Dall’addestramento all’adattamento: quando la simulazione entra nella guerra

In 3 sorsi – La guerra in Ucraina sta riducendo la distanza tra addestramento virtuale e campo di battaglia. I simulatori per droni permettono di allenare gli operatori in condizioni vicine a quelle reali, ma il loro valore dipende dalla capacità di integrare la simulazione nei percorsi di addestramento.

1. IL DRONE PRIMA DEL DRONE

Nel conflitto ucraino i droni sono ormai parte integrante delle operazioni sul campo. Prima di poter essere impiegati, però, gli operatori devono imparare a controllarli. È in questo passaggio che la simulazione sta assumendo un ruolo crescente.
Un esempio è il F-Drones Simulator, sviluppato dall’azienda ucraina F-Drones e distribuito su Steam. Il programma riproduce scenari di impiego di droni FPV (First Person View) e cerca di replicare alcune delle condizioni che influenzano il comportamento di un velivolo reale. Tra queste rientrano terreno, batteria, orizzonte radio, comunicazioni, guerra elettronica e configurazione del drone. Il vantaggio principale è la possibilità di ripetere le stesse situazioni senza consumare un velivolo reale e senza esporre l’operatore ai rischi di un volo. Un errore può essere corretto e ripetuto, permettendo di sviluppare familiarità con i comandi e rapidità di reazione prima del passaggio al drone reale. Il caso ucraino mostra quindi una possibile evoluzione dell’addestramento: la simulazione non sostituisce necessariamente l’esperienza sul campo, ma può preparare l’operatore ad affrontarla.

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Fig. 1 – Esercitazione “How To Become A Operator” dedicato ai civili, Odessa

2. QUANDO IL GIOCO DIVENTA ADDESTRAMENTO

La diffusione dei simulatori non significa però che un videogioco possa sostituire l’addestramento militare. Simulazione e formazione non coincidono: perché l’esperienza virtuale produca una capacità operativa servono obiettivi, procedure, istruttori e una verifica delle competenze acquisite. Il settore dei droni mostra però come questa distinzione possa diventare meno netta. In Ucraina, i simulatori FPV vengono integrati in percorsi che combinano teoria, esercitazione virtuale e successivo impiego di velivoli reali. L’esperienza maturata nel simulatore permette così di ripetere gli errori e correggerli senza consumare mezzi, prima di affrontare le condizioni dell’operazione. Lo stesso principio esiste da tempo anche per sistemi d’arma più tradizionali. Steel Beasts, simulatore di combattimento corazzato, è stato utilizzato in contesti di addestramento militare per esercitare pianificazione e tattiche. Il software, tuttavia, acquista questa funzione perché inserito in un percorso formativo e non semplicemente perché riproduce con realismo un campo di battaglia.
La gamification va quindi intesa in modo più ampio: non come trasformazione della guerra in un videogioco, ma come utilizzo di meccanismi propri dell’esperienza videoludica per rendere l’apprendimento ripetibile, misurabile e progressivo.
Nel caso dei droni, la sovrapposizione tra simulazione e realtà è particolarmente evidente perché comandi, ambiente e procedure possono essere riprodotti con un grado di fedeltà superiore rispetto a quello di molti altri sistemi. Il punto è capire come una simulazione possa essere integrata nell’addestramento per ridurre il tempo necessario a trasformare un’esperienza in una competenza.

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Fig. 2 – Un militare ucraino durante un test di volo di un drone FPV, Kyiv, 29 gennaio 2025

3. DALL’ADDESTRAMENTO ALL’ADATTAMENTO

Il valore della simulazione non si limita alla preparazione del singolo operatore. In una guerra in cui tecnologie, tattiche e contromisure cambiano rapidamente, la capacità di trasformare l’esperienza in nuove procedure può diventare parte della stessa competizione militare. Il caso ucraino mostra quanto questo processo sia continuo. Le esperienze maturate sul campo vengono utilizzate per modificare programmi di addestramento, tattiche e modalità di impiego dei droni. I centri di formazione vengono infatti aggiornati sulla base delle esigenze operative e delle lezioni apprese al fronte.
In questo ciclo, la simulazione può offrire un ambiente nel quale riprodurre situazioni, testare procedure e ripetere gli esercizi prima di affrontare nuovamente condizioni operative. Il vantaggio non consiste quindi soltanto nel risparmiare mezzi durante l’addestramento, ma nella possibilità di rendere più rapido il passaggio dall’esperienza alla preparazione di nuove capacità.
La competizione militare non dipende quindi soltanto dalla quantità di mezzi disponibili, ma anche dalla capacità di trasformare rapidamente l’esperienza del campo di battaglia in conoscenza, addestramento e adattamento. È un processo che può ridurre la distanza tra ciò che viene appreso al fronte e ciò che viene insegnato alle unità. La simulazione, dunque, non porta necessariamente la guerra dentro il videogioco. Può fare il contrario: portare ciò che viene appreso dalla guerra dentro un ambiente virtuale, dove può essere analizzato, ripetuto e trasformato in nuove procedure. È un passaggio che apre anche al tema del wargaming, che merita però un’analisi specifica.

Riccardo Di Leo

“Ukrainian woman drone operator Ksena” by ArmyInform is licensed under CC BY 4.0.

Indice

Perchè è importante

  • La simulazione riduce il tempo e i costi necessari per ripetere determinate situazioni di addestramento.
  • La velocità con cui le Forze A http://gty.im/2196726105 rmate trasformano l’esperienza del campo di battaglia in nuove procedure può diventare un fattore di competitività.
  • L’evoluzione dei simulatori apre un collegamento tra addestramento, apprendimento e adattamento, anticipando un possibile impiego più ampio del wargaming.

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Chi lo ha scritto

Riccardo Di Leo
Riccardo Di Leo

Analista geopolitico specializzato nell’approccio della geopolitica umana, con l’obiettivo di rimettere al centro delle analisi i fattori identitari, sociali e antropologici che muovono i popoli. Utilizza metodologie di wargaming e simulazioni strategiche per esplorare scenari di crisi e processi decisionali complessi, rendendo la strategia una materia dinamica ed esperienziale. Si dedica a decifrare le dinamiche globali per offrire chiavi di lettura innovative che vadano oltre la semplice analisi dei confini.

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