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    Barack e Michelle Obama, Mitt e Ann Romney. Ma anche Barack Obama e Joe Biden e Mitt Romney e Paul Ryan. Quali sono le coppie e le aspiranti coppie più potenti degli Stati Uniti? Uno sguardo più vicino alle storie ed i valori incarnati dai protagonisti della politica americana

     

    BARACK E MICHELLE – Di Barack si è detto tutto e il contrario di tutto: che è nato alle Hawaii e che è nato in Kenya, che è cristiano e che è mussulmano, che è felicemente sposato e che è sull’orlo del divorzio. Perché queste versioni contrastanti sulla vita privata di un Presidente? Perché famiglia e morale sono importantissime per gli americani, alla ricerca di un capo di stato in cui potersi identificare e che porti avanti i valori a loro vicini. Tanto che un editoriale della rivista Time sostenne nel 2008 che tra ciò che avrebbe potuto allontanare le simpatie da Obama vi fosse non l’essere nero, ma l’essere troppo intellettuale e quindi distante dalla vita reale. Ma chi è veramente Barack Obama? Nato alle Hawaii, da madre americana e padre keniota emigrato grazie ad una borsa di studio, Obama è cresciuto alle Hawaii ed Indonesia (dove la madre si trasferì con il secondo marito indonesiano), poi trasferito a New York, per studiare scienze politiche a Columbia, a Boston, per prendere la laurea in giurisprudenza, approdando infine a Chicago, per lavorare come organizzatore di comunità, avvocato e professore di diritto costituzionale, prima di essere senatore dell’Illinois tra il 1997 ed il 2004. A Chicago, Barack incontra Michelle, avvocato nello stesso studio legale, cresciuta nel quartiere nero della città e volata a Princeton ed Harvard per studiare sociologia e legge. Oggi Michelle è in aspettativa dal suo lavoro come vice-presidente per gli affari esterni del policlinico universitario di Chicago (che fruttava il doppio dello stipendio di Barack come senatore) per fare a tempo pieno la First Lady. First Lady che, negli Stati Uniti, non ha puramente un ruolo istituzionale e mondano, ma è solita scegliere una o più cause specifiche da portare avanti durante il mandato del marito. Se Hillary Clinton ha tentato di riformare il sistema sanitario, e Laura Bush ha portato avanti i diritti delle donne e l’istruzione infantile, Michelle si è distinta per il suo impegno a favore delle famiglie militari e contro l’obesità infantile, che negli USA affligge un bambino su sette. E a parte essere una delle donne più popolari d’America, la grintosa Michelle è anche un’icona della moda, indossando in giro per il mondo i tagli e colori decisi di giovani stilisti americani. Non può mancare alla prima famiglia americana il classico amico a quattro zampe: Bo Obama, un cane acqua portoghese che vanta foto ufficiale ed accesso illimitato allo studio ovale. Tenute discretamente fuori dai riflettori sono le due figlie Malia a Sacha, che tutta la nazione ha visto crescere a vista d’ occhio.

     

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    GLI ASPIRANTI: MITT E ANN – E mentre Barack e Michelle festeggiano i loro 20 anni di matrimonio, Mitt e Ann si impegnano per prendere il loro posto. Se Obama era considerato lontano dalla gente comune come intellettuale, Mitt Romney lo è come imprenditore finanziario miliardario, tanto che durante la campagna elettorale la moglie Ann ha provato ad umanizzarlo sottolineando la sua verve umoristica e raccontando che da sposini cenavano sull’asse da stiro in mancanza di un tavolo in cucina. Educato ad Harvard con una laurea in giurisprudenza ed un MBA, seguiti a due anni di proselitismo in Francia come missionario per la chiesa mormone di cui fa parte, Mitt Romney è figlio dell’ex-governatore del Michigan ed ex-presidente della casa automobilistica American Motors, ed ha co-fondato Bain Capital, compagnia di investimento privata di successo. Dal 2002 al 2007 è stato governatore del Massachusetts, distinguendosi per la sua riforma sanitaria simile al provvedimento approvato poi da Obama a livello nazionale, ma anche per lo slittamento verso posizioni più conservatrici, soprattutto sui temi sociali, verso la fine del mandato e in concomitanza con il suo primo tentativo alla presidenza nel 2008 (quando fu battuto alle primarie da John McCain). Di sua moglie Ann, Mitt ha detto che fa il lavoro più importante al mondo: la mamma. E infatti i due, sposati giovanissimi quando lei aveva appena 19 anni, hanno cresciuto cinque figli e hanno diciotto nipotini. All’impegno da mamma, Ann, tennista e cavallerizza assidua, ha aggiunto quello in varie attività di volontariato e gruppi religiosi. Se da First Lady del Massachusetts Ann è stata piuttosto in disparte, come First Lady degli Stati Uniti si proporrebbe di portare avanti campagne di sensibilizzazione per la sclerosi multipla ed il tumore al seno, malattie che ha entrambe combattuto personalmente con successo.

     

    GLI “SPOSI” ISTITUZIONALI – A parte le mogli, presidente ed aspirante presidente hanno anche un importante compagno istituzionale, consigliere e potenziale sostituto. Ma lungi dall’essere una personalità a immagine del Presidente che sarebbe chiamato a sostituire in caso di destituzione, malore o morte, il Vice-Presidente è spesso una figura complementare volta a formare una squadra a tutto tondo, soprattutto agli occhi degli elettori. Basti guardare ai più recenti vicepresidenti, selezionati per le loro competenze (come per Joe Biden, scelto per affiancare in politica estera un giovane Obama), carattere, come fece McCain nel 2008 scegliendo una sconosciuta ed effervescente Sarah Palin con la speranza di ravvivare l’ entusiasmo della base, o programmi, come Romney con Ryan, scelto per relazionarsi e raccogliere il sostegno dell’ importante componente della destra del Tea Party. L’ impegno vero e proprio varia poi a seconda delle personalità.

     

    Manuela Travaglianti

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Manuela Travaglianti
    Manuela Travaglianti

    Manuela Travaglianti è dottoranda in Science Politiche presso la New York University, USA. Si occupa del processo di democratizzazione nei paesi in via di sviluppo, concentrandosi su violenza elettorale, politiche etniche, guerre civili e attività di peace-building in Africa. Ha svolto diversi mesi di ricerca sul campo in Burundi dove è anche stata osservatrice elettorale nel 2010. Dopo quattro anni a New York ed una parentesi semestrale a Los Angeles, è affiliata al Centro di Studi Africani di Berkeley ed al Centro sulla Negoziazione dei Conflitti Internazionali a Stanford, California.  Adora viaggiare e dopo aver collaborato come consulente politica per il Center on International Cooperation a New York si sta cimentando nel giornalismo investigativo.

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