La Palestina si prepara al ritorno delle elezioni?

In 3 Sorsi – Il Presidente Mahmoud Abbas ha emanato un provvedimento con il quale ha fissato nel prossimo anno il verificarsi delle elezioni presidenziali in Palestina. Così come nel caso delle legislative del 2026, la condotta delle Autorità israeliane sarà decisiva per consentire una piena partecipazione al voto dei palestinesi.

1. ABBAS INDICE LE ELEZIONI IN PALESTINA: MOTIVAZIONI E OBIETTIVI

Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha firmato un decreto per indire le elezioni presidenziali nel 2027. A riportarlo è l’agenzia di stampa palestinese Wafa, la quale ha aggiunto che le legislative dovrebbero svolgersi a novembre di quest’anno, a 20 anni di distanza dalle ultime votazioni. Correva l’anno 2006, infatti, quando il braccio politico di Hamas sorprese la società palestinese e la comunità internazionale conquistando ben 73 seggi contro i 43 di Fatah, movimento guidato dal Presidente Abbas.
Da quel momento, spartiacque per la storia di Gaza e della Palestina, si è originata una contrapposizione che perdura nell’epoca attuale: Hamas, in seguito alla vittoria elettorale, ha ottenuto il controllo della Striscia grazie a un’azione militare; Abbas, in risposta, ha disposto lo scioglimento del Consiglio Legislativo Palestinese nel 2007.
Ora, con una guerra di Gaza che ha prodotto oltre 73mila morti e la distruzione di più dell’80% degli edifici preesistenti, la scelta di tornare alle urne risponde a un’esigenza fondamentale: incrementare la propria legittimità agli occhi della comunità internazionale.
Ciò si pone in continuità con la richiesta dei partner occidentali di rafforzare le fondamenta democratiche su cui dovrebbe reggersi il sistema di una Palestina rinnovata e in grado di poter contare su un vincolo di fiducia tra governanti e governati. Un elemento, quest’ultimo, alimentato dalla presenza di elezioni tenutesi a intervalli regolari, in condizioni di sicurezza e prive di problemi di trasparenza. Sarà su queste basi che si misurerà il credito di cui la Palestina godrà, presso i Governi stranieri, all’esito della prossima tornata elettorale.

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Fig. 1 – Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas tiene un discorso durante l’ottava Conferenza di Fatah nella città di Ramallah, in Cisgiordania, il 14 maggio 2026

2. GLI EMENDAMENTI ALLA LEGGE ELETTORALE: DUE FINALITÀ

Il decreto firmato dal Presidente Abbas comprende alcune novità fondamentali, rispetto al sistema previgente in materia elettorale, che rispondono a finalità strategiche. A partire dal proposito di una maggiore partecipazione della popolazione alla vita politica del Paese, sostanziatosi nell’adozione di alcune misure principali: riduzione della soglia di sbarramento all’1% e incremento del numero minimo di candidati su ciascuna lista elettorale da 16 a 20.
A ciò si associa, come obiettivo strettamente correlato, quello di agevolare l’inserimento di donne e giovani nel contesto del supremo organo legislativo palestinese. Due innovazioni lo certificano: l’obbligatorietà dell’inclusione di almeno una donna su ogni tre candidati in una lista e la riduzione dell’età minima per la candidatura alle elezioni del Consiglio Legislativo da 28 a 23 anni, nell’ottica di rendere la politica sempre più “partecipata” e lontana dall’idea di rappresentare una realtà “lontana” dalle istanze del mondo giovanile.
L’idea di una reale partecipazione dei cittadini, a partire da donne e giovani, al processo democratico è una delle sfide che i detentori del potere si sono prefissati in vista delle prossime elezioni. Consapevoli, in ogni caso, di quanto ciò possa essere influenzato da una forza esogena che sfugge al volere dei governanti e governati palestinesi: la volontà, da parte di Israele, di non evitare lo svolgimento delle elezioni mediante limitazioni alla libertà di movimento dei cittadini o misure detentive nei confronti degli attori politici del Paese.

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Fig. 2 – Il Presidente Donald Trump e il Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas posano per una foto, durante un vertice dei leader mondiali sulla fine della guerra a Gaza, il 13 ottobre 2025 a Sharm El-Sheikh, in Egitto

3. GLI OSTACOLI DA FRONTEGGIARE

Tanto per le legislative del 2026 quanto per le presidenziali del 2027, una variabile che potrebbe incidere sull’effettivo svolgimento delle elezioni è data dalla condotta delle Autorità israeliane.
Come riferito dal ricercatore giuridico palestinese Mahmud Al-Afranji ad AFP, l’assenza di garanzie circa la possibilità di esercitare il diritto di voto a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza (con particolare riferimento alle aree sotto il controllo militare di Israele) costituisce un “ostacolo alla tenuta delle votazioni”. Ciò significa che, nonostante l’annuncio carico di aspettative da parte di Abbas, dei nodi tangibili continuano a sussistere rispetto al compimento di quei passi necessari per consolidare il tessuto democratico della Palestina.
Dalla condotta delle Autorità israeliane – la cui forma potrebbe cambiare a seguito delle elezioni parlamentari che si terranno quest’anno – dipenderà dunque una parte essenziale del percorso palestinese verso un accrescimento della propria legittimazione democratica e una nuova messa in moto della dinamica politico-partecipativa.

Michele Maresca

Immagine di copertina: “President of Palestine visits South Africa, 25 Nov 2014” by GovernmentZA is licensed under CC BY-ND.

Indice

Perchè è importante

  • Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha indetto le elezioni presidenziali per il 2027, mentre le legislative potrebbero svolgersi a novembre di quest’anno.
  • Il decreto di Abbas introduce importanti emendamenti alla legge elettorale per favorire la partecipazione democratica, ma sul percorso gravano molte incognite.

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Chi lo ha scritto

Michele Maresca
Michele Maresca

Classe 1998, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli e il Master in “Derecho Internacional y Relaciones Exteriores e Internacionales” all’Instituto Europeo Campus Stellae. L’idea di raccontare, informare e approfondire le vicende di politica internazionale rappresenta ciò che mi spinge a dedicarmi con passione ed enorme interesse a queste tematiche. Inoltre, svolgo analisi, in lingua spagnola, per il Think Tank Geopol21.

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