Gioia Tauro contro Tanger Med: chi guida il trasbordo

In 3 Sorsi – Tanger Med movimenta oltre il doppio dei container di Gioia Tauro, che però nel 2025 è cresciuta di più, mentre la riforma Porti d’Italia S.p.A. e il Piano Mattei offrono nuove chiavi di lettura per il ruolo dell’Italia e i rapporti con Rabat. L’Algeria resta sullo sfondo come attore emergente.

1. CONCORRENZA ED EFFICIENZA

Il Mediterraneo è oggi uno dei maggiori snodi del trasbordo container, con hub strategici che si contendono leadership e investimenti. Gioia Tauro, principale porto italiano per il transhipment, ha chiuso il 2025 con circa 4,49 milioni di TEU (+14%), sostenuto da un piano di investimenti da oltre 117 milioni di euro. Tanger Med (Tangeri, Marocco), grazie a un ampliamento da 1,3 miliardi di euro (Tanger Med II, 2019) e all’estensione del terminal TC4, ha movimentato nel 2025 11,1 milioni di TEU (+8,4%), oltre il doppio di Gioia Tauro, che però cresce più in fretta. Secondo l’Autorità portuale, è il più grande porto africano e mediterraneo. L’Algeria, tradizionalmente in ritardo, prova a recuperare: il porto di El Hamdania (Cherchell), progettato con la Cina per 6,5 milioni di TEU annui e rilanciato a settembre 2025, non è ancora operativo, ma punta a proiettare il Paese tra i grandi player regionali. La concorrenza si gioca su efficienza, connettività e capacità di attrarre capitali privati, mentre la frammentazione italiana rischia di penalizzare la competitività nazionale.

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Fig. 1 – Container caricati sulle navi nel porto di Tanger Med, nel nord del Marocco, a Tangeri, 10 luglio 2025

2. LO SVILUPPO DI GIOIA TAURO E DI TANGER MED

La riforma “Porti d’Italia S.p.A.” nasce per superare la storica frammentazione tra le Autorità di Sistema Portuale italiane, creando una regia nazionale in grado di coordinare investimenti e strategie. Il percorso, però, è complesso: diverse Regioni, tra cui Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, hanno espresso contrarietà e il gruppo tecnico conta 33 esperti, segno delle difficoltà nel trovare un equilibrio tra autonomia locale e visione nazionale. Nel frattempo, Tanger Med accelera: il porto marocchino, gestito da operatori globali come Maersk e Eurogate, ha già attratto investimenti e industrie, diventando piattaforma logistica per l’export africano verso Europa e Americhe. L’Algeria, pur restando meno centrale, si candida a nuovo hub grazie ai finanziamenti cinesi e all’integrazione nelle reti TEN-T e Trans-Maghreb.

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Fig. 2 – Veduta generale, dall’esterno, di alcune gru e container nel porto di Gioia Tauro

3. QUALI SCENARI?

Se la riforma Porti d’Italia S.p.A. riuscirà a integrare le strategie locali in una visione nazionale, Gioia Tauro potrà consolidare la posizione tra i grandi hub mediterranei, sfruttando anche le sinergie offerte dal Piano Mattei per rafforzare i rapporti con Marocco e, in prospettiva, Algeria. L’Italia potrebbe così attrarre nuovi investimenti privati, migliorare la connettività intermodale e diventare un attore centrale nelle catene logistiche tra Europa, Africa e Asia. La rapidità nell’attuazione delle riforme italiane e la capacità di attrarre capitali privati saranno determinanti.
Se invece prevarranno lentezze decisionali e divisioni territoriali, Tanger Med continuerà a guadagnare quote di mercato, attirando traffici e investimenti che potrebbero sfuggire ai porti italiani. Il rischio è che la leadership mediterranea si sposti stabilmente verso la sponda sud, con effetti su occupazione, investimenti e influenza geopolitica dell’Italia. La stabilità politica e la sicurezza nei Paesi nordafricani giocheranno un ruolo rilevante.
Un ulteriore scenario potrebbe vedere la nascita di partnership strategiche tra Italia e Marocco, favorite dal Piano Mattei e dall’integrazione nelle reti TEN-T e Trans-Maghreb. In questo scenario, la competizione si trasformerebbe in complementarità, con una logistica mediterranea più integrata e resiliente, capace di rispondere alle crisi globali e di valorizzare le specificità di ciascun hub. L’Algeria, pur restando meno centrale, potrebbe inserirsi come terzo attore grazie ai nuovi investimenti e alla cooperazione regionale.

Carmelo Prestia – Master in Intelligence UNICAL

GJo, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Indice

Perchè è importante

  • La leadership nel trasbordo mediterraneo determina il ruolo dell’Italia nelle catene logistiche globali e la sua capacità di influenzare le rotte tra Europa, Africa e Asia.
  • Il successo della riforma Porti d’Italia S.p.A. e del Piano Mattei sarà decisivo per trasformare la competizione con Tanger Med in una leva di sviluppo e cooperazione regionale, mantenendo l’Algeria come attore da monitorare.

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Master UNICAL

Il Master di II livello in Intelligence dell’Unical, diretto dal prof. Mario Caligiuri, è nato nel 2007 e fornisce una formazione avanzata sulla  disciplina dell’intelligence e dei suoi processi. Gli studenti partecipano alla Redazione del Caffè Geopolitico grazie a un accordo di tirocinio.

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