Nicaragua, il Governo annuncia la sospensione delle elezioni

In 3 Sorsi – Il Presidente del Nicaragua, già al potere da 20 anni, annuncia la sospensione delle elezioni per rimanere al potere con la moglie.

1. IL GOVERNO AUTORITARIO DI DANIEL ORTEGA

L’annuncio del blocco delle elezioni presidenziali in Nicaragua è il risultato di un lungo processo di concentrazione del potere iniziato da Daniel Ortega dopo l’ascesa alla presidenza nel 2007. Durante i suoi 20 anni come capo di Stato, Ortega si è impadronito della magistratura, del Consiglio Elettorale e del Parlamento. Parallelamente ha anche rimosso il limite ai mandati presidenziali e indebolito le consultazioni elettorali con brogli e censure. In seguito alle proteste del 2018, represse con oltre 300 morti, il Nicaragua è stato definito uno Stato autoritario. Successivamente, nel 2021 sono stati arrestati i principali oppositori politici, migliaia di dissidenti sono stati esiliati e privati della cittadinanza e numerose agenzie mediatiche, università e organizzazioni civili sono state chiuse. Nel 2024-2025 sono state approvate delle riforme costituzionali che hanno ampliato il potere presidenziale: la moglie di Ortega, Rosario Murillo, è stata nominata co-presidente e le elezioni presidenziali e parlamentari sono state soppresse. Inoltre, i parlamentari nicaraguensi hanno già avviato le procedure per estendere il mandato della Presidenza da sei a sette anni. Con l’opposizione fuori gioco, oltre 935mila esuli e il sostegno di Cina e Russia, il Nicaragua completa la trasformazione in una dittatura familiare.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Daniel Ortega durante l’inaugurazione del terzo mandato di Maduro in Venezuela nel gennaio 2025

2. ANNUNCIO DELLA SOSPENSIONE DELLE ELEZIONI

Il 19 luglio 2026, in occasione della celebrazione del 47° anniversario della Rivoluzione sandinista, il Presidente Daniel Ortega ha annunciato di voler abolire le elezioni presidenziali. La data, simbolo della nascita della democrazia dopo la caduta del regime somozista, segna ora la definitiva affermazione del regime autoritario e apre la strada a una possibile successione dinastica della famiglia Ortega-Murillo. Durante la celebrazione, Ortega ha giustificato la decisione della sospensione delle elezioni con “la necessità di impedire il ritorno al potere dei golpisti sostenuti dagli yankee e dai somozisti”. Il Presidente ha inoltre annunciato nuove leggi per impedire l’attività politica ai presunti “golpisti” e “traditori della patria”. Ortega ha infine accusato gli Stati Uniti di sostenere l’opposizione e ha giustificato la misura come necessaria per evitare nuovi tentativi di colpo di Stato, richiamando le proteste del 2018. Secondo Tiziano Breda, analista di ACLED, il Nicaragua consolida l’istituzione della dittatura familiare con la probabile successione del figlio Laureano Ortega Murillo.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Rosario Murillo e Daniel Ortega a una manifestazione nel 2018

3. RISPOSTA DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

La comunità internazionale ha dichiarato le proprie preoccupazioni sulla deriva del regime nicaraguense dopo l’annuncio della sospensione delle elezioni. Secondo gli esperti, gli Stati Uniti non sono ancora intervenuti come in Venezuela, perché il Nicaragua resta una priorità limitata. Gli USA, infatti, continuano a collaborare con Managua su migrazione e commercio. Gli esperti aggiungono che, sebbene un’eventuale espulsione dal CAFTA-DR rappresenti la principale misura di pressione, il rischio sarebbe quello di colpire lavoratori e filiere regionali, alimentando nuovi flussi migratori. Washington ribadisce che i nicaraguensi devono poter scegliere liberamente i propri leader e invita la comunità internazionale a contrastare la dittatura Murillo-Ortega. La Casa Bianca ha inoltre chiesto una riunione speciale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) sulla crisi democratica. La stessa OAS e l’ONU hanno espresso forte allarme. L’Alto Commissario dell’ONU Volker Türk ha chiesto la fine della repressione, il ripristino dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti politici e religiosi, manifestando preoccupazione per l’arresto del vescovo Abelardo Mata Guevara. L’OAS ha infine condannato la riforma costituzionale del 2025, che concentra il potere nella copresidenza ed elimina la separazione dei poteri, chiedendo il ritorno a elezioni libere, autentiche e competitive. In questo clima di crescente pressione internazionale nei confronti di Managua si inserisce anche la posizione assunta dall’Italia. Pochi giorni dopo l’annuncio della sospensione delle elezioni, in un summit del PPE a Madrid, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha accusato il Nicaragua di proteggere esponenti del terrorismo italiano, con un esplicito riferimento al caso di Alessio Casimirri, ex brigatista rifugiato in Nicaragua dal 1982 e condannato per l’agguato di via Fani. Le dichiarazioni del rappresentante italiano hanno provocato una dura reazione da parte di Managua, che ha quindi deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con Roma.

Juan Pablo Bautista Morales

NI Lago Nicaragua 0411 003” by Archivo Murciélago Blanco is licensed under CC BY-SA

Indice

Perchè è importante

  • In Nicaragua vengono sospese le elezioni presidenziali e parlamentari per favorire la continuità dell’Amministrazione di Ortega.
  • L’opposizione politica è quasi inesistente e si conferma una dittatura familiare nel Paese.

Dove si trova

Chi lo ha scritto

Juan Pablo Bautista Morales
Juan Pablo Bautista Morales

classe ’99. Mi interessano i conflitti non-internazionali, le crisi umanitarie e la proliferazione e il disarmo. Mi focalizzo sull’America Latina per portare in Italia analisi di un’area geopolitica spesso trascurata e la cui influenza è sottovalutata.

Ti piace quello che facciamo?

La nostra redazione è composta da giovani professionisti e appassionati che si impegnano volontariamente a produrre questa rivista. Se ti è utile e ti interessa quello che facciamo, sostienici: costa quanto un paio di caffè al mese.

Ti potrebbe interessare