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Vertice Italia-Africa 2026: consolidamento politico, sfida operativa

In 3 Sorsi – Il Vertice Italia-Africa di Addis Abeba del 13 febbraio consolida l’ambizione strategica di Roma nel Continente, tra cooperazione energetica, gestione dei flussi migratori e rilancio del Piano Mattei. Resta ora la prova dell’attuazione concreta.

1. UN VERTICE NELLA SEDE DELL’ARCHITETTURA CONTINENTALE AFRICANA

Il secondo Vertice Italia-Africa, ospitato il 13 febbraio 2026 ad Addis Abeba, si è svolto in parallelo alla 39ª Assemblea dell’Unione Africana, scelta che ne ha rafforzato la cornice multilaterale e il valore simbolico. La partecipazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una chiara funzione di accreditamento politico: presentare l’Italia come interlocutore stabile e non episodico nel continente. Collocare il summit nel cuore istituzionale africano ha consentito a Roma di legare il proprio attivismo a una dimensione continentale, superando la sola logica bilaterale. In questa prospettiva, il Vertice si inserisce in una strategia più ampia di proiezione nel Mediterraneo allargato, dove Africa orientale, Sahel e Nord Africa rappresentano spazi strategici interconnessi. L’evento ha inoltre offerto all’Italia l’opportunità di accreditarsi come ponte tra le priorità europee e quelle africane, in un contesto segnato dalla competizione di attori esterni, come Cina e Turchia, e da una crescente richiesta di partenariati più equilibrati, nei quali il peso decisionale non sia concentrato esclusivamente sul lato europeo o asiatico. Il messaggio politico emerso è quello di una cooperazione strutturale, orientata alla co-progettazione e distante dallo schema “donatore-beneficiario”.

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Fig. 1 – Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni con il Presidente dell’Angola JoĂŁo Lourenço (a sinistra) e il Presidente della Commissione dell’Unione Africana Mahmoud Ali Youssouf

2. ENERGIA, SVILUPPO E MIGRAZIONI COME PRIORITĂ€ OPERATIVE

Sul piano dei contenuti, il Vertice ha confermato l’impianto del Piano Mattei, articolato attorno a energia, infrastrutture, formazione e gestione dei flussi migratori. L’energia rimane l’asse portante: gas naturale, rinnovabili e interconnessioni elettriche sono presentati come strumenti per favorire crescita locale e sicurezza energetica europea. In questo quadro, l’Italia punta a consolidare il proprio ruolo di hub tra Africa ed Europa, valorizzando competenze industriali e capacità di investimento. Parallelamente, il dossier migratorio è stato declinato in una narrativa che collega sviluppo economico, occupazione giovanile e riduzione delle partenze irregolari. L’approccio enfatizza il superamento della logica emergenziale, ma resta da verificare l’effettiva integrazione tra cooperazione economica e gestione dei flussi migratori. Per i partner africani sarà basilare l’allineamento dei progetti alle necessità locali, la trasparenza dei finanziamenti e la coerenza con le priorità nazionali e regionali. Per l’Italia, la sfida è tradurre gli annunci in programmi operativi con tempistiche e risorse chiaramente definite.

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Fig. 2 – Migranti salvati da un mercantile davanti alle coste della Libia, 17 gennaio 2026

3. AMBIZIONI GEOPOLITICHE E SOSTENIBILITĂ€ STRATEGICA

A conclusione dei lavori, il bilancio appare prevalentemente politico, ma non privo di potenziali ricadute strutturali. Il Vertice consolida la proiezione italiana in Africa e rafforza la narrativa di un partenariato fondato su interessi convergenti. Tuttavia, la sostenibilità dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di garantire continuità finanziaria e coordinamento interistituzionale ai numerosi progetti. In un contesto di crescente competizione internazionale, la credibilità italiana sarà misurata sulla coerenza tra dichiarazioni e attuazione concreta, nonché sulla capacità di offrire valore aggiunto rispetto ad altri attori già radicati nel Continente. Per i Governi africani, l’interesse risiede nella possibilità di diversificare alleanze e attrarre investimenti senza vincoli eccessivamente condizionanti. La posta in gioco per Roma è dimostrare che l’impegno verso l’Africa rappresenti una scelta strategica di lungo periodo, capace di coniugare stabilità regionale, sviluppo condiviso e rilevanza geopolitica nel Mediterraneo allargato.

Daniele Atzori

“Opening of the 38th African Union Summit | Addis Ababa, 15 February 2025” di Paul Kagame, CC BY-NC-ND 2.0

Indice

Perchè è importante

  • Il Vertice Italia-Africa del 13 febbraio rafforza la proiezione multilaterale di Roma, inserendo il partenariato con il Continente nel quadro istituzionale dell’Unione Africana.
  • Energia, infrastrutture e migrazioni restano gli assi portanti del Piano Mattei, ma la credibilitĂ  dell’iniziativa dipenderĂ  dalla traduzione degli impegni politici in azioni misurabili.

Dove si trova

Chi lo ha scritto

Daniele Atzori
Daniele Atzori

Classe 1998, sardo. Studente di Scienze Storiche all’Università di Bologna, attualmente mi trovo in Svezia per conseguire un master in African Studies. Fin da piccolo appassionato di storia e geografia ho con il tempo sviluppato un forte interesse per l’area del continente africano e per i fenomeni migratori. Sto facendo i primi passi nel mondo della fotografia e pratico muay thai.

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