Spagna, elezioni anticipate: la scommessa di Sánchez

In 3 Sorsi – Pedro Sánchez ha trasformato una sconfitta parlamentare sulla crisi abitativa in elezioni anticipate: il 29 novembre la Spagna torna alle urne. È una mossa d’anticipo, pensata per spostare la campagna sul terreno a lui più favorevole. Ma i sondaggi indicano un possibile Governo di destra con dentro gli estremisti di Vox.

1. PERCHÉ SI VOTA

Tutto parte dalla questione abitativa. Il 29 settembre il Governo ha approvato due decreti d’emergenza contro il caro-affitti, il 2 ottobre il Congresso li ha bocciati, con il voto contrario di Partido Popular, Vox e dei nazionalisti catalani di Junts. Le misure andavano dallo stop agli sfratti per gli inquilini vulnerabili fino al 2030, alla stretta sugli affitti turistici, fino ai limiti all’acquisto di case da parte dei fondi d’investimento. Il tema era esploso dopo lo sfratto di un’anziana di 87 anni a Madrid, dove la donna viveva da settant’anni, e le proteste che ne erano seguite in tutto il Paese. Di fronte alla sconfitta, Sánchez non si è dimesso e non ha aspettato la scadenza naturale della legislatura, prevista per il 2027: il 5 ottobre, in un discorso televisivo, ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre. La logica dichiarata è cercare nelle urne quella maggioranza parlamentare che gli è mancata.

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Fig. 1 – Manifestanti a Madrid durante le proteste per il diritto alla casa, settembre 2026

2. LA SCOMMESSA DI SÁNCHEZ

Il voto non era obbligato: Sánchez poteva resistere fino all’estate 2027. Averlo anticipato è una scelta e una scommessa. L’obiettivo è spostare la campagna sulla casa, tema tradizionalmente di sinistra sul quale mobilitare il proprio elettorato, piuttosto che sui due fronti che lo logorano: le inchieste per corruzione che lambiscono il PSOE (l’ex ministro José Luis Ábalos condannato a oltre 24 anni, il caso Cerdán) e le sconfitte alle amministrative. Non a caso, il giorno dopo aver sciolto le Camere, il Primo Ministro ha rilanciato gli stessi decreti bocciati. Dietro la mossa c’è anche una necessità: la maggioranza risicata uscita dal voto del 2023 non ha mai garantito un sostegno stabile e l’appoggio di Junts si è rivelato sempre più inaffidabile. Governare era diventato quasi impossibile. Resta il rischio: il Presidente del Governo spagnolo parte indietro nei sondaggi e la scommessa può ritorcerglisi contro.

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Fig. 2 – Pedro Sánchez alla Moncloa, Madrid, 6 ottobre 2026

3. COSA C’È IN GIOCO

I numeri, oggi, non sorridono a Sánchez. Il Partido Popular di Alberto Núñez Feijóo è dato intorno al 32-33%, il PSOE al 26-28%, Vox al 18-19%. Nelle proiezioni di seggi, PP e Vox insieme superano la soglia della maggioranza (176 su 350): la somma delle destre è l’unica combinazione che ad oggi raggiunge i numeri per governare. Lo scenario che emerge con più forza dai sondaggi è una maggioranza PP-Vox, con il PP dipendente dai voti dell’estrema destra per governare, e quindi l’ingresso di quest’ultima nel Governo nazionale della quarta economia dell’eurozona. La posta supera i Pirenei: è un’altra grande capitale europea che può cambiare colore in un anno di instabilità diffusa, con ricadute su migrazione, clima e politiche UE. La scommessa di Sánchez rischia così di consegnare al Paese proprio l’esito che voleva evitare.  

Leonardo Tovo

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Indice

Perchè è importante

  • Sánchez ha annunciato elezioni anticipate in Spagna per il 29 novembre, dopo la bocciatura parlamentare di due decreti contro la crisi abitativa, puntando a sfruttare le proteste per il diritto alla casa per rilanciare il consenso della sinistra e superare lo stallo politico.
  • Il voto potrebbe portare a un cambio di governo nella quarta economia dell’eurozona. I sondaggi indicano una possibile maggioranza tra i conservatori del Partido Popular e l’ultradestra di Vox.

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Leonardo Tovo
Leonardo Tovo

Sono laureato in Scienze Politiche presso l’Università LUISS Guido Carli e attualmente frequento il corso di laurea magistrale in Global Management and Politics. Ho maturato una breve esperienza nell’ambito della ricerca e dell’analisi di temi europei e internazionali. Mi interesso principalmente di geopolitica, sicurezza e difesa europea, geoeconomia e relazioni internazionali.

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