In 3 sorsi – A gennaio 2026, la Corea del Nord ha intensificato i test di missili balistici e sistemi avanzati ad alta velocità, in un quadro internazionale caratterizzato da importanti eventi globali — dall’intervento militare statunitense in Venezuela agli incontri diplomatici di alto profilo tra Cina e Corea del Sud — che Pyongyang interpreta come prova della natura minacciosa dell’attuale ordine internazionale.
1. NUOVI LANCI MISSILISTICI PER LA COREA DEL NORD
A gennaio 2026, Pyongyang ha condotto lanci di missili balistici che hanno sorvolato circa 900 chilometri e si sono inabissati nel Mare del Giappone. Secondo l’agenzia di stampa statale KCNA, il leader Kim Jong-un ha personalmente supervisionato i test, definendoli essenziali per rafforzare la deterrenza nucleare della Corea del Nord.
I lanci di inizio e fine gennaio sono stati segnalati dalle Forze Armate di Seul e Tokyo, che li hanno definiti violazioni delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Questi test si inseriscono in un percorso di modernizzazione già avviato negli ultimi anni, con l’obiettivo di rendere il programma missilistico nordcoreano più preciso, mobile e difficile da intercettare.
Il contesto politico interno è segnato dal IX Congresso del Partito dei Lavoratori, che dovrebbe ufficializzare nuovi piani di sviluppo militare e strategico.
Fig. 1 – Immagini dei nuovi lanci missilistici nordcoreani diffuse dall’agenzia di stampa statale KCNA, gennaio 2026
2. IL TEMPISMO DEI LANCI TRA CINA E VENEZUELA
Il tempismo dei test non è stato casuale: i lanci di inizio gennaio sono avvenuti poche ore prima della partenza del Presidente sudcoreano Lee Jae-myung per Pechino, dove si è incontrato con il Presidente cinese Xi Jinping in un summit sulla stabilità nella penisola coreana.
Da Pyongyang sono arrivati segnali critici rispetto al possibile rafforzamento dei rapporti tra Cina e Corea del Sud, percepito come un elemento di pressione sul piano regionale. Parallelamente, eventi di portata globale — in particolare l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura del Presidente venezuelano Nicolás Maduro il 3 gennaio 2026 — sono stati citati da Kim e dai media statali come esempio della “natura brutale e canaglia” degli Stati Uniti e della pericolosità di un ordine mondiale che secondo Pyongyang non rispetta sovranità e diritto internazionale. La Corea del Nord ha ufficialmente condannato questa azione statunitense definendola una grave violazione della sovranità nazionale e un precedente inquietante per le relazioni internazionali. Il richiamo a questi sviluppi internazionali rientra in una linea comunicativa consolidata: presentare il rafforzamento militare come una risposta difensiva a un contesto globale ritenuto instabile.
Fig. 2 – Discorso di Kim Jong-un al nono Congresso del Partito dei Lavoratori, 21 febbraio 2026
3. SCENARI FUTURI
Guardando avanti, l’aumento dei test missilistici nord-coreani potrebbe indicare una linea più dura da parte di Pyongyang, con conseguenze per la sicurezza regionale e globale. Il IX Congresso del Partito dei Lavoratori punta a definire le priorità del regime, in particolare sul piano militare. L’evoluzione delle relazioni tra Stati Uniti, Cina e Corea del Sud, insieme agli eventi globali delle ultime settimane, crea un contesto in cui la Corea del Nord cerca di rafforzare la propria posizione e ottenere una maggiore legittimazione internazionale. I test missilistici possono essere letti come un modo per ribadire la capacità di deterrenza del Paese, ma anche come un messaggio politico rivolto agli attori regionali. Resta da capire se questa strategia contribuirà a stabilizzare gli equilibri attraverso la deterrenza oppure se rischierà di alimentare nuove tensioni. In un sistema internazionale sempre più instabile, ciò che accade nella penisola coreana non resta confinato alla regione, ma si inserisce in dinamiche più ampie che coinvolgono anche altri teatri globali.
Annachiara Maddaloni
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