L’Artico nella visione strategica del Cremlino

Caffè lungoA Mosca le ambizioni dell’Amministrazione Trump sulla Groenlandia hanno suscitato reazioni contrastanti. Per la Russia l’Artico resta una regione strategica, cruciale sia per la sicurezza nazionale sia per lo sviluppo economico. Ciò comporta ingenti investimenti nel rafforzamento della Flotta del Nord e nella costruzione di infrastrutture militari nell’area.

LA REAZIONE RUSSA AI PIANI STATUNITENSI SULLA GROENLANDIA

Quando la Casa Bianca ha annunciato i propri piani per la Groenlandia, al Cremlino si sono registrate reazioni contrastanti. Da una parte, esponenti governativi e media vicini al Cremlino hanno guardato con favore alle tensioni tra Washington e le capitali europee, mentre dall’altra hanno espresso timore per la postura aggressiva degli Stati Uniti nell’Artico. L’Amministrazione americana ha più volte sostenuto che l’annessione della Groenlandia sarebbe necessaria ai fini della sicurezza nazionale, dichiarandosi pronta a utilizzare ogni mezzo per ottenere quello che considera un obiettivo strategico della propria politica estera. Il Cremlino ha in parte criticato l’approccio della presidenza Trump e sollevato dubbi circa il rispetto delle regole internazionali da parte del Presidente. Allo stesso tempo, la Russia sembra intravedere vantaggi nel lasciare a Washington ampi margini di azione, anche al di fuori del diritto internazionale, in alcuni casi giustificandone le mire. Se da un lato le iniziative statunitensi risultano utili alla Russia per giustificare la propria politica estera in Ucraina, dall’altro cresce la preoccupazione per la trasformazione dell’Artico in un nuovo teatro di competizione tra grandi potenze.  

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Fig. 1 – Manifestazione in Groenlandia contro le intenzioni annessionistiche di Trump verso l’isola, gennaio 2026

GLI OBIETTIVI STRATEGICI DI MOSCA

Circa metà del territorio artico ricade entro i confini della Federazione russa, che pertanto considera l’Artico una regione cruciale per la sicurezza nazionale, la crescita economica e la proiezione di potenza. Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, la strategia russa verso l’area ha subito un’evoluzione significativa. Il documento che delinea il Concetto di politica estera della Federazione ha innalzato l’Artico al secondo posto tra le priorità strategiche del Paese, segnando un netto cambiamento rispetto al passato. Nikolaj Patrušev, assistente presidenziale responsabile della costruzione navale, ha dichiarato che l’Artico svolge un ruolo chiave nella realizzazione degli interessi e della sicurezza nazionale. Secondo il Presidente Putin, il futuro della Russia risiede nella regione artica. Una parte rilevante dell’arsenale nucleare è dispiegata su sottomarini di base nell’Artico, dove è stanziata la Flotta del Nord, la componente della Marina Militare che si occupa della difesa delle acque del nordovest della Russia, ma che allo stesso tempo consente al Cremlino di proiettare forza su scala regionale e globale. La regione possiede inoltre un enorme valore economico, essendo ricca di risorse energetiche e minerarie. Si stima che conservi il 13% delle riserve petrolifere non ancora sfruttate e il 30% di quelle di gas naturale inesplorate, oltre che significative risorse minerarie e di terre rare. Gli interessi commerciali della Federazione russa non sono meno rilevanti. Lo scioglimento dei ghiacci dovuto ai cambiamenti climatici sta forzando l’apertura di nuove rotte commerciali. La cosiddetta Rotta marittima settentrionale, l’ambizioso progetto per collegare l’Europa e l’Asia attraverso l’Artico, ridurrebbe tempi e costi rispetto alle rotte tradizionali che attraversano i Canali di Suez e Panama, rappresentando per il Paese la possibilità di controllare quella che potrebbe diventare una delle arterie marittime del futuro.

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Fig. 2 – Una mappa della Rotta marittima settentrionale nell’Artico e un confronto con quella meridionale che attraversa il Canale di Suez. Fonte: NASA, Arctic Council, USGS

LE RISORSE MILITARI RUSSE NELL’ARTICO

Lungo i ventiquattromila chilometri di fascia costiera, dalla Penisola di Kola allo Stretto di Bering, la Russia ha sviluppato una vasta infrastruttura militare che include basi navali, rete di aerodromi e strutture che ospitano le brigate di terra specializzate per combattere in territorio artico. La componente operativa navale è rappresentata dalla Flotta del Nord e dalla più vasta squadra di rompighiaccio al mondo che comprende otto vascelli a propulsione nucleare e oltre trenta a propulsione convenzionale. La base principale è situata a Severomorsk, nella Penisola di Kola, affiancata da una costellazione di porti militari lungo la costa di Múrmansk, come Poljarnyj, Olen’ya Bay e Gadžievo, nonché l’aerodromo di Mončegorsk. Anche le forze terrestri e anfibie sono concentrate nella Penisola di Kola. Qui sono stazionate la duecentesima brigata motorizzata a Pečenga, l’ottantesima brigata artica ad Alakurtti, e la 61a brigata di fanteria di marina della Flotta del Nord, di base a Sputnik, tutte unità specializzate nei combattimenti nell’Artico. Più a est, nell’arcipelago di Novaja Zemlja, la base di Rogačëvo è stata trasformata in un complesso integrato con sistemi di difesa aerea a lungo e corto raggio. A nord della Novaja Zemlja è invece situato l’aerodromo di Nagurskoye, nell’arcipelago delle isole Franz Josef, che dispone di piste per velivoli da trasporto e aerei da caccia intercettori. Proseguendo lungo la rotta artica, ci sono le installazioni militari presso l’arcipelago della Severnaja Zemlja e, ancor più verso est, l’isola Kotel’nyj con la base aerea di Temp nelle Nuove Isole Siberiane. Proseguendo lungo la Siberia centrale e orientale, la rete di difesa aerea comprende la rete di aeroporti tra Noril’sk e Tiksi fino a Vorkuta. Nell’estremo oriente artico ci sono infine quelli di Pevék, Providenija e Anádyr-Ugol’nyj che garantiscono profondità operativa nel settore orientale della Rotta marittima settentrionale e nello Stretto di Bering. Dopo anni di investimenti nell’area da parte di Mosca, l’Artico russo presenta oggi un arco quasi ininterrotto di infrastrutture militari strategiche. Se è pur vero che il dispiegamento in Ucraina di parte delle unità terrestri stanziate nella regione ne ha compromesso il livello di prontezza militare, la Russia rimane una forza decisamente rilevante nella regione.

Lorenzo Asquini

Arkhangelsk 40” by Alexxx1979 is licensed under CC BY-SA

Indice

Perchè è importante

  • Lo scontro tra Washington e le capitali europee sulla Groenlandia è stato accolto favorevolmente dal Cremlino, che è al contempo preoccupato per le ambizioni statunitensi nell’Artico.
  • La Russia considera la regione artica cruciale tanto per lo sviluppo economico quanto per la sicurezza nazionale. Negli anni, ha infatti costruito numerose strutture militari nella regione, che si estendono dalla Penisola di Kola allo Stretto di Bering.

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Lorenzo Asquini
Lorenzo Asquini

Nato a Roma nel 1997, ho conseguito la laurea triennale in Lingue e Culture Straniere presso l’Università degli Studi Roma Tre e la laurea magistrale in Scienze Politiche presso l’Università di Varsavia. Da sempre affascinato dai paesi dell’Europa orientale, soprattutto Russia e paesi ex-sovietici, il mio interesse è principalmente rivolto verso la situazione geopolitica della regione e gli aspetti legati alla sicurezza regionale ed europea. Amo viaggiare, sono un appassionato di storia e nel tempo libero mi piace leggere e ascoltare la musica.

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