Camerun: Biya vince le elezioni, รจ il suo settimo mandato

In 3 sorsi – Paul Biya si riconferma Presidente del Camerun dopo la tornata elettorale dello scorso 7 ottobre

1. UNA VITTORIA SCHIACCIANTE

Il 22 ottobre Paul Biyaย รจ stato rieletto per la settima volta Presidente del Camerun, aggiudicandosi il 71% dei voti. Poco prima dell’annuncio del vincitore, Maurice Kamto, leader del MRC (Mouvement pour la Renaissance du Cameroun) era dato per favorito, ma la notizia รจ stata subito smentita. Secondo i risultati ufficiali, Kamto avrebbe ottenuto solo il 14% dei voti. Il 6,28% รจ andato a Cabral Libiiย del partitoย Universย e solo il 3% aย Joshua Osih, il candidato del principale partito all’opposizione, il SDF (Social Democratic Front). Lโ€™affluenza registrata รจ stata del 54%, una percentuale bassa, inferiore del 10% rispetto a quella delle elezioni del 2011 e che rappresenta un chiaro segnale di sfiducia da parte degli elettori. Nelle regioni anglofone del Nordovest e Sudovest, dove risiede oltre un quarto della popolazione camerunense, che conta circa 25 milioni di abitanti, solo il 5% si รจ recato alle urne, intimidito dalle violenze che avevano giร  caratterizzato i giorni precedenti le elezioni.

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Fig. 1 – Scrutinio in un seggio elettorale a Buea, capoluogo della regione Sudovest del Camerun

2. CORSI E RICORSI ELETTORALI

I risultati sono stati molto contestati. I partiti all’opposizione hanno denunciato frodi, chiedendo di tornare alle urne, ma il Consiglio Costituzionale ha respinto tutti i 18 ricorsi presentati. Nonostante le proteste e alcuni errori ravvisati dalla Commissione elettorale, Clement Atangana, Capo del Consiglio Costituzionale, ha giudicato le elezioni ยซlibere, eque, trasparenti e credibiliยป. Le reazioni a livello internazionale non si sono fatte attendere. Lโ€™Unione Europea ha confermato che le elezioni si sono svolte in un clima pacifico, benchรฉ parte della popolazione non abbia potuto prendere parte al voto. Al contempo, ha ribadito la preoccupazione per le regioni del Nordovest e Sudovest. Piรน dura invece la posizione del Dipartimento di Stato americano, che, oltre a condividere le preoccupazioni europee, ha affermato che le irregolaritร  โˆ’ sebbene non abbiano compromesso i risultati โˆ’ mettono in dubbio la natura ยซfree and fairยป delle elezioni. Dal canto suo lโ€™Eliseo si รจ limitato a esprimere i suoi auguri per il Presidente camerunense. La reazione dellโ€™Italia รจ stata piรน formale:ย il presidente Mattarella si รจ infatti congratulato con Biya auspicando coesione e crescita per il Paese e affermando il rinnovato impegno italiano in Camerun.

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Fig. 2 – Paul Biya, Presidente del Camerun

3. QUALI SFIDE PER BIYA?

Tra le maggiori sfide che il Presidente dovrร  affrontare c’รจ la necessitร  di risolvere laย questione anglofona, al centro del dibattito pubblico da alcuni anni. Il Presidente dovrร  decidere se dare adito alle richieste dei separatisti. Un segnale positivo arriva non solo degli attori internazionali, ma anche dei leader religiosi. Di recente, infatti, il Consiglio Protestante, il Consiglio Superiore Islamico e la Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun hanno offerto il proprio supporto, proponendosi di guidare il dialogo alla pace nei territori anglofoni con una Conferenza programmata per il prossimo novembre. Il Presidente dovrร , inoltre, far fronte all’onnipresente minaccia del gruppo jihadistaย Boko Haram, che costituisce ancora un pericolo al confine nordorientale con la Nigeria. Biya concluderร  il suo nuovo mandato a 92 anni, confermandosi tra i piรน longevi Presidenti in carica nel panorama mondiale, oltre che africano. Prima di lui c’รจ solo il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, ancora in carica dal 3 agosto 1979.

Veronica Frasghini

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Veronica Frasghini
Veronica Frasghini

Classe 1988, nata e cresciuta a Roma, laureata in Scienze Politiche per la Cooperazione allo Sviluppo presso La Sapienza. Da sempre appassionata di politica internazionale mi interesso principalmente di Elezioni e processi di democratizzazione in Africa. Nostalgicamente amante della politica italiana dei tempi andati. Ho lavorato per diversi anni tra Khartoum, Bangui e in diversi paesi del continente africano e attualmente vivo e lavoro a New York.

 

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