La strategia di logoramento di Hezbollah e la revisione dell’approccio di Israele

In 3 SorsiIl conflitto tra Israele ed Hezbollah si trova in una fase di stallo. La strategia di logoramento attuata dall’organizzazione libanese ha costretto gli israeliani a una svolta operativa.

1. L’ATTACCO DI HEZBOLLAH E LA RISPOSTA DI ISRAELE

La decisione di Hezbollah di aprire un altro fronte, nella guerra condotta da USA e Israele in Iran, ha cambiato il paradigma caratterizzante i rapporti interni alla politica libanese. Dalla via della cautela, prescelta dal Governo di Beirut per procedere in maniera graduale allo smantellamento della struttura militare dell’organizzazione sciita, infatti, si è passati alla strategia dell’esecuzione immediata. Dichiarando illegali le azioni compiute da Hezbollah al di fuori dei confini delle Istituzioni statali e ordinando la consegna del materiale bellico da essa detenuto, l’esecutivo libanese ha ridefinito la fisionomia delle relazioni con l’organizzazione guidata da Naim Qassem, tendendo la mano a Israele e Stati Uniti per scongiurare un’invasione ancora più profonda del Sud del Paese da parte di Tel Aviv.
Nonostante il proposito della nazione levantina, tale scenario non è stato però scongiurato: Israele ha infatti deciso di espandere il proprio raggio d’azione, difendendo le sue azioni belliche attraverso il ricorso alla nozione di una “postura difensiva avanzata rafforzata”.
Oggi, dopo un mese dal nuovo divampare del conflitto e in attesa degli sviluppi sul cessate il fuoco raggiunto nella notte tra 7 e 8 aprile, è possibile tracciare alcuni punti rilevanti nel contesto di uno scenario segnato finora da oltre 1.200 morti e un milione di sfollati.

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Fig. 1 – Un uomo a sostegno della resistenza libanese sulla scena di un attacco aereo israeliano contro una casa di civili che ha causato diverse vittime nel villaggio di Shaat, ai margini della città di Younine, il 23 marzo 2026 nella Valle della Bekaa, in Libano

2. LA STRATEGIA DI HEZBOLLAH COMPLICA I PIANI DI ISRAELE

Attraverso un’offensiva su due assi, consistente in attacchi insistenti e un costante impiego di truppe, Israele auspicava di penetrare rapidamente nel Sud del territorio libanese con l’obiettivo di creare una zona cuscinetto che si estendesse fino al fiume Litani. Tale proposito, che corrisponderebbe a una avanzata fino a circa 30 chilometri all’interno del Libano, non si sta al momento concretizzando a causa di una strategia a geometria plurima ordita da Hezbollah: imboscate, missili anticarro e bombardamenti contro il territorio israeliano sono le colonne portanti della manovra che sta complicando i piani bellici di Israele. Il quadro, dunque, è quello di una “strategia di logoramento” resa possibile dalla conoscenza del territorio e dall’esistenza di una struttura di combattimento decentralizzata. Due fattori che – al contempo – agevolano l’azione di Hezbollah e limitano gli avanzamenti delle Forze di Difesa israeliane (IDF) nel Sud del Libano.
Uno scenario che l’analista geopolitico del Palestine Information Center Ali Abu Isam ha definito come una “rottura storica che ridefinisce la natura stessa del conflitto“, con l’affermazione della logica del “logoramento prolungato”.

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Fig. 2 – I soccorritori cercano sopravvissuti sul luogo di un attacco aereo israeliano notturno che ha preso di mira una casa nel villaggio libanese meridionale di Zibdine, il 2 aprile 2026

3. LA REVISIONE DELL’IMPIANTO OPERATIVO DI ISRAELE

Israele, così come la controparte, sta mantenendo un riserbo sull’effettivo numero di soldati rimasti uccisi o feriti a seguito dei combattimenti. Ciò rappresenta un segnale delle difficoltà incontrate dalle IDF sul terreno, alle quali l’esercito israeliano ha deciso di reagire con un cambio di strategia. Consapevoli dei problemi scaturiti dalle tecniche di logoramento attuate da Hezbollah, le Forze di difesa israeliane hanno deciso di mutare la propria architettura d’azione. Ciò si è tradotto nell’adozione di una linea di condotta più prudente, nel tentativo di limitare l’esposizione delle proprie truppe e contenere i danni. Fondando il nuovo sistema su tre assi – fuoco a distanza, droni e artiglieria – le IDF hanno così ricalibrato la propria manovra nel Sud del Libano nell’ottica di una “correzione tattica” richiesta dagli eventi maturati sul terreno.
Tale scenario dimostra la capacità di Hezbollah di riorganizzarsi, dopo gli effetti della guerra del 2024, nonostante i calcoli differenti di Israele e Stati Uniti – secondo cui sarebbe stato distrutto l’80% della sua forza militare. A testimonianza di un errore strategico su cui Tel Aviv dovrà riflettere per evitare un’altra vittoria puramente tattica, senza risultati futuri coerenti con le proprie aspettative.

Michele Maresca

Hezbollah occupies Beirut, Dec. 2006” by Mary P Madigan is licensed under CC BY

Indice

Perchè è importante

  • Israele auspicava di penetrare rapidamente nel territorio libanese, ma la strategia a geometria plurima di Hezbollah sta complicando i pianii
  • Il risultato è una linea più prudente da parte delle IDF, per limitare l’esposizione delle proprie truppe e contenere i danni.

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Chi lo ha scritto

Michele Maresca
Michele Maresca

Classe 1998, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli e il Master in “Derecho Internacional y Relaciones Exteriores e Internacionales” all’Instituto Europeo Campus Stellae. L’idea di raccontare, informare e approfondire le vicende di politica internazionale rappresenta ciò che mi spinge a dedicarmi con passione ed enorme interesse a queste tematiche. Inoltre, svolgo analisi, in lingua spagnola, per il Think Tank Geopol21.

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