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domenica 1 Agosto 2021

Le manifestazioni in Brasile sfidano il Governo di Jair Bolsonaro

In breve

  • Il 29 maggio sono scoppiate proteste contro la gestione della pandemia del Governo Bolsonaro.
  • I manifestanti puntano il dito contro la campagna vaccinale del Presidente, il quale deve fare i conti con una Commissione d’inchiesta sui ritardi nelle vaccinazioni.
  • Bolsonaro continua a perdere consenso, mentre l’ex Presidente Lula sembra in vetta ai sondaggi. Le elezioni del 2022 saranno un vero spartiacque per il futuro del Brasile.

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In 3 sorsi – In Brasile tira aria di cambiamento. Il Presidente Jair Bolsonaro rischia di perdere la poltrona dopo le recenti manifestazioni scoppiate nelle principali città del Paese per protestare contro la cattiva gestione della pandemia.

1. IN MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO BOLSONARO

Da San Paolo a Recife, passando per Rio de Janeiro e Brasilia, le strade di quasi 200 città sono tornate a riempirsi di giovani manifestanti stufi della gestione della pandemia del Governo di Jair Bolsonaro. Le proteste sono cominciate fin dalla tarda mattinata del 29 maggio per le vie di San Paolo e si sono estese a macchia d’olio in tutte le altre città. Dopo più di quattro ore i manifestanti si sono riuniti in piazza Roosevelt, nel centro della metropoli paulista, nella quale giovani del movimento “Senza Terra”, ma soprattutto membri di sindacati e partiti all’opposizione come il PT (il partito di Lula), gridavano a gran voce “Fora Bolsonaro”. Il Brasile non si è ancora lasciato alle spalle il triste scenario provocato dalla pandemia: il bilancio dei morti da Covid-19 arriva a circa mezzo milione e il timore è che il Paese vada incontro a un’altra ondata di contagi.

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Fig. 1 – I manifestanti si riuniscono durante la protesta contro Bolsonaro, in Avenida paulista a San Paolo

2. EMERGENZA SANITARIA IN BRASILE: PROTESTA SUI VACCINI

La scarsa considerazione della pericolosità del virus da parte del Presidente ha scatenato la reazione di Sindaci e partiti all’opposizione, che spingono sulla sospensione dei brevetti vaccinali e intendono mantenere le disposizioni anti-Covid-19. Una sostanziale differenza di vedute rispetto all’esecutivo che non ha cercato di trovare un accordo e ha preferito adottare la linea dura contro le misure di quarantena che molte regioni avevano approvato. Come se non bastasse, a mettere sul piede di guerra gran parte della popolazione è stato il fallimento della campagna vaccinale: solo al 22% dei cittadini è stata somministrata la prima dose. Sulla gestione dei vaccini il Governo Bolsonaro ha dovuto fare i conti anche con un’altra Commissione Parlamentare d’inchiesta (CPI) in merito a eventuali ritardi nell’acquisto dei vaccini Pfizer. E le dichiarazioni di Carlos Murillo, direttore del dipartimento latinoamericano della compagnia Pfizer, sembrerebbero avvalorare la tesi della CPI. Sul punto il Governo di Rio ha dovuto quindi fare marcia indietro: lo stesso Bolsonaro ha affermato che “questo sarà l’anno dei vaccini”. Tuttavia la questione rimane ancora aperta.

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Fig. 2 – Bolsonaro incontra i sostenitori al monumento ai morti della seconda guerra mondiale durante un raduno

3. QUALE SARÀ IL FUTURO DI BOLSONARO?

La pandemia rischia di costare caro a Jair Bolsonaro, il quale d’ora in poi dovrà navigare a vista sulle prossime questioni in campo economico e sanitario. La posta in gioco infatti è molto alta. Il leader populista, dopo la cavalcata del 2018, ha potuto contare su un largo consenso della popolazione che gli ha permesso di sorpassare il PT di Lula, messo fuorigioco dalle accuse di corruzione nell’operazione Java Lato. Tuttavia di quell’ondata di cambiamento annunciata da Jair all’inizio della campagna rimane ben poco. Ora la situazione all’interno del Governo sembra precipitare. Nel giro di due anni sono stati rimpiazzati 24 ministri. Il rimpasto avrebbe dovuto rafforzare la leadership dell’esecutivo, ma le dimensioni delle manifestazioni degli scorsi giorni dicono tutt’altro. Le accuse lanciate dall’opposizione e dalla CPI, questa volta, non sembrano passare in secondo piano. Secondo alcuni osservatori questi sarebbero dei campanelli d’allarme che potrebbero realizzare l’ipotesi di un impeachment contro l’attuale Presidente. E anche i sondaggi parlano chiaro: per PoderData solo il 23% voterebbe Bolsonaro alle prossime elezioni del 2022, contro il 41% che invece darebbe fiducia a Lula. L’ex Presidente è pronto a ributtarsi sulla scena politica in vista delle future consultazioni e non ha escluso l’ipotesi della formazione di una grossa coalizione anti-Bolsonaro, assieme al centrista Henrique Cardoso. Il destino dell’attuale Presidente sembra ormai segnato, ma come spesso accade le elezioni possono lasciare spazio a diversi colpi di scena.

Valerio Caccavale

Avenida Paulista – 13 de Março 2016” by marcelo_valente is licensed under CC BY-ND

Valerio Caccavale
Valerio Caccavale

Nato a Genova il 27 Novembre 2001. Frequenta la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali di Genova. Tra un esame e l’altro scrive di politica e non solo. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche sportive e di attualità. Segue e vive con passione le vicende internazionali con un occhio particolare per l’area dell’America Latina.

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