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    Il potere logora… ma è meglio non perderlo

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    Secondo alcune confidenze Robert Mugabe, “padrone” dello Zimbabwe, vorrebbe abbandonare il potere perché stanco e ammalato, ma non saprebbe a chi affidare la fase di transizione. Ad Addis Abeba ha preso il via il tavolo di negoziazione tra Sudan e Sud Sudan per porre fine al conflitto in atto e risolvere le questioni più stringenti, come indicato dalla road map di Unione Africana e ONU. In Mali, Tuareg e Ansar Dine smentiscono il raggiungimento di un accordo per la creazione di uno Stato islamico: oggetto della discordia, il diverso punto di vista sui volontari non musulmani nel Paese. Charles Taylor è stato condannato a 50 anni di carcere per crimini contro l’Umanità e crimini di guerra dal Tribunale speciale per la Sierra Leone. Il Malawi scopre il business della paprica. La partenza del Tour d’Eritrea.

     

    SUDAN: IL VERTICE PER LA PACE DI ADDIS ABEBA – Dopo il viaggio di Thabo Mbeki a Khartoum e Juba, il Sudan e il Sudan del Sud hanno avviato martedì ad Addis Abeba le negoziazioni che, come indicato dalla road map dell’Unione Africana e del Consiglio di Sicurezza ONU, dovranno concludersi entro tre mesi con una soluzione alle controversie sui confini, sul petrolio, sulla circolazione dei rispettivi cittadini e sullo status della regione di Abyei. Tuttavia, il vertice si è aperto subito con qualche tensione, poiché la delegazione di Juba ha accusato Khartoum di continuare regolarmente le ostilità militari nei territori del Sud Sudan, impiegando anche artiglieria a lungo raggio. «Ci stanno bombardando, ci stanno attaccando e stanno insistendo nell’inviare gruppi armati per destabilizzarci. – Ha detto Pagan Amum, capo negoziatore sudsudanese. – Questi non sono segnali di pace». La denuncia da parte della delegazione di Juba è giunta a poche ore dalla dichiarazione di Khartoum circa la volontà di ritirare le truppe dalla regione di Abyei il prima possibile. Il portavoce del ministro agli Esteri sudanese ha replicato immediatamente alla controparte: «Ogni accordo raggiunto sui diritti di cittadinanza, sul petrolio o sulle frontiere è inutile se continuano gli scontri o persiste la reciproca sfiducia. Ecco perché la sicurezza dovrebbe essere il tema principale della discussione, pur non essendo una precondizione». In attesa di comprendere come possa evolversi la conferenza di Addis Abeba, resta certo che l’emergenza dei rifugiati è ben lontana dall’essere risolta, poiché, mentre continua l’esodo dei cittadini del Sud Sudan rimasti nelle regioni governate da al-Bashir verso la frontiera meridionale, i campi profughi oltre confine e in Etiopia sono prossimi al collasso.

     

    FALLITO L’ACCORDO TRA TUAREG E ANSAR DINE? Ibrahim Assaley, capo del Fronte nazionale di liberazione dell’Azawad, il movimento armato tuareg che nel gennaio ha avviato la rivolta contro il Mali, ha comunicato di non aver trovato alcun accordo con Ansar Dine, il gruppo islamista operante nella regione. Entrambe le parti hanno confermato che le trattative per l’unione delle forze con l’obiettivo di creare uno Stato islamico non siano andare a buon fine per la reciproca volontà di non retrocedere dalle proprie posizioni. L’oggetto del dissidio, secondo alcune fonti, potrebbe essere il rifiuto dei tuareg ad acconsentire alla proposta di Ansar Dine per l’espulsione dei gruppi umanitari non musulmani presenti nel nord del Mali.

     

    CONDANNA PER TAYLORCharles Taylor è stato condannato il 30 maggio a cinquanta anni di galera per crimini contro l’Umanità e crimini di guerra dal Tribunale speciale per la Sierra Leone. L’ex presidente della Liberia era sotto processo per aver favorito l’azione dei ribelli nel vicino Paese distrutto dal conflitto civile, nonché per aver pianificato e guidato operazioni militari contro le Forze Armate regolari della Sierra Leone. Il presidente della Corte, Richard Lussick, ha dichiarato che i crimini di Taylor siano «della peggiore gravità in termini di ampiezza e brutalità». L’accusa aveva richiesto una pena di ottanta anni di carcere, ma il Tribunale ha sostenuto che al leader liberiano potessero essere imputati solo ruoli di favoreggiamento e di partecipazione non diretta al conflitto che causò tra il 1991 e il 2002 oltre 50mila morti.

     

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    EMERGENZA CIBO IN BURKINA FASO – La situazione in Mali sta avendo profonde ripercussioni anche in Burkina Faso, dove l’arrivo di 60mila sfollati sta acuendo la profonda crisi alimentare che già da mesi colpisce il Sahel. Secondo le Nazioni Unite, il tasso di malnutrizione potrebbe salire entro l’estate dal 10% attuale al 15%, con pressoché totale mancanza di cereali nel nord del Burkina Faso. NUOVE VIOLENZE IN CONGO – Il riacuirsi delle violenze nelle regioni orientali della Repubblica democratica del Congo, nel Nord Kivu, è ormai un dato di fatto che preoccupa sia le Nazioni Unite, sia i Paesi confinanti. Al momento, si stima che siano oltre 40mila le persone fuggite, o tuttora in fuga, verso il Ruanda e l’Uganda, ma l’Alto Commissariato per i rifugiati (UNHCR) ha chiesto risorse per 36 milioni di dollari al fine di affrontare un’emergenza che potrebbe interessare complessivamente 500mila sfollati entro la fine dell’anno.

     

    MUGABE: «VORREI DIMETTERMI, MA…»Robert Mugabe sarebbe stanco della guida dello Zimbabwe, ma non si dimetterebbe a causa del timore di vedere collassare il proprio partito, Zanu, eventualità che porterebbe alla fine dell’unità nel Paese. A rivelarlo durante un’intervista a “The Standard”, quotidiano dello Zimbabwe è Enos Nkala, già ministro della Difesa, della Finanza e degli Interni. La notizia si unisce alle voci che, da qualche mese, riportano la volontà di Robert Mugabe ad abbandonare la guida per proprio Paese per gravi motivi di salute.

     

    IL NUOVO BUSINESS DEL MALAWI – La paprica potrebbe contribuire a risollevare le sorti del Malawi. Da tempo, infatti, molti agricoltori hanno riconvertito la propria produzione sulla spinta dei maggiori ricavi assicurati dalla coltura del peperone per la realizzazione della spezia: il prezzo medio di un chilo di paprica, infatti, è di un dollaro, a fronte dei 35 centesimi ricavabili da un chilo di mais. Secondo le stime del ministero dell’Agricoltura del Malawi, la paprica potrebbe condurre guadagni per quasi 10 milioni di dollari, ma le previsioni si basano sui dati del 2011, cosicché, considerata la tendenza, i profitti potrebbero essere ben maggiori.

     

    IL TOUR D’ERITREA – Il 30 maggio è partita una delle manifestazioni sportive più attese in Africa, il giro ciclistico dell’Eritrea, che terminerà il 6 giugno. Alla competizione, che vanta vaste attenzioni soprattutto negli Stati Uniti, partecipano quindici squadre, tra le quali l’Algeria, la Tunisia, il Camerun e l’Uganda, formazione che ripone grandi aspettative nel Tour d’Eritrea.

     

    Beniamino Franceschini

    Beniamino Franceschini
    Beniamino Franceschini

    Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali e dottorando di ricerca in Scienze Politiche all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e collaboro al coordinamento del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

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