In 3 Sorsi – La possibile destituzione della vicepresidente Sara Duterte comporta significative implicazioni non solo sul fronte di politica interna delle Filippine, ma anche su quello di politica estera.
1. LE RAGIONI DIETRO IL PROCESSO
Clima incandescente nelle Filippine, dove il prossimo 6 luglio si aprirà formalmente il processo di impeachment a carico della vicepresidente Sara Duterte. A seguito del voto a larga maggioranza alla Camera dei Rappresentanti (con 257 voti a favore) lo scorso 11 maggio e della costituzione del Senato come Alta Corte di Giustizia il 18 giugno, il procedimento è attualmente nella fase delle conferenze preliminari al dibattimento.
La vicepresidente rischia la rimozione permanente dall’incarico e l’interdizione dai pubblici uffici in base a quattro capi di accusa: uso irregolare e storno di fondi riservati; accumulo di ricchezze e asset sproporzionati rispetto alle sue entrate dichiarate; presunta corruzione e tangenti durante il mandato come Segretaria all’istruzione; gravi minacce di morte contro il Presidente Ferdinand Marcos jr. La difesa di Sara Duterte respinge fermamente le accuse, asserendo che siano politicamente motivate e tese a impedire la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2028.
Fig. 1 – Manifestazione a sostegno del processo di impeachment contro Sara Duterte, 18 maggio 2026
2. UNA FAIDA POLITICA (E DINASTICA)
Il processo contro la vicepresidente rappresenta solo l’ultima di una lunga serie di tensioni tra le due dinastie politiche più importanti delle Filippine, che hanno generato una profonda frattura all’interno del Paese. Nel 2022, Marcos e Duterte si coalizzarono per convenienza così da vincere le elezioni, ma la fragile unione tra le due famiglie è ben presto crollata, divenendo una guerra aperta.
Dopo le dimissioni di Sara Duterte da Segretaria all’istruzione e la sua fuoriuscita dal governo, dovuta al tentativo degli alleati di Marcos in Parlamento di spogliarla dei suoi fondi riservati istituzionali, lo scorso anno le tensioni esplosero con l’arresto del padre, l’ex Presidente Rodrigo Duterte, consegnato alla Corte Penale Internazionale (CPI) e tuttora detenuto a L’Aia in attesa di processo per le accuse di crimini contro l’umanità relativi alla sua sanguinosa “guerra alla droga”.
La fazione pro-Duterte in Parlamento presentò una mozione di impeachment contro il Presidente per aver tradito il Paese cospirando con la CPI, ma la richiesta fu respinta. Inoltre, già nel 2025 la Camera dei Rappresentanti (dominata dalla fazione pro-Marcos) si era espressa per mettere in stato d’accusa la vicepresidente, con il procedimento che era stato archiviato dalla Corte Suprema per motivi tecnici. Da qui, il nuovo voto per destituire Sara Duterte, con il processo che inizierà a breve.
Le ostilità sono degenerate quando la vicepresidente ha dichiarato di avere ingaggiato un sicario per assassinare Marcos nel caso in cui ella stessa fosse stata uccisa. I sostenitori di Duterte hanno anche lanciato una massiccia campagna diffamatoria contro il Presidente, accusato di corruzione e persino di fare uso di droghe. Dal canto suo, Marcos ha mantenuto un approccio neutrale circa il processo di impeachment contro la sua Vice. Egli ha affermato che non ne influenzerà in alcun modo l’esito e rispetterà qualunque decisione verrà presa dal Senato.
Fig. 2 – Sara Duterte e Ferdinand Marcos Jr. dopo aver trionfato insieme nelle elezioni presidenziali del 2022
3. IL RUOLO DELLA POLITICA ESTERA
Mentre la faida tra Marcos e Duterte sembra avere principalmente ripercussioni sulla politica interna, non vanno escluse le implicazioni di politica estera, anch’essa fonte di contrasti tra i due schieramenti. Durante il suo mandato, l’ex Presidente Rodrigo Duterte aveva fortemente stretto i legami tra Manila e Pechino, avviando numerosi progetti di sviluppo infrastrutturale nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI) cinese.
Marcos, tuttavia, ha operato una radicale inversione di rotta, rafforzando l’alleanza militare con gli Stati Uniti e adottando la linea dura contro Pechino in merito alle dispute nel Mar Cinese meridionale. Sara Duterte si è espressa a sfavore di questa politica ed è probabile che, laddove vincesse le elezioni nel 2028, potrebbe ricalcare le orme del padre, riavvicinandosi alla Cina. Secondo i detrattori, Marcos starebbe sfruttando i suoi poteri per evitare che ciò avvenga.
In attesa dell’apertura del processo di impeachment a Sara Duterte nel Senato, che non si prevede di breve durata a causa delle molteplici controversie che lo circondano e del fatto che la destituzione della vicepresidente necessiti di una soglia piuttosto elevata, quella dei due terzi (16 voti su 24), le Filippine restano politicamente paralizzate e spaccate in due blocchi contrapposti.
Simone Frusciante
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