Caffè lungo – I Paesi BRICS+ stanno rafforzando il proprio ruolo nel sistema economico globale, facendo leva su valute digitali e sistemi di pagamento alternativi a quelli proposti dall’Occidente, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense, ancora dominante nelle transazioni internazionali. Cina, Russia e India sono in prima linea nello sviluppo di strumenti innovativi sia da un punto di vista tecnologico che economico-finanziario, unendo innovazione e strategia geopolitica.
BRICS+ E IL NUOVO EQUILIBRIO MONETARIO GLOBALE
Il blocco dei BRICS, o più nello specifico BRICS+, andando ad aggiungere i nuovi partner al fianco dei 5 membri cardine (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), ha assunto un ruolo di primo piano all’interno del dibattito circa l’assetto economico e monetario internazionale. Oltre al supporto e alla cooperazione commerciale e politica, uno degli ambiti sul quale i BRICS stanno cercando di rafforzare la propria competitività è quello monetario, sia attraverso attraverso politiche monetarie sempre più integrate, che attraverso lo sviluppo e la creazione di valute digitali e sistemi di pagamento alternativi, capaci di competere efficacemente con le altrettanto innovative proposte a trazione occidentale come l’euro digitale ed il digital dollar per quanto riguarda l’ambito delle Central Bank Digital Currency (CBDC).
Da decenni il sistema finanziario globale è dominato dal dollaro statunitense, che rappresenta la principale valuta di riserva mondiale e lo strumento di riferimento per le transazioni internazionali. Questa centralità monetaria conferisce agli Stati Uniti un notevole potere nello scacchiere economico e geopolitico globale, con gran parte delle transazioni internazionali che passano attraverso infrastrutture finanziarie sotto influenza occidentale, come il sistema SWIFT.
In questo contesto internazionale, i BRICS stanno valutando strategie per ridurre la dipendenza dal dollaro e rafforzare la propria autonomia economica.
Fig. 1 – Il Presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva durante il summit dei BRICS di Rio de Janeiro, 7 luglio 2025
VALUTE DIGITALI E SISTEMI ALTERNATIVI DEI BRICS
Una delle soluzioni più accreditate riguarda le valute digitali di banca centrale (CBDC), strumenti monetari emessi direttamente dalle banche centrali e basati su tecnologie digitali avanzate. Alcuni Paesi del blocco sono già molto in avanti al riguardo, come il caso dell’e-CNY, lo yuan digitale sviluppato dalla Cina che rappresenta uno degli esperimenti monetari più ambiziosi al mondo.
Allo stesso tempo, anche Russia e India stanno sperimentando rispettivamente il rublo digitale e la rupia digitale, mettendo i BRICS al centro del processo di innovazione digitale globale non solo da un punto di vista sia monetario che tecnologico, ma anche da un punto di vista di posizionamento strategico e geopolitico per quanto riguarda la sempre più ampia influenza del blocco. È proprio per questo che si parla di nuovo ordine mondiale, un ordine fondato non più esclusivamente sugli Stati Uniti come centro nevralgico economico e decisionale, quanto piuttosto su un sistema multipolare basato su più fronti rilevanti.
È importante analizzare come Paesi molto diversi per caratteristiche e obiettivi di politica sia interna che estera, spesso anche in conflitto tra di loro, riescano a implementare un orientamento comune riguardo all’obiettivo di ridurre il peso del dollaro nel sistema economico-finanziario globale attraverso una crescita del peso dei Paesi BRICS nella governance finanziaria globale.
In particolare l’articolo 11 della dichiarazione congiunta dei BRICS del 2010 evidenzia l’impegno per colmare il deficit di legittimità che si trovano ad affrontare il FMI e la Banca Mondiale attraverso riforme delle strutture di governance, richiedendo un sostanziale cambiamento per quanto riguarda il potere di voto, con uno spostamento a favore delle economie emergenti e dei Paesi in via di sviluppo. Ciò permetterebbe una maggiore integrazione di questi ultimi all’interno dei processi decisionali, tenendo così in considerazione il loro peso reale nell’economia globale.
Fig. 2 – Lo yuan digitale (e-CNY) sviluppato dalla Cina negli ultimi anni
PROGETTI DIGITALI E LIMITI DELLA STRATEGIA BRICS
Una delle grandi innovazioni in grado di diffondere l’uso di valute appartenenti ai BRICS su scala internazionale è indubbiamente il progetto e-Yuan (e-CNY), che adesso è in fase di sviluppo.
Si tratta di un’infrastruttura di pagamento digitale rivolta alle banche commerciali che si pone l’obiettivo di creare una Central Bank Digital Currency.
Alcuni economisti sostengono proprio che uno degli obiettivi principali dell’emissione di una CBDC da parte della People’s Bank of China (PBoC) sia espandere l’uso dell’e-CNY nel sistema finanziario e dei pagamenti internazionali, al fine di combattere l’egemonia del dollaro come valuta utilizzata per le transazioni a livello internazionale.
Alla Cina si aggiunge la Russia, che ha cercato di proteggere dalle sanzioni, avvenute in seguito e in risposta all’inizio del conflitto russo-ucraino, il proprio sistema di pagamenti. Mosca ha infatti sviluppato a tal fine un sistema di pagamento autonomo (SPFS) con le stesse caratteristiche di SWIFT, sistema di pagamenti a trazione occidentale oggetto delle sanzioni inflitte alla Russia e dal quale quest’ultima è stata esclusa. Allo stesso tempo, dal 2014 è attivo un sistema di carte di credito, chiamato Mir, che fin dal principio è stato utilizzato per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e che ad oggi si è affermato come il sistema di carte più diffuso nel Paese e non solo. Mir viene infatti utilizzato anche in altri 12 Paesi, tra cui Vietnam, Armenia e Bielorussia.
Nel contesto finanziario globale odierno l’egemonia del dollaro non è in discussione, sebbene sia un fatto che l’integrazione monetaria tra i Paesi BRICS+ sia in costante sviluppo e, di conseguenza, è ipotizzabile una futura erosione del dominio monetario americano. Tuttavia gli accordi esistenti tra Paesi BRICS+ volti a ridimensionare il peso del dollaro nell’architettura finanziaria internazionale, per lo più di natura bilaterale, presentano non poche criticità, trattandosi di intese che tendono a favorire l’utilizzo delle valute appartenenti ai Paesi economicamente e politicamente predominanti e non una valuta internazionale in senso stretto, e cioè non riconducibile a un singolo Paese, lasciando così inalterati tutti i problemi che attualmente i membri della comunità BRICS+ denunciano.
Il vero obiettivo che tutti i Paesi dovrebbero perseguire, piuttosto che invertire le gerarchie tra monete dominanti, è quello di creare una vera valuta globale.
Emanuele Franzoni
Ha collaborato alla realizzazione dell’articolo la professoressa Simone Silva De Deos, docente dell’Istituto di Economia dell’Università di Campinas e Senior Researcher del Brazilian Center for International Relations (CEBRI).
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