In 3 sorsi – Il 13 agosto gli elettori di Clacton dovranno scegliere il loro rappresentante a Westminster. In lizza ci sono l’uscente Nigel Farage, recentemente coinvolto in un grave scandalo, e il personaggio satirico di Count Binface. Una sfida bizzarra che offre interessanti spunti di riflessione sullo stato della democrazia britannica.
1. L’AZZARDO DI FARAGE
Il duello tra Nigel Farage e Count Binface (“Conte Faccia-di-Bidone”) per il seggio parlamentare di Clacton rischia di fare la storia della politica contemporanea, non solo britannica. Come noto, l’elezione suppletiva per il seggio è stata causata dalla decisione di Farage di dimettersi da deputato dopo le inchieste relative a finanziamenti non dichiarati ricevuti dal miliardario Christopher Harborne per le elezioni politiche del 2024. Pressato sia dalle Autorità parlamentari, sia dalla National Crime Agency sulla vicenda, il leader di Reform UK ha deciso di rivolgersi direttamente al “popolo”, cioè agli elettori della sua constituency di Clacton (nella contea sud-orientale dell’Essex), per riaffermare la propria legittimità politica. L’obiettivo originario di Farage era quello di trasformare l’elezione suppletiva in uno spettacolo mediatico volto sia a rigettare le accuse che lo riguardano, dipinte come vili “attacchi dell’establishment”, sia a rinsaldare pubblicamente la sua leadership politica e i suoi messaggi sovranisti e anti-immigrazione. Paradossalmente, tale strategia sembra esserglisi ritorta contro, gettando le basi per una delle competizioni elettorali più bizzarre degli ultimi anni.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Il leader di Reform UK Nigel Farage
2. UNICO SFIDANTE: BINFACE
I principali partiti politici, a partire da Labour e Conservatori, si sono infatti rifiutati di presentare candidati per contendere il seggio a Farage, lasciando come unico sfidante il personaggio satirico di Count Binface. Lo spettacolo mediatico ricercato dal leader di Reform è diventato perciò una vera e propria farsa, esponendolo al pubblico ludibrio e prospettando anche il rischio di difficoltà reali alle urne. Perché Binface (ovvero il comico e autore televisivo Jonathan Harvey) sarà anche una figura assurda e folkloristica, simbolo di un’antica tradizione contestatrice e goliardica della politica britannica, ma rappresenta una potenziale alternativa per tutti gli elettori di Clacton contrari a Farage, richiamandoli al voto ed erodendo (almeno sulla carta) il margine di successo del leader di Reform UK (che aveva conquistato il seggio nel 2024 con meno del 50% delle preferenze). Non a caso il “guerriero spaziale indipendente” interpretato da Harvey ha già incassato il sostegno del premier uscente Sir Keir Starmer e di altre figure politiche anti-Reform, che hanno invitato i propri supporter locali ad andare a votare per l’improbabile candidato. In più, il carattere pittoresco del personaggio oscura mediaticamente Farage e rende ridicola la sua retorica sovranista, annullando quella spettacolarizzazione e quell’investitura popolare cercate dal leader di Reform UK per riaffermare la propria leadership e far dimenticare lo scandalo dei fondi ricevuti da Harborne. Che, al contrario, risalta ancora di più sia sui media che nell’opinione pubblica.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Count Binface (alias Jonathan Harvey) durante le elezioni di Londra del maggio 2024
3. LA SATIRA È UNA COSA SERIA
Qualunque sia il risultato elettorale il prossimo 13 agosto, quindi, Farage ha già perso la sua battaglia, soprattutto dal punto di vista mediatico, che era quello che forse gli stava più a cuore. Inoltre, se anche dovesse vincere, si troverebbe di nuovo ad affrontare le inchieste sui suoi rapporti con Harborne, controverso re delle criptovalute con residenza in Thailandia, tornando al punto di partenza. Una vittoria di misura contro un “cestino dell’immondizia” parlante aprirebbe anche possibili contestazioni all’interno di Reform, nel quale la fiducia nel leader è meno solida di quanto appaia, anche per via della crescente competizione di altre formazioni di estrema destra come Restore Britain. Viceversa, la candidatura di Binface è riuscita nell’intento di svuotare di senso la mossa elettorale-mediatica di Farage e di sottolineare l’assurdità dell’attuale situazione politica britannica, difendendo allo stesso tempo il valore della partecipazione democratica. Quest’ultimo aspetto è stato spesso ribadito dal personaggio di Harvey nelle sue avventure elettorali degli anni scorsi, accompagnate dallo slogan “Make Your Vote Count” (“Fai valere il tuo voto”).
La battaglia di Binface è dunque prevalentemente simbolica e culturale – un invito a guardare in modo scherzoso e irriverente le distorsioni e i malfunzionamenti dei sistemi democratici rivendicando però le loro idealità di base. In un’epoca di generale avversione per la democrazia e i suoi principi, incarnata soprattutto da partiti populisti come quello di Farage, è un messaggio assai significativo, che può raccogliere consensi tra diversi elettori delusi dall’attuale clima politico. E che potrebbe anche acquisire maggior forza se Binface riuscisse a entrare in Parlamento. Un’ipotesi peregrina? Chissà. Alle ultime elezioni per il Sindaco di Londra nel 2024, il personaggio di Harvey raccolse l’1% dei voti, battendo il candidato di estrema destra Nick Scanlon e posizionandosi a poca distanza da altri candidati indipendenti considerati più seri. In più, ci sono precedenti di candidati satirici vincitori di cariche pubbliche: nel 2002, ad esempio, la città di Hartlepool elesse come Sindaco la scimmietta mascotte della propria squadra di calcio. Un successo di Binface a Clacton non è quindi impossibile, anche se – in caso di elezione a deputato – Harvey dovrebbe rinunciare a indossare l’armatura a Westminster per via dei regolamenti parlamentari.
Simone Pelizza
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