Analisi – Per due mesi e mezzo abbiamo condotto un wargame per esplorare uno scenario di blocco cinese a Taiwan. Ecco perché e cosa ne abbiamo ricavato.
Tutto parte da una (plausibile) situazione di crisi…
Un’elezione presidenziale a Taiwan che per l’ennesima volta non va come previsto da Beijing. Il richiamo ai valori nazionali taiwanesi che diventa più forte nella retorica locale. Una serie di esercitazioni ed escalation che portano a un incidente dove la parti si accusano a vicenda. La decisione di portare il blocco dell’isola…
Sono queste le premesse dello scenario di “The Dragon’s Snare” (La Stretta del Drago), wargame a scopo educativo che esplora una situazione di blocco dell’isola di Taiwan e come gli attori internazionali potrebbero reagire. Lo scenario è ovviamente inventato e, nei suoi dettagli, non necessariamente quanto potrebbe davvero avvenire. Ma è plausibile e discusso anche in campo internazionale.
Da inizio febbraio a metà aprile 2026 undici partecipanti (wargamer, professori di storia, qualcuno esperto dell’area) divisi in sei squadre hanno rappresentato i principali decisori militari e/o politici di sei corrispondenti fazioni potenzialmente coinvolte in una simile crisi. Lo scenario in questione aveva scopi formativi, con l’intenzione di permettere ai giocatori di esplorare le complesse dinamiche in gioco nell’area e in una tale potenziale crisi. Bilanciare necessità politiche con rischi militari costituiva una delle principali sfide.
Fig. 1 – infografica riassuntiva del wargame
Perché un wargame?
Nessun wargame prevede il futuro. Questo assioma è alla base della comprensione dello strumento. Scopo del wargame non è determinare “chi vincerà” nel caso si verifichi la situazione proposta nello scenario iniziale, semplicemente perché il wargame non è la realtà. I giocatori in molti casi non sono coloro che davvero prenderanno le decisioni chiave – che potrebbero avere idee, aspettative, punti di vista, limitazioni… differenti da quelli dei giocatori. Perfino nel caso si trattasse almeno in parte delle stesse persone, sarebbe impossibile avere tutti gli attori coinvolti (soprattutto gli avversari) allo stesso tavolo e, in più, la tensione della crisi reale e il diverso ambiente informativo comporterebbe stress e dilemmi differenti.
Un wargame permette però di trasmettere e/o ottenere informazioni e “insight” sul problema in esame. Non sappiamo cosa sceglieranno gli attori reali davanti a determinati dilemmi – e dunque come si svolgeranno nel dettaglio gli eventi – tuttavia possiamo determinare quali siano i dilemmi chiave che si troveranno ad affrontare e quali dinamiche contribuiranno a influenzare le loro decisioni. Questo, a sua volta, contribuisce alla comprensione di quali leve siano maggiormente critiche durante una crisi o un conflitto e, in definitiva, permette di esplorare i processi di decision-making coinvolti.
Fig. 2 – I primi due turni sono stati giocati online tramite piattaforma VASSAL. Successivamente si è usata una modalità asincrona. Il wargame è stato svolto tra inizio febbraio e metà aprile 2026
Metodologia impiegata
Il wargame ha impiegato una metodologia definite “matrix game” (gioco a matrice) molto nota nell’ambito del wargaming a scopi professionali per l’esplorazione di scenari e crisi che intersechino aspetti politici e militari. La tecnica è descritta ad esempio in “Advanced Matrix Games for Professional Wargaming” by John Curry e Tim Price, che rimane uno dei testi base al riguardo. A ogni fazione è stato poi fornito un briefing specifico per familiarizzare con la relativa posizione rispetto alla crisi, obiettivi e asset disponibili, oltre a una scheda (play-aid) con esempi di come influenzare tramite le azioni di gioco l’ambiente PMESII (Politico, Militare, Economico, Sociale, Informativo e Infrastrutturale) e dunque raggiungere i propri scopi.
Il gioco ha visto cinque turni che sono terminati con… lo scoppio della guerra tra Cina e USA. È un finale inevitabile? No, è stato solo l’esito delle scelte dei giocatori. Un wargame consente una dinamica di azione e reazione che modifica a ogni turno il calcolo di decision-making dei partecipanti.
Fig. 3 – sequenza delle azioni durante il wargame
Connessioni con la realtà
Un wargame a scopo di formazione ha senso se, durante il gioco e nella discussione finale, si evidenziano connessioni con la realtà – tali da permettere di usare il gioco proprio come strumento per comprenderla meglio.
Questo non implica che tutte le scelte effettuate siano ugualmente plausibili nei loro dettagli. Ma è la qualità dei dilemmi che pongono a essere rilevante.
Nel caso specifico, alcune dinamiche hanno riguardato proprio le caratteristiche di un blocco navale. Ad esempio, per i giocatori cinesi è stato impossibile creare un sistema impenetrabile, data la geografia, ma la minaccia di violenza e ritorsioni ha comunque fermato gran parte delle navi, fino a un blocco totale appena è scoppiata la guerra. Da parte loro, i giocatori USA e di Taiwan hanno provato a cercare soluzioni: dalla scorta armata alle navi, fino a premi assicurativi maggiori o garanzie statali sugli stessi.
La somiglianza con quanto recentemente osservato attorno allo Stretto di Hormuz non è un caso: alcune dinamiche base sono analoghe. Tuttavia ci preme far notare come gran parte di queste dinamiche siano state osservate dai giocatori già durante i turni giocati a febbraio 2026, ben prima dello scoppio del conflitto tra USA e Iran – cosa che ha poi permesso agli stessi giocatori di comprendere meglio cosa stava accadendo in Medio Oriente, e perché.
“Avete visto quante cose uscite nel wargame stiamo vedendo anche nella realtà? Costo assicurazioni che bloccano navi, tentativi di sostituire assicurazioni con garanzie statali, bonus ad armatori ed equipaggi, scorte armate…”
“Ho pensato la stessa cosa in questi giorni. (…) si capisce perché queste simulazioni siano utilizzate dalle strutture che le utilizzano. Non prevedono il futuro, ma ragionano sulle logiche di pensiero che stanno dietro alle decisioni.”
(commenti tratti dalla chat dei partecipanti al wargame)
In altri casi, non sempre le mosse effettuate possono essere considerate totalmente realistiche. Alcune erano forse fin troppo agressive nella loro formulazione di gioco: uno sconfinamento di dodici caccia J-10 cinesi che puntavano provocatoriamente sull’isola (turno 4) può sembrare poco plausibile…. ma a livello formativo quello che conta non sono i dettagli specifici, quanto piuttosto il dilemma (questo sì plausibile!) che pongono agli altri giocatori: come reagire a una eventuale mossa platealmente provocatoria di Beijing dove sia rispondere sia non farlo comportano rischi politici e di sicurezza? La riflessione che ne scaturisce prescinde dalla specifica provocazione ed è applicabile anche in altri casi analoghi (pensiamo non solo al teatro asiatico ma anche a quello europeo).
Le principali riflessioni sono state poi raccolte e discusse durante il debriefing.
Fig. 4 – Riflessioni principali effettuate alla fine della partita
Una singola iterazione di un wargame non è un’analisi e non fornisce prescrizioni
Sarebbe semplice impiegare quanto emerso sopra come output analitico del wargame. Gli insight ottenuti sono semplici, plausibili e in gran parte condivisibili. Ma è necessario usare cautela prima di prenderli come principi sempre validi in una analoga situazione reale.
Lo scopo del wargame era principalmente formativo per i partecipanti, per far conoscere loro le potenzialità della tecnica ed esplorare assieme una situazione di crisi internazionale molto discussa ma non sempre ben conosciuta, facendo emergere dinamiche non sempre note al pubblico. Da parte nostra interessava testare lo scenario e verificare che tipo di riflessioni potesse far emergere anche a partecipanti non necessariamente esperti dell’area. In questo ci pare di aver ottenuto buoni risultati.
Tuttavia, oltre a una limitata conoscenza dell’area da parte di molti dei partecipanti, si è trattato di una sola iterazione del wargame: giocarlo altre 10 volte, per esempio (soprattutto se con gruppi di partecipanti diversi), potrebbe portare a 10 diversi risultati. Come minimo, i risultati ottenuti dunque dovrebbero essere integrati da ulteriori iterazioni che permetterebbero di esplorare:
- Quali dinamiche si verificano ogni volta o comunque quasi sempre?
- Quando non si verificano, dipende da qualche elemento fondamentale?
- Quali domande chiave emergono spesso?
- Quali aspetti, pur variando, non risultano particolarmente influenti?
- …
O altre domande analitiche sulle quali tarare il nostro wargame. Tutto questo va poi combinato con studi, ricerche e analisi tradizionali sullo stesso scenario. Questo significa che non possiamo trarre prescrizioni specifiche da una singola partita.
Un wargame è infatti uno strumento che si pone all’interno del più largo “cycle of learning” indicato da Peter Perla, uno dei padri del wargaming moderno, e non esiste mai isolato da esso. In questo, può quindi essere integrato in un più vasto ciclo di analisi e ricerca – come era nostro interesse mostrare.

Fig. 5 – Il cycle of learning di Peter Perla
Lo stesso valga per scopi formativi: il wargame rimane uno strumento, che si aggiunge e integra – ma non sostituisce – modalità di apprendimento più tradizionali.
Cosa hanno detto i partecipanti
Come hanno reagito i partecipanti al wargame? Alcuni dei feedback ricevuti:
“È stata un’esperienza veramente importante, formativa, divertente e piena di spunti interessanti!”
“Ti vorrei comunque sia ringraziare, è stata una esperienza davvero meravigliosa e molto molto formativa.”
“La cosa più interessante è l’alto livello di immersione nel gioco. USA impegnato a sfoggiare tutto il suo arsenale bellico e pronto al confronto scontro fin dal primo minuto, governo taiwan a traino degli USA, opposizione Taiwan pronti al compromesso fino a quasi essere incriminati di tradimento, Cina tanta tanta propaganda (…). Per questo ti ringrazio perché sebbene stiamo solo giocando a quanto sembra la realtà non è così distante”
Lorenzo Nannetti
NOTA: un report completo – inclusa una descrizione più approfondita dello scenario e delle meccaniche impiegate – verrà pubblicato prossimamente.
Si ringrazia l’Associazione LudoStoria per aver gentilmente ospitato lo svolgimento del wargame sul suo server Discord






