In 3 sorsi – Il Governo britannico ha dovuto affrontare, negli ultimi mesi, shock politico-economici senza precedenti: le elezioni locali sono state l’indicatore di una profonda crisi economica, istituzionale e politica che il Regno Unito non può ignorare.
1. LA CRISI DEL GOVERNO LABURISTA NELLE ELEZIONI LOCALI
Il 7 maggio 2026 nel Regno Unito si sono tenute le elezioni locali per eleggere oltre 5mila consiglieri locali in 136 distretti, oltre a sei Sindaci regionali e le elezioni per i Parlamenti scozzese e gallese. Sebbene le elezioni locali non modifichino direttamente il Governo centrale, servono come indicatore preciso del sentimento presso l’opinione pubblica. Il Financial Times ha descritto i risultati come la “frantumazione del duopolio laburista-conservatore secolare”, affermando che non si trattava di una protesta temporanea, bensì di un profondo cambiamento strutturale. Sia i critici che i sostenitori del Governo Starmer concordano sul fatto che il problema cruciale sia la mancanza di crescita economica. La scarsa crescita ha reso impossibile finanziare le riforme sociali e di welfare che l’esecutivo si era prefissato, oltre a spese per la difesa, le energie rinnovabili, la riduzione delle disparità di trattamento o i trasporti. Ciò che accomuna gli elettori di Partito Reform UK a Sunderland e del Partito dei Greens a Hackney è un rifiuto comune: quello di una classe politica che gli elettori considerano incapace di migliorare il tenore di vita, di fornire servizi pubblici efficaci o di governare con competenza le sfide energetiche globali.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Il premier britannico Keir Starmer
2. I PREZZI DELL’ENERGIA SPINA NEL FIANCO DEL GOVERNO
Nel mese di aprile del 2026, il 79% degli adulti in Gran Bretagna ha segnalato un aumento del costo della vita rispetto al mese precedente. Di coloro che hanno riscontrato un aumento del costo della vita, il 92% ha indicato l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, mentre l’80% ha affermato che la causa era l’aumento dei prezzi del carburante. Sebbene la Brexit sia stata una decisione di grande rilevanza, unica nel suo genere per il Regno Unito, altre recenti crisi di grande portata hanno avuto un impatto globale, ponendo sfide simili ai Governi di tutto il mondo. Tuttavia, in molti casi, per una serie di ragioni, i loro effetti sul Regno Unito sono stati più gravi: si pensi alla dipendenza dal gas, che acuisce l’impatto dei picchi dei prezzi dell’energia. La delusione degli elettori laburisti è ulteriormente aumentata dalla recente esperienza di spese pubbliche rapide e indiscriminate in risposta alla pandemia e allo shock dei prezzi energetici in Ucraina. Gli elettori si aspettavano uno Stato interventista e sono delusi dal non aver visto lo stesso livello di attivismo in risposta alla crisi del costo della vita – e i partiti di opposizione, di ogni schieramento politico, stanno assecondando queste aspettative.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Nigel Farage celebra il successo in una circoscrizione elettorale
3. GLI EFFETTI DELL’INSTABILITÀ SULL’ECONOMIA BRITANNICA
All’inizio del 2026, il conflitto in Iran ha inferto un doppio colpo all’approvvigionamento globale di petrolio, gas e altri idrocarburi. I prezzi del gas naturale, secondo Resolution Foundation, nel Regno Unito sono aumentati di 78 pence per therm (unità di misura britannica) nel marzo 2026, prima di riscendere, rispetto a un picco di oltre 300 pence per therm nel marzo 2022. Le recenti oscillazioni dei prezzi del petrolio, al contrario, sono state di entità simile a quelle del 2022. Al suo picco nell’aprile 2026, un barile di greggio costava 42 dollari in più rispetto al giorno prima dell’inizio della guerra con l’Iran (un aumento del 57%), rispetto a un aumento massimo di 35 dollari al barile nel 2022 (un aumento del 36%). L’impatto diretto sui cittadini britannici si sta manifestando attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia. L’analisi statistica degli shock storici dei prezzi del petrolio negli ultimi 35 anni mostra che, un aumento temporaneo ma persistente del 50% degli stessi, potrebbe ridurre il PIL del Regno Unito di circa l’1,25% da sei a otto trimestri dopo la crisi economica.
Emanuele Manfredo Fioravanzo
Photo by paulbloch is licensed under CC BY-NC-SA


