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giovedì 7 Luglio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Ciad, proclamata l’emergenza alimentare

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  • In Ciad scarseggiano le forniture di cereali, a causa sia della guerra in Ucraina, sia di una crisi della produttività: per fronteggiare le difficoltà il Consiglio Militare di Transizione ha dichiarato lo stato di emergenza alimentare.

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Ristretto Le conseguenze della guerra in Ucraina stanno colpendo duramente anche Il Ciad, soprattutto per la riduzione delle forniture di cereali e fertilizzanti, che a sua volta sta generando un rapido aumento dei prezzi.

La scorsa settimana il Ciad ha proclamato lo stato di emergenza alimentare, derivante dalla scarsità delle scorte di cereali e dall’interruzione degli approvvigionamenti causata dalla guerra in Ucraina. Il Paese risente anche di un precedente calo della produttività agricola, sul quale ha notevolmente influito la difficoltà di sostituire i fertilizzanti e i pesticidi provenienti dall’Est europeo.
La crisi in Ciad – condivisa con altri Stati della regione, a cominciare dal Niger – si sovrappone al contesto di instabilità degli ultimi due anni, soprattutto dopo la morte nel 2021 del Presidente Idriss Déby e l’ascesa al potere di suo figlio Mahamat Déby Itno, alla guida del Consiglio Militare di Transizione (CMT).
Già alla fine dello scorso anno gli individui in una condizione di grave insicurezza alimentare erano secondo la Banca Mondiale 970mila, ma la cifra potrebbe raddoppiare entro la fine dell’estate. Nel tentativo di fronteggiare il deficit per i raccolti insoddisfacenti, il Governo a gennaio aveva bloccato le esportazioni di cereali e semi – tranne il sesamo, tra le principali merci prodotte in Ciad, – negoziando con i partner internazionali aiuti per oltre 500 milioni di dollari.
La guerra in Ucraina ha peggiorato un panorama fragile, caratterizzato da una precedente recessione economica, da una crescita pluriennale dei prezzi a fronte di un calo della produttività e da un aumento dei tassi di povertà. Al quadro deve essere aggiunta la lunga transizione dopo l’ascesa di Déby Itno e il consolidamento del Consiglio Militare di Transizione, sostenuto anche dalla Francia. Nonostante gli inviti della comunità internazionale affinché a N’Djamena torni un Governo civile, i militari stanno rafforzando le proprie posizioni: le trattative con i ribelli, compresi quelli del Fronte per l’alternanza e la concordia in Ciad (FACT), addestrati dai mercenari russi del Gruppo Wagner e responsabili dell’uccisione dell’ex Presidente Déby, sono stati sospesi e Déby Itno ha confermato l’intenzione di prorogare la propria permanenza al potere, anche richiamando la perenne minaccia terroristica che incombe sulla regione.

Beniamino Franceschini

Photo by David_Peterson is licensed under CC BY-NC-SA

Beniamino Franceschini
Beniamino Franceschini

Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

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