In 3 sorsi – A sette anni dall’ultima visita di un Presidente cinese a Pyongyang, l’incontro tra Xi Jinping e Kim Jong-un di giugno 2026 ha rilanciato il rapporto tra i due principali alleati dell’Asia nord-orientale. Pur senza annunci clamorosi sul dossier nucleare, il vertice ha consolidato la cooperazione politica, economica e culturale, in una fase di profondi cambiamenti negli equilibri della regione.
1. IL VERTICE
L’8 giugno 2026 Xi Jinping è arrivato a Pyongyang per una visita di Stato di due giorni, la prima in Corea del Nord dal 2019 e il suo primo viaggio all’estero del 2026. Il vertice si è svolto in un momento di profonda trasformazione degli equilibri regionali. Negli ultimi mesi si sono infatti rafforzati sia la cooperazione militare tra Corea del Nord e Russia, sia il coordinamento tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. In questo contesto, Pechino puntava a riaffermare il proprio ruolo di principale interlocutore di Pyongyang, mentre la Corea del Nord cercava di consolidare i rapporti con il suo principale partner economico senza rinunciare alla maggiore autonomia strategica acquisita grazie all’avvicinamento a Mosca.
Entrambe le leadership avevano interesse a rilanciare il rapporto, ma con priorità differenti. Per Xi Jinping la priorità era rinsaldare la tradizionale amicizia tra i due Paesi, rafforzando la cooperazione economica e politica, garantendo stabilità ai confini nordorientali della Cina e impedendo che la crescente dipendenza nordcoreana dalla Russia riducesse il peso di Pechino. Kim Jong-un, invece, puntava soprattutto a ottenere maggiori opportunità economiche, favorire la ripresa degli scambi commerciali e del turismo transfrontaliero dopo gli anni di isolamento pandemico e rafforzare la legittimazione internazionale del proprio regime.
Fig. 1 – La visita di Xi in Corea del Nord sulle prime pagine dei giornali cinesi, 9 giugno 2026
2. I RISULTATI DELLA VISITA
Sul piano concreto, il vertice si è concluso con una serie di impegni per rafforzare la cooperazione bilaterale. Sul piano politico, le due parti hanno concordato di intensificare gli scambi tra i vertici dei Governi, del Partito Comunista Cinese e del Partito dei Lavoratori di Corea, aumentando il dialogo sulle principali questioni regionali e internazionali. Sul piano economico, Xi Jinping ha proposto di sfruttare la riapertura dei valichi di frontiera (rimasti a lungo soggetti a restrizioni dopo la pandemia), insieme alla ripresa dei collegamenti ferroviari internazionali e dei voli civili per favorire gli scambi commerciali e la circolazione delle persone, indicando inoltre agricoltura, tecnologia e infrastrutture tra i principali ambiti di collaborazione. Sul piano culturale, i due Paesi hanno annunciato nuovi programmi di scambio tra giovani, istituzioni accademiche e organizzazioni sociali, con l’obiettivo di rilanciare i contatti diretti tra le due popolazioni dopo gli anni della pandemia. Le misure non costituiscono accordi vincolanti, ma indicano il proposito di rendere più stabile e regolare la cooperazione bilaterale.
I due leader hanno inoltre ribadito la volontà di sviluppare relazioni bilaterali “a lungo termine, solide e stabili“, presentando l’incontro come l’inizio di una “nuova fase” della partnership. Rimangono invece sostanzialmente irrisolte le questioni più sensibili. Non sono stati annunciati progressi sul programma nucleare nordcoreano, né nuovi impegni verso una ripresa del dialogo con Washington o Seul. Allo stesso tempo, Pechino ha evitato di esercitare pressioni pubbliche sulla leadership nordcoreana riguardo alle sue capacità atomiche.
Fig. 2 – Bandiere cinesi sventolano a fianco di quelle nordcoreane per le strade di Pyongyang durante la visita di Xi, 8 giugno 2026
3. SCENARI FUTURI
Nel medio periodo, il vertice sembra confermare la volontà di rafforzare una cooperazione già esistente più che inaugurare una fase completamente nuova delle relazioni sino-nordcoreane. Per la Cina, mantenere una Corea del Nord stabile e politicamente vicina resta essenziale per l’equilibrio nell’Asia-Pacifico e un contrappeso al rafforzamento delle alleanze guidate dagli Stati Uniti. In questa direzione va anche il linguaggio utilizzato nel comunicato ufficiale cinese, che insiste sul rafforzamento della “cooperazione pratica” (务实合作 wùshí hézuò) e della “comunicazione strategica” (战略沟通 zhànlüè gōutōng), due espressioni ricorrenti nella diplomazia cinese per indicare la volontà di rendere una partnership politica più stabile e strutturata.
Per Kim Jong-un, invece, il consolidamento dei rapporti con Pechino amplia i margini di manovra diplomatici senza sostituire il crescente partenariato con la Russia. Più che cambiare gli equilibri della regione, il vertice conferma quindi la volontà dei due Paesi di rafforzare un rapporto destinato a restare centrale nell’Asia nord-orientale, senza modificare nell’immediato il quadro della sicurezza regionale.
Annachiara Maddaloni
“Reunification Arch, Pyongyang” by D-Stanley is licensed under CC BY


