In 3 sorsi – Le AutoritĂ nordcoreane mostrano i resti di un UAV abbattuto il 4 gennaio e rilanciano accuse di violazioni ripetute della sovranitĂ . Il caso potrebbe mettere a rischio la politica di dialogo promossa dal Presidente Lee Jae-myung, mentre emergono sospetti su un possibile coinvolgimento di ambienti conservatori sudcoreani.
1. DRONI SU KAESONG
Il 4 gennaio la Corea del Nord, per mezzo dei suoi organi di stampa, ha pubblicato immagini riguardanti i resti di un drone recuperato nei pressi della città di Kaesong, insediamento poco distante dalla zona demilitarizzata coreana. Stando a quanto riferito da un portavoce dello Stato Maggiore dell’Esercito Popolare Coreano, le forze di frontiera avrebbero individuato il velivolo in sorvolo, proveniente dalla zona di Ganghwa, isola sudcoreana parte della città metropolitana di Incheon, abbattendolo poco dopo mediante contromisure elettroniche. Dai frammenti recuperati, le Autorità nordcoreane hanno potuto ricostruire il tragitto del drone, che avrebbe volato per 156 chilometri su alcune aree di Kaesong e della provincia di Hwanghae Settentrionale, fotografando edifici, strade e complessi industriali nel distretto di Kaepung. Inoltre, diverse fotografie e video recuperati dalla strumentazione interna del dispositivo costituirebbero, per Pyongyang, “evidenze chiare” del fatto che il volo, condotto a bassa quota, fosse destinato a missioni di ricognizione.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – La cittĂ nordcoreana di Kaesong, vicino alla zona demilitarizzata tra le due Coree
2. NON UN CASO ISOLATO
Non si tratterebbe, tuttavia, di un evento isolato. Il Rodong Sinmun, organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito del Lavoro di Corea, ha divulgato, in occasione dell’episodio, ulteriori fotografie relative a un altro sorvolo avvenuto lo scorso anno, il 27 settembre 2025. Apparentemente, lo UAV fotografato in quell’occasione presentava alcune componenti simili a quelle del velivolo abbattuto all’inizio di gennaio, soprattutto per quanto concerne l’equipaggiamento ottico, i circuiti stampati e un ricevitore etichettato come FS-iA6, modello presente su entrambi i droni in questione. A questi episodi si aggiunge il sorvolo di altri aeromobili a pilotaggio remoto l’11 ottobre 2024, uno dei quali è stato ritrovato dalle Autorità nordcoreane. In quel caso, i droni avrebbero volato su alcune aree della capitale Pyongyang con lo scopo di lanciare volantini di propaganda contro il regime e la famiglia Kim. In tutti i casi, la Corea del Nord ha denunciato gli episodi alle Autorità sudcoreane come violazioni della sovranità nazionale, con Seul che si è detta disponibile ad avviare indagini al riguardo.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Droni da ricognizione sudcoreani esposti durante una parata a Seoul nell’ottobre 2024
3. RISCHI PER IL DIALOGO INTERCOREANO
Questo contesto rende particolarmente delicata la situazione, perchĂ© i fatti di gennaio potrebbero compromettere la politica di riconciliazione voluta dal Presidente sudcoreano Lee Jae-myung, che ha fatto del miglioramento dei rapporti con la Corea del Nord un punto chiave del suo programma. Nonostante ciò, Pyongyang continua a ignorare le aperture di Seoul e il caso dei droni rischia di aggravare un dialogo giĂ deteriorato sotto la presidenza di Yoon Suk-yeol. Le recenti indagini, peraltro, indicano in due civili vicini proprio al Governo Yoon i responsabili della realizzazione e della conduzione del drone caduto in Corea del Nord il 4 gennai – la squadra investigativa avrebbe giĂ convocato i due sospetti. PoichĂ© la passata Amministrazione Yoon aveva giĂ fatto ricorso agli UAV come strumenti volti a provocare intenzionalmente una risposta militare da parte di Pyongyang, così da giustificare la proclamazione della legge marziale, evocata il 3 dicembre 2024 e poi immediatamente revocata a seguito delle proteste e del voto contrario dell’Assemblea Nazionale, i partiti liberali temono che dietro i sospettati possa celarsi una “mano nascosta” vicino agli ambienti conservatori. Questi ultimi, ostili a ogni intesa con Pyongyang, avrebbero potuto orchestrare tali azioni per indebolire gli sforzi di distensione di  Lee, denunciandone la debolezza nei confronti del Nord e considerando la sua politica un rischio per l’autoritĂ militare. Al di lĂ delle indagini e di tali accuse, le politiche di ingaggio del Sud nei confronti del Nord costituiscono ancora oggi un’occasione di forte polarizzazione tra gli schieramenti politici. Il rischio è che scelte e dinamiche interne alla Corea del Sud possano influire in modo incontrollato e deleterio sul dialogo intercoreano, che invece richiederebbe cautela, attenzione e diplomazia.
Tommaso Tartaglione
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