In 3 Sorsi – Donald Tusk è in carica come Primo Ministro della Polonia dal 13 dicembre 2023. Il suo insediamento ha spezzato la linea di governo guidata per otto anni dal partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS), segnando una netta virata europeista. Oltre al ripristino dello stato di diritto e alla depoliticizzazione delle Istituzioni, il nuovo esecutivo si trova a gestire sfide cruciali per il futuro del Paese: un imponente riarmo militare, la protezione delle infrastrutture critiche dalle minacce cyber e il consolidamento della crescita economica nazionale.
1. DIFESA E RIARMO
Sul fronte geopolitico, la Polonia di Tusk deve conciliare le nuove esigenze di difesa nazionale con il sostegno fornito nel contesto del conflitto russo-ucraino. Riguardo al conflitto, nel Paese si è acceso un duro dibattito circa l’elevato volume di aiuti fornito a Kiev, ritenuto da alcuni a discapito della prontezza della sicurezza nazionale. L’opposizione contesta al governo la cessione di missili intercettori PAC-3, ritenuti essenziali per la difesa aerea interna. Il paradosso di questo scontro politico risiede nel fatto che la quota maggioritaria degli aiuti militari all’Ucraina è stata inviata proprio durante la precedente legislatura a guida PiS.
La Polonia mira a costruire l’esercito di terra più grande d’Europa: la vicinanza con la Russia e i trascorsi storici rendono questo obiettivo una priorità strategica assoluta. Varsavia ha aumentato notevolmente gli investimenti interni nella difesa, posizionandosi ai vertici in Europa e nella NATO per spesa in rapporto al PIL. Questo processo di modernizzazione verso una maggiore capacità difensiva è sostenuto anche da strumenti comunitari come il programma europeo SAFE (Security Action for Europe), che fornisce assistenza finanziaria agli Stati mettendo a disposizione 150 miliardi di euro sotto forma di prestiti.
Fig. 1 – Il Primo Ministro polacco Donald Tusk
2. LA FRONTIERA DEL CYBERSPAZIO
Parallelamente, il cyberspazio si conferma il nuovo terreno di scontro strategico. La Polonia è stata bersaglio di numerosi attacchi informatici, diversi dei quali attribuiti a gruppi legati alla Russia. Tra questi, quello di fine dicembre 2025 contro l’infrastruttura energetica polacca al fine di interrompere i servizi essenziali. Sebbene sia stato neutralizzato, l’episodio ha ribadito l’urgenza di rafforzare la cybersicurezza nazionale. Alla recente Conferenza per la cybersicurezza di Las Vegas, i ricercatori polacchi Robert Kruczek e Kamil Szczurowski hanno evidenziato criticità nei sistemi di diverse infrastrutture pubbliche, come aeroporti e ospedali. Tali vulnerabilità possono essere sfruttate da attori malevoli per sottrarre dati sensibili, come avvenuto nel recente attacco a un fornitore di software medico utilizzato da circa 12mila strutture sanitarie, che ha portato all’esfiltrazione dei dati di 19 milioni di cittadini per scopi estorsivi. In questo scenario, l’adozione di misure legislative come la direttiva NIS2, che estende gli obblighi di sicurezza informatica, e le norme per l’esclusione dai settori strategici dei fornitori ad alto rischio (specialmente se provenienti da Paesi non-NATO), rappresentano due pilastri fondamentali per l’adeguamento della Polonia alle nuove minacce.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – La cooperazione tra Varsavia e Bruxelles nella cornice della sicurezza informatica e della protezione delle infrastrutture critiche
3. LO SCENARIO ECONOMICO
La Polonia è la sesta economia dell’Unione Europea per PIL nominale e la sua espansione non sembra rallentare. Entrata nell’UE nel 2004 con il grande allargamento a Est, il Paese si è lasciato alle spalle il passato da satellite dell’URSS per avvicinarsi ai vertici economici dell’Unione, quello che molti analisti definiscono il “miracolo economico polacco”. Adam Glapiński, Presidente della Banca Nazionale di Polonia, ha sottolineato come “la chiave per superare le difficoltà e raggiungere il progresso in molti campi diversi è sempre stata la grande diligenza e l’energia dei polacchi”.
Per consolidare questa traiettoria, il piano economico avviato nel 2025, anche conosciuto come “anno di svolta”, mira a consolidare questa crescita mediante sei pilastri: investimenti nella ricerca, transizione energetica, tecnologie avanzate, sviluppo infrastrutturale, mercato dei capitali dinamico e misure di deregolamentazione per le imprese. Come evidenziato dai dati Eurostat, l’indicatore del sentimento economico ha registrato un incremento, segnalando un miglioramento del clima di fiducia generale e delle aspettative sull’andamento dell’economia.
Valentina Paparozzi
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