In 3 sorsi – Tra il 9 e il 13 marzo 2026 si è tenuta a Bruxelles l’edizione annuale della Conferenza degli Ambasciatori dell’UE. È stata l’occasione per esporre le nuove priorità europee in politica estera, sicurezza e commercio in un contesto internazionale in rapido mutamento e carico di tensioni.
1. ‘PROMUOVERE GLI INTERESSI EUROPEI IN UN’EPOCA DI CAMBIAMENTI’
La Conferenza degli Ambasciatori UE di quest’anno ha visto la partecipazione di 145 delegazioni diplomatiche, oltre a svariati leader di organizzazioni, inviati speciali e funzionari civili e militari. A causa della situazione di conflitto in Medio Oriente, i diplomatici di stanza nella regione e presso i Paesi del Golfo hanno partecipato in videoconferenza. Nell’arco dei cinque giorni di eventi, panel e dibattiti, i vertici istituzionali dell’UE sono intervenuti per fare il punto sul posizionamento diplomatico dell’UE nello scenario geopolitico attuale. La premessa formulata dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e ribadita dall’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri Kaja Kallas e dal Presidente del Consiglio António Costa non ha lasciato spazio a interpretazioni: “L’Europa non può più essere custode del vecchio ordine mondiale […] che non c’è più e che non tornerà”. I casi sempre più frequenti di uso della forza, minacce ibride e coercizione economica obbligano i Governi degli Stati membri dell’UE a un enorme sforzo coordinato con Bruxelles. Tutto ciò al fine di evitare un impatto ancora più catastrofico sui settori dell’energia, delle importazioni, dei trasporti e più in generale sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Ursula von der Leyen parla agli Ambasciatori
2. DIVERSIFICARE LE PARTNERSHIP E RIPENSARE I MECCANISMI DECISIONALI
Oltre ad adattarsi a un contesto globale pieno di tensioni e in rapido mutamento, i vertici dell’UE hanno sottolineato l’urgenza di riflettere sul funzionamento dei meccanismi di decision-making dell’organizzazione. L’unanimità richiesta dai trattati fondativi per le decisioni di politica estera comune rischia di erodere l’unità di intenti dell’UE, come già accaduto con il supporto finanziario all’Ucraina o con il riconoscimento dello Stato di Palestina. Come sottolineato dalla Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, le attuali crisi globali dovranno rappresentare per l’UE un’opportunità per “costruire una politica estera che ci renda più forti all’interno, più influenti a livello globale e un partner migliore per i Paesi di tutto il mondo”. È in quest’ottica che si inseriscono i nuovi accordi commerciali e di investimento siglati dall’UE negli ultimi mesi con Canada, Egitto, India, Mercosur tra gli altri, ai quali si aggiungeranno presto altri Paesi del Nord Africa, del Sud America e dell’Asia sudorientale.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Von der Leyen durante la Conferenza
3. UNA NUOVA STRATEGIA DI SICUREZZA ALL’ORIZZONTE
Il quadro che emerge dalla Conferenza è quello di una UE sempre più consapevole di aver bisogno di cambio di paradigma strutturale per potersi affermare come attore globale resiliente e affidabile. In un passaggio di particolare rilevanza, la Presidente von der Leyen ha dichiarato che “un mondo multipolare ha bisogno di soluzioni multilaterali”, ma aggiungendo che “l’UE […] è pronta per una politica estera più realista […] e orientata agli interessi”. Per quanto concerne le politiche di difesa e sicurezza, di estrema urgenza alla luce delle minacce provenienti da vari attori statali e non statali a livello internazionale, l’UE si dice pronta a formalizzare nel breve periodo una nuova strategia più orientata alla deterrenza, alla diversificazione dei partner commerciali e all’indipendenza strategica. In un sistema internazionale che appare non più basato sullo Stato di diritto, l’UE dovrà essere in grado di adattarsi al nuovo contesto senza tradire i propri valori fondanti e senza rinnegare il fine ultimo della pace attraverso la cooperazione.
Giorgio Fioravanti
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