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mercoledì 15 Luglio 2020
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    Speciale COVID-19

    Il futuro della finanza: fintech e big data

    In breve

    • L’innovazione tecnologica sta rivoluzionando la finanza globale.
    • Cina e Stati Uniti guidano il mercato globale del fintech.
    • L’Unione Europea sta cercando di regolamentare questo settore innovativo.

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    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 Sorsi – Con le innovazioni tecnologiche apportate dal Fintech nasce una nuova filosofia di fare credito, una metodologia basata sull’uso imponente di Big data, Intelligenza Artificiale e Cloud computing. Il mercato del Fintech è destinato a crescere nei prossimi anni, soprattutto tra i millennials. Oltre molteplici opportunità possono riscontrarsi rischi connessi, mancando ancora un quadro normativo efficiente e condiviso a livello internazionale. Nel dettaglio il panorama concettuale e normativo attuale.

    1. FINTECH: CONCETTUALIZZAZIONE E SVILUPPO

    Con il termine “Fintech si indica tutto il complesso di innovazioni tecnologiche di servizi e soluzioni finanziarie. Le innovazioni apportate comprendono sia servizi informatici tecnologici sia servizi finanziari automatizzati ad alta connettività. Il nuovo modello di business si presenta come uno strumento volto a una migliore customer experience, alla digitalizzazione dei processi e a uno snellimento della burocrazia. Questo viene tradotto in processi diretti per prestiti, velocità nell’interfacciarsi con gli operatori finanziari, e soprattutto a una maggiore trasparenza. In tema di innovazione dei servizi si cita quella dedicata al crowdfunding, grazie al quale numerosi imprenditori, inventori e designer possono pubblicizzare un loro progetto online e possono ricevere in cambio fondi da privati o aziende interessate a sponsorizzare le loro idee. In aggiunta, le Fintech start-up, negli ultimi anni, hanno creato numerose innovazioni tecnologiche quali nuove modalità di pagamento e acquisto online, nuove modalità di gestione degli scambi di Criptovalute (Bitcoin), consulenze finanziarie (Robo advisor) per automatizzare il dialogo con gli investitori e proporre loro le migliori soluzioni per le loro necessità, basandosi sull’apprendimento costante, grazie a complessi algoritmi finanziari. Il mercato della tecnofinanza è ormai realtà, in quanto il mondo finanziario sta subendo più di altri settori l’evolversi della trasformazione digitale. Negli ultimi anni sono nate più di 750 nuove aziende Fintech. Il 96% delle startup Fintech si rivolge direttamente al consumatore, e molto di loro sono pronte a collaborare anche con le banche e altri attori tradizionali del settore.

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    Fig. 1 – Non è ancora del tutto chiaro quale ruolo potranno giocare le criptovalute

    2. IL CONTESTO INTERNAZIONALE

    L’origine del Fintech è da riscontrarsi nell’avanzata digitalizzazione dell’economia, in cui la diffusione di nuove tecnologie porta a sperimentare nuovi servizi e soluzioni finanziarie. Tramite l’uso intensivo di grandi moli di dati e dell’uso delle logiche di open innovation, il sistema Fintech contribuisce a creare una rete aperta di servizi per imprese, individui e intermediari bancari, finanziari e assicurativi. Va evidenziato che il vantaggio competitivo del mercato è dato dalla netta riduzione dei costi di produzione, di ricerca e coordinamento, grazie all’uso massiccio di Intelligenza Artificiale e algoritmi complessi. In tale contesto, soggetti leader nel settore del digitale, quali Amazon, Apple, Google e Facebook sono in grado di dominare il mercato grazie al loro vantaggio competitivo nella gestione dei “Big Data”. Accenture ha stimato che gli operatori che investono in Intelligenza Artificiale possono incrementare i propri ricavi del 32% in un arco temporale di 5 anni. Sulla base di quanto detto, il mercato globale del Fintech si prevede che arriverà a fatturare 8 trilioni entro il 2022, con un tasso di crescita annuale del 18%. Attualmente a guidare il mercato sono Cina e Stati Uniti, mentre l’Europa risulta essere in ritardo. Proprio in questo periodo, i ministri delle Finanze europee ragionano su politiche comunitarie ad hoc, al fine di incentivare l’innovazione tecnologica finanziaria, in quanto a seguito della Brexit, è venuto meno l’80% delle start-up Fintech, il quale era locato nel Regno Unito.

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    Fig. 2 – La crescita delle applicazioni fintech è sempre più rapida

    3. RISCHI CONNESSI E COME REGOLAMENTARE

    Ad oggi il disegno normativo a livello internazionale non è ancora armonizzato e uniformemente condiviso. Sinora sono state compiute analisi legate ai benefici che il Fintech è in grado di apportare, tra cui una maggiore inclusione finanziaria. Il rischio è che lo sviluppo delle tecnologie descritte crei un sistema finanziario parallelo a quello attualmente regolarizzato e vigilato, un sistema fuori da ogni tipo di controllo. Parallelismo che potrebbe creare nel mercato Fintech l’evolversi di attività illecite che potrebbero alimentare l’instabilità del sistema finanziario. Questi possibili scenari potrebbero avere delle ripercussioni sostanziali e generare effetti sistemici, coinvolgendo anche gli intermediari finanziari vigilati. Vi è il bisogno, a fronte di possibili scenari, di una cornice normativa idonea all’attuale sistema finanziario globalizzato e interconnesso, all’interno del quale operano nuovi intermediari del Fintech, non ancora del tutto regolamentati. Per questa via le policy da adottare dovrebbero consentire al settore finanziario di beneficiare delle innovazioni tecnologiche, ma al contempo preservare un mercato sicuro per gli investitori e gli utilizzatori. A deduzione delle tesi elencate, le questioni regolamentari costituiscono il nodo centrale del futuro sviluppo del Fintech. A tal proposito, in ambito europeo, è stata adottata la direttiva UE 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento elettronici (Psd2) con la quale si è voluto introdurre maggiore concorrenza sul mercato dei pagamenti e dare maggiore apertura alle informazioni dei conti correnti bancari. È evidente che solo un chiaro quadro normativo può garantire un pieno sviluppo del mercato Fintech nei prossimi anni.

    Enrico Diana

    Enrico Diana

    Abruzzese e ottimista di nascita in possesso di un B.A in Political Science. Attualmente studente in Management and Finance presso l’ateneo “LUMSA”. Coinvolto da sempre dalle tematiche di politica estera e scenari macroeconomici. Ferreo sostenitore dell’innovazione tecnologica come strumento al servizio delle persone. Oltre alla passione per le Relazioni Internazionali ed Economiche, dedica il suo tempo a dare consigli sul benessere fisico e a godersi la sua buona cucina.

     

     

     

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