martedì, 27 Gennaio 2026

APS | Rivista di politica internazionale

martedì, 27 Gennaio 2026

"L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere"

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

La Siria riconosce il curdo: una svolta linguistica (e politica)

In 3 Sorsi – Dopo oltre mezzo secolo di esclusione legale e culturale, Damasco riconosce ufficialmente la lingua curda. Una decisione carica di simbolismo che apre scenari politici delicati, interni e regionali.

1. IL DECRETO CHE ROMPE IL TABĂ™

In seguito agli scontri della scorsa settimana ad Aleppo, che hanno coinvolto diversi combattenti curdi e portato all’intervento dell’esercito siriano, la Siria ha compiuto un passo senza precedenti nella sua storia moderna: il riconoscimento ufficiale della lingua curda accanto all’arabo.
Il Presidente Ahmed al-Sharaa, al potere da dicembre 2024 dopo la deposizione di Bashar al-Assad, ha emanato il decreto numero 13, articolato in 7 punti, di grande portata simbolica e politica. Il provvedimento ha ripristinato la cittadinanza, revocata dopo il censimento del 1962, a migliaia di curdi-siriani, ha sancito il curdo come lingua ufficiale accanto all’arabo e ha concesso di insegnarlo nelle scuole. Ciò ha segnato una rottura radicale rispetto all’impostazione ba’thista, fortemente centralizzata e arabista, e il termine di 54 anni di esclusione legale e culturale per la popolazione curda.
L’amministrazione e le forze curde (SDF), situate nel nord del Paese, pur riconoscendo il decreto come un primo passo verso la riconciliazione, sottolineano la necessità di una Costituzione per soddisfare le aspirazioni e le ambizioni del popolo curdo. 

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Civili curdi nella cittĂ  di Qamishli

2. UNA MOSSA STRATEGICA NEL CONTESTO POST-BELLICO

Quanto riconosciuto dal decreto 13 non è solo un gesto di apertura culturale, ma una mossa profondamente politica. Arriva in un contesto di Siria frammentata, dove il controllo territoriale è ancora diseguale, il conflitto tra le forze siriane e quelle curde non è ancora del tutto placato e le autorità centrali cercano nuove forme di legittimazione interna, dopo il rovesciamento del regime di Assad. 
Il Governo siriano, infatti, ha intrattenuto nel corso del 2025 molteplici colloqui con la SDF per integrare gli organismi militari e civili gestiti dai curdi nelle Istituzioni statali siriane entro la fine dell’anno. Damasco tenta così di riannodare il dialogo, riducendo le spinte autonomiste e riaffermando la propria sovranità. Resta, però, aperta una doppia incognita: da una parte, la disponibilità della popolazione curda a rinunciare a parte della sua autonomia per porsi sotto un Governo centralizzato nelle mani di al-Sharaa, dall’altra, la questione dell’effettiva implementazione del decreto: l’ufficialità linguistica si tradurrà davvero in istruzione bilingue, amministrazioni inclusive e diritti politici più ampi?

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Il Presidente siriano Ahmed al-Sharaa parla ai media dopo aver firmato l’accordo di cessate il fuoco con la SDF 

3. IMPLICAZIONI REGIONALI E LIMITI DEL CAMBIAMENTO

La decisione siriana, fortemente caldeggiata dagli Stati Uniti come storici alleati dei curdi e mediatori del cessate il fuoco, ha inevitabili riflessi regionali.
Da una parte, il riconoscimento siriano viene osservato con attenzione, e sicuramente preoccupazione, da Paesi come la Turchia, dove la questione curda resta altamente sensibile. Infatti, Ankara, uno dei principali alleati della Siria, considera tutte le organizzazioni curde come dei veri e propri gruppi terroristici legati al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), bandito dalla Turchia.
Dall’altra, però, il decreto potrebbe migliorare le condizioni interne della Siria, che verte in una crisi alimentare estrema, e rafforzare la narrativa di una Siria riformata agli occhi della comunità internazionale, interessata all’unità e alla stabilizzazione dopo anni di guerra. 
Ci troviamo, dunque, davanti a una svolta storica che deve andare oltre all’aspetto simbolico e trasformare le parole del decreto in diritti duraturi.

Chiara Salvò

Photo by masoudzada is licensed under CC BY-NC-SA

Dove si trova

Perchè è importante

  • Dopo mezzo secolo di scontri ed esclusioni, la Siria con il riconoscimento dei curdi vive una svolta storica.
  • BisognerĂ  capire la reale implementazione della misura e gli effetti regionali.

Vuoi di piĂą? Associati!

Scopri che cosa puoi avere in piĂą associandoti

Chiara Salvò
Chiara Salvò

Classe 2000, mi sono laureata in Relazioni Internazionali e successivamente in Politiche Europee e Internazionali all’Università Cattolica di Milano, arricchendo il mio percorso con esperienze di studio in Polonia e di lavoro in Marocco. Appassionata dell’area MENA, delle sue dinamiche e complessità, considero la geopolitica lo strumento migliore per comprenderle e nutrire la mia curiosità. Nel tempo libero viaggio, o pianifico la prossima partenza, alla scoperta di nuovi luoghi e persone con cui condividere le mie passioni.

Ti potrebbe interessare