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lunedì 19 Aprile 2021

Il secondo lockdown e la frenata dell’economia francese

In breve

  • L’economia francese è in forte difficoltà, con una crescita che stenta a ripartire. L’inevitabile decisione di optare per un nuovo lockdown non può che portare a stime ulteriormente al ribasso.
  • Il secondo lockdown mira a tutelare sia la salute che l’economia, come ha sottolineato lo stesso Macron.
  • L’ottimista piano di rilancio dell’economia elaborato a fine estate, che puntava a una ripresa entro il 2022, è ora fortemente a rischio e andrà indubbiamente rivisto.

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In 3 sorsi – L’economia francese, già fortemente provata, vede stime al ribasso legate alle conseguenze del secondo lockdown. La Francia, ora, vive nella consapevolezza dell’impossibilità di scegliere fra salute ed economia e che la ripresa sarà molto più lontana del previsto.

1. IL SECONDO LOCKDOWN E LE PREOCCUPAZIONI PER L’ECONOMIA

Mentre la seconda ondata di Covid-19 travolge l’Europa intera, la Francia è fra le prime nazioni a optare nuovamente per un lockdown generalizzato, iniziato il 30 ottobre e che scadrà il primo dicembre. La decisione dell’Eliseo è stata indubbiamente sofferta, date in particolare le preoccupazioni per l’economia. Dopo il primo lockdown, infatti, anche la Francia ha conosciuto un calo drastico dei consumi e del PIL, crollato di quasi il 6% nel primo trimestre e del 14% nel secondo trimestre 2020. Nonostante una buona ripresa registrata nel terzo trimestre, con una crescita pari al 18,2% del PIL, il secondo lockdown getta ombre preoccupanti sull’economia transalpina, portando ad un peggioramento delle stime complessive per l’anno 2020, con una contrazione del PIL pari all’11% ed unridimensionamento dell’apparato produttivo del 15%.

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Fig.1 – Commercianti francesi che protestano per via del secondo lockdown, mostrando la scritta “Je suis essentiel”, ovvero “io sono essenziale”

2. TUTELARE SALUTE ED ECONOMIA

Seppur con questi dati alla mano il Presidente Macron si è ritrovato costretto a optare per una chiusura a livello nazionale, diventata inevitabile per via dei numeri dell’epidemia registrati in Francia a fine ottobre. Macron, in un discorso alla nazione, ha voluto sottolineare come le nuove misure restrittive siano volte a tutelare sia la salute che l’economia, giacché quest’ultima non può funzionare in mancanza della prima e non è possibile prospettare una scelta tra le due. Il Presidente ha inoltre incoraggiato i cittadini francesi a sostenere le attività commerciali e locali, sfruttando l’home delivery e modalità simili. A soffrire maggiormente per via di questa seconda chiusura totale, secondo i dati, saranno bar e ristoranti, oltre a  tutte quelle aziende legate al settore dell’ospitalità: è stato stimato che circa il 15% di tali attività potrebbe scomparire entro la fine dell’anno corrente.

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Fig. 2 – Il Presidente Emmanuel Macron durante il discorso alla nazione in cui annuncia le misure restrittive entrate in vigore a fine ottobre

3. IL PIANO DI RILANCIO A RISCHIO

A settembre l’Eliseo aveva annunciato un imponente piano per rilanciare l’economia devastata dalla prima ondata, forte di un’estate in cui i numeri dei contagi erano calati e la fiducia nell’economia aveva ripreso quota. Questo programma a lungo termine prevederebbe 100 miliardi di euro da spendere nell’arco di due anni, un terzo dei quali dedicati esclusivamente a convertire l’economia francese verso un modello più sostenibile e green. Obiettivo finale del piano di rilancio sarebbe quello di far tornare l’economia francese e il suo apparato produttivo ai livelli pre-Covid entro il 2022, un progetto sicuramente ambizioso, a maggior ragione alla luce delle nuove chiusure. Nei fatti il Ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha ammesso la necessità di rivedere il piano, tenendo conto del peso dell’ennesimo lockdown e delle nuove stime di crescita al ribasso, implementando anzitutto misure a breve termine dedicate al sostegno di lavoratori e imprese. Una ripresa per cui dunque si dovrà attendere più del previsto, e per la quale anche l’Eliseo guarda con ansia all’Unione Europea e ai promessi fondi del Recovery Fund.

Federica Barsoum

Photo by Free-Photos is licensed under CC BY-NC-SA

Federica Barsoum

Sono una ragazza di 23 anni, da sempre appassionata di politica internazionale e dinamiche socio-economiche. Dopo il diploma al liceo economico-sociale, ho proseguito i miei studi all’Università Statale di Milano, dove mi sono da poco laureata in Mediazione Linguistica e culturale. Ora, invece, sto frequentando il corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali, curriculum commercio e integrazione europea. Sono nata e cresciuta nell’internazionale Milano in una famiglia mista, e il mio ambiente mi ha resa una persona aperta e curiosa nei confronti del mondo.

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