In 3 Sorsi – Il sanguinoso prolungarsi della guerra russo-ucraina e le posizioni dell’Amministrazione Trump hanno infranto l’illusione dei Paesi europei di poter continuare ad avvalersi dell’ombrello di sicurezza americano che ha garantito la stabilità continentale durante la Guerra Fredda.
Leggi tutto: SAFE, il piano UE per il riarmo che divide l’Italia1. COS’È IL SAFE
L’esigenza di ricostruire rapidamente una propria architettura di difesa, ha portato l’UE all’adozione di una serie di provvedimenti normativi volti, tenuto conto del ruolo della NATO, a ridurre le dipendenze strategiche e a rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa europea. In particolare, nell’ambito del ReArm Europe Plan sono stati adottati: il Regolamento (UE) 2023/1525 del 20 luglio 2023 sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP); il Regolamento (UE) 2023/2418 sull’istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell’industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA) e, infine, il Regolamento (UE) 2025/1106 del 27 maggio 2025 che ha istituito il Security Action for Europe (SAFE). Il SAFE fornisce prestiti a lunga scadenza agli Stati membri per sostenere investimenti strategici nella difesa. Il regolamento ha introdotto, inoltre, procedure semplificate per appalti comuni finalizzati all’acquisto di prodotti per la difesa appartenenti, tra l’altro, alle seguenti categorie: munizioni e missili, sistemi di artiglieria, droni e relativi sistemi antidrone, protezione delle infrastrutture critiche; sistemi di difesa aerea e missilistica, capacità marittime di superficie e subacquee, rifornimento in volo, sistemi C4ISTAR, nonché risorse e servizi spaziali, intelligenza artificiale e guerra elettronica.

Fig. 1 – Sistema d’arma missilistico SAMP/T NG | Fonte: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/nuovi-sistemi-di-difesa-per-lesercito/128301.html
2. CHI HA ADERITO A SAFE
La Commissione ha chiesto agli Stati membri di indicare un importo minimo e massimo indicativo del prestito SAFE da erogare. All’esito di tale procedura hanno manifestato interesse a ottenere assistenza finanziaria 19 Stati membri. Poiché le richieste superavano il plafond massimo previsto di 150 miliardi di euro, la Commissione con nota del 9 settembre 2025, previa “riduzione” delle richieste, ha notificato un’assegnazione provvisoria degli importi a disposizione degli Stati membri interessati.
Tra i Paesi che non hanno chiesto l’accesso al SAFE spicca la Germania, che, pur avendo avviato un imponente piano di riarmo — con una spesa per la difesa che, includendo il fondo speciale per la Bundeswehr e gli aiuti all’Ucraina, raggiungerà 144,9 miliardi di euro nel 2027 — ha ritenuto di potersi finanziare a condizioni più favorevoli sui mercati.
Tra gli Stati che hanno presentato richiesta di assistenza finanziaria, invece, gli importi maggiori sono stati assegnati alla Polonia con € 43.734.100.805; alla Romania con €16.680.055.394; alla Francia con €16.216.720.524 e all’Ungheria con €16.216.720.524,. Per quest’ultima, dopo la vittoria elettorale di Péter Magyar del 12 aprile scorso, le iniziali perplessità sulla concessione del prestito sembrano in fase di superamento.

Fig. 2 – Paesi membri che hanno aderito al programma SAFE | Fonte: https://defence-industry-space.ec.europa.eu/eu-defence-industry/safe-security-action-europe_en
3. LA POSIZIONE DELL’ITALIA
L’Italia ha ricevuto un’assegnazione provvisoria di €14.900.000.000. Tuttavia, l’adesione al SAFE ha scatenato un aspro dibattito all’interno della stessa maggioranza di Governo. In particolare, la Lega ha manifestato forti perplessità sia sull’accesso ai prestiti, sia sulle modalità di impiego degli stessi. Il Ministero della Difesa, infatti, avrebbe voluto impiegare il SAFE per finanziare programmi aggiuntivi rispetto a quelli già previsti, mentre il Ministero dell’Economia e delle Finanze, guidato da Giancarlo Giorgetti (Lega), li riteneva utilizzabili solo per spese militari già pianificate. Dopo mesi di stallo, solo la settimana scorsa il Governo ha deciso di utilizzare parzialmente le somme a disposizione, chiedendo alla Commissione l’erogazione di 8,9 miliardi.
Il Ministro degli esteri Tajani ha chiarito che, a breve, sarà predisposta la lista dei progetti da finanziare, chiarendo che si tratta, in gran parte, di iniziative già programmate.
Resta, ancora, da capire se il nostro Paese vorrà avvalersi della National escape clause for defence expenditure, la clausola di salvaguardia che consente uno scostamento di bilancio, dal Patto di Stabilità e Crescita, dell’1,5% del PIL per garantire l’aumento della spesa per la difesa (clausola già attiva da Germania, Austria e Spagna).

Fig. 3 – Spesa per la difesa in % sul PIL | Fonte: European Defence Agency (EDA) – Defence Data 2025-2026, pag.7
Jeromin
Master in Intelligence dell’Università della Calabria.
The European Union flag in the European Parliament in Strasbourg – CC BY-NC-ND 2.0 – https://www.flickr.com/photos/european_parliament/9014051025/


