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venerdì 23 Ottobre 2020
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    Da sempre la tensioni tra Israele e Palestina servono da termometro per l’arena mediorientale e lo stato delle relazioni internazionali, la settimana che si apre tuttavia, rischia di vedere quel termometro esplodere per l’ennesima volta. Morsi dal vicino Egitto, Obama dal Pacifico e il Consiglio UE da Bruxelles guardano preoccupati all’escalation di violenze da entrambe le parti della Striscia di Gaza. Alzando lo sguardo, poi, gli occhi questa settimana sono puntati anche su Europa, Usa, Argentina, Cambogia, Iran

     

    EUROPA

    Lunedì 19 – Il Consiglio per gli Affari esteri dell’Unione Europea indossa la mimetica radunando i ministri della difesa degli stati membri per affrontare le novità all’interno dell’European Defence Agency in tema di sharing & pooling di forze armate e mezzi militari. Sotto la presidenza dell’Alto Commissario Catherine Ashton saranno inoltre analizzati gli sviluppi delle missioni nel Corno d’Africa, in Somalia e nei Balcani. Dopo la pausa pranzo i Ministri degli Esteri dei 27 discuteranno delle modalità di intervento nella crisi in Mali, dove le forze militari europee potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella ricostituzione dell’esercito maliano ormai allo sbando.

     

    Martedì 20-Lunedì 21 – I rappresentanti dei 20 stati membri si riuniscono martedì a Napoli per un dei meeting più importanti dell’Agenzia Spaziale Europea. Sul tavolo non solo lo sviluppo di un nuovo vettore balistico per il lancio di oggetti spaziali, ma anche il futuro del sistema di posizionamento “Galileo” e del contributo dell’Agenzia alla Stazione Spaziale Internazionale in un periodo di crisi ed austerità. All’interno di questa arena galattica si scontrano come d’abitudine due posizioni in conflitto, con la Francia a sostenere un nuovo modello di vettore, l’Ariane 6, e la Germania a tentare di chiudere i rubinetti dei fondi optando per una modesta evoluzione dell’attuale Ariane 5.

     

    AMERICHE

    ARGENTINA – Continua la bagarre giuridico-mediatica tra la compagnia petrolifera spagnola REPSOL e il governo argentino, autore della nazionalizzazione della sussidiaria YPF attiva nel campo del gas naturale nel territorio di competenza di Buenos Aires. Passati i 6 mesi di negoziazione tra le parti in causa, il processo di arbitrato internazionale presso l’ICSID prevede ora l’intervento di un panel di esperti chiamati a giudicare l’azione del governo argentino. Il Presidente di REPSOL Antonio Brufao si dice ancora fiducioso in una soluzione amichevole tra le parti, mentre il Ministro spagnolo per gli Affari Esteri continua ad appoggiare la battaglia legale in modo da evitare ripercussioni politiche già sfiorate 6 mesi fa.

     

    STATI UNITI – Mentre il Presidente Obama volge lo sguardo ad oriente, dietro le quinte della Casa Bianca si alza il polverone per la successione al trono minore di Segretario di Stato dopo i rumours che vorrebbero la Clinton rimpiazzata dall’Ambasciatrice presso l’ONU Susan Rice. I vertici politico-militari del Pentagono sono però contrari a tale nomina a causa della modalita’ con cui la Rice ha spiegato al grande pubblico le cause dell’attacco fatale al consolato di Bengasi, presentandolo come una rappresaglia seguita alla pubblicazione dei video dei marines americani offensivi nei confronti della religione musulmana. Mentre i congressmen repubblicani continuano a cercare la preda più sensibile per i classici attacchi del dopo-elezione, la Rice sembra riscuotere l’appoggio influente di diverse voci democratiche che potrebbero realmente portarla al trono di Foggy Bottom.

     

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    ASIA

    Lunedì 19-Mercoledì 21 – Continua il tour asiatico nel neo-rieletto Barack Obama, che dimostra il valore strategico del pacifico spendendovi il primo viaggio istituzionale del nuovo mandato presidenziale. Dopo aver passato in rassegna la Thailandia, alleato della prima ora nella regione, Obama si dedicherà alla sfida del Myanmar, dove le promesse di apertura democratica non hanno fermato l’inasprirsi delle violenze inter-etniche, per poi concludere il suo viaggio in Cambogia. Proprio a Phnom Penh il presidente avrà modo di prendere parte alla conclusione del Summit Asean apertosi domenica alla presenza dei capi di stato e di governo delle nazioni dell’Asia-Pacific.

     

    ASEAN (CAMBOGIA) – La fine di un triste primato potrebbe presto trasformarsi in una semplice illusione ottica dopo che anche il gruppo asiatico dell’ASEAN ha deciso di dotarsi di una carta regionale dei diritti umani dopo Europa, America ed Africa. In realtà invece di rappresentare una conquista per lo sviluppo democratico della nuova culla dello sviluppo economico, il documento nasconderebbe numerose vie di fuga per assecondare la sete di repressione di governi liberticidi membri della formazione. Dopo le tensioni dovute alle richieste di sovranità cinese sulla quasi totalità del Mar Cinese meridionale, martedì ci sarà spazio per affrontare la sfida di una proposta di free trade zone dalle dimensioni impressionanti, andando ad includere paesi terzi come Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

     

    MEDIO ORIENTE

    ISRAELE-PALESTINA – Si trema nella Striscia di Gaza tanto quanto nelle città israeliane dopo che la minaccia di una nuova invasione di terra e di un capitolo secondo dell’Operazione Piombo Fuso del 2008-2009 sembra assumere contorni sempre più realistici. L’assassinio del comandante militare di Hamas da parte di uno strike chirurgico delle Israeli Air Forces e la relativa rappresaglia missilistica del gruppo armato palestinese hanno portato la situazione ad un nuovo stallo, costringendo la popolazione d’Israele a rispolverare i mai dimenticati rifugi anti-raid. A pagare il prezzo dei venti di guerra in Palestina è invece la popolazione civile, a causa del radicamento nevralgico di Hamas nella quasi totalità dei quartieri residenziali della sottile striscia di terra. Con Morsi e la Lega Araba di Nabil el Araby assurti a mediatori della questione, truppe d’elite e riservisti israeliani sono già pronti all’ennesima riscossa in una regione “maledetta” da anni.

     

    IRAN – Mentre si chiude il meeting per il futuro della Siria, disertato peraltro dal più importante gruppo dell’opposizione all’alleato iraniano Bashar al-Assad, Teheran sembra procedere imperterrita verso l’acquisizione dello status di potenza nucleare “virtuale”, secondo l’ultimo report dell’AIEA. Il pesante cappio economico delle sanzioni, pur avendo inflitto danni incalcolabili all’economia del paese, non ha intaccato le volontà della leadership politico-spirituale nel continuare sulla via della nuclearizzazione. Con Israele impegnata a sedare nuovamente la minaccia missilistica proveniente dalla vicina Palestina, i prossimi mesi si confermano decisivi per la storia delle relazioni sul filo del rasoio tra Gerusalemme e Teheran.

     

    Fabio Stella

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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