano, il traffico potrebbe deviare di nuovo verso il Capo di Buona Speranza, riducendo i ricavi egiziani e aumentando i rischi di congestione e shock logistici. Variabili: tenuta del controllo Houthi, evoluzione della crisi a Hormuz, sicurezza dei porti mediterranei.

Per l’Egitto, ogni scelta, dal rafforzamento della sicurezza marittima all’eventuale coinvolgimento in missioni internazionali, comporta costi e rischi crescenti.

Carmelo Prestia – Master in Intelligence UNICAL

“Port of Suez, Egypt (NASA, International Space Station Science, 12/30/07)” by NASA’s Marshall Space Flight Center is licensed under CC BY-NC

Indice

Perchè è importante

  • La ripresa dei ricavi di Suez dipende in larga parte dalla crisi di Hormuz e può invertirsi rapidamente se il Mar Rosso torna a essere un fronte attivo.
  • Per l’Egitto il Canale è insieme una fonte di entrate decisiva e un fattore di esposizione: ogni scelta sulla sicurezza marittima rischia di essere letta come una presa di posizione in un conflitto che il Cairo non controlla.

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Master UNICAL

Il Master di II livello in Intelligence dell’Unical, diretto dal prof. Mario Caligiuri, è nato nel 2007 e fornisce una formazione avanzata sulla  disciplina dell’intelligence e dei suoi processi. Gli studenti partecipano alla Redazione del Caffè Geopolitico grazie a un accordo di tirocinio.

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