utenti ip tracking
venerdì 25 Settembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    L’India e l’emergenza coronavirus

    In 3 sorsi - Oggi l'India è tra le...

    Contagi, proteste e maltempo: i tanti guai della Corea del Sud

    In 3 sorsi - Il coronavirus sembra aver esacerbato...

    Il SURE dell’Unione europea a sostegno dell’occupazione

    In 3 Sorsi – La Commissione europea ha formalizzato...

    Il lungo inverno di Melbourne

    Analisi - Secondo appuntamento con un "Caffè agli antipodi"....

    In breve

    • Il Brasile, terzo Paese al mondo per casi di Covid-19, si candida a diventare il nuovo epicentro della pandemia anche a causa del negazionismo portato avanti da Bolsonaro.
    • L’economia del Paese sudamericano crolla e il costo sociale si preannuncia altissimo: milioni di nuovi poveri, scontri sociali e aumento della criminalità.
    • Inadeguata gestione della crisi, ministri rimossi, proteste: traballa la leadership del Presidente. Bolsonaro rischia di essere travolto dalle conseguenze della pandemia.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – L’impatto della pandemia, unito al crollo dell’economia e alle tensioni sociali, minaccia di mettere in ginocchio il Brasile. Per Bolsonaro, indebolito, la sfida con il coronavirus è decisiva per la sopravvivenza politica.

    1. IL FOCOLAIO BRASILIANO

    Il Brasile è stato il primo Paese latinoamericano colpito dal coronavirus – il paziente zero risale al 26 febbraio, – ma a distanza di tre mesi non si vede la luce in fondo al tunnel. Il picco dei contagi deve ancora arrivare e il Paese si candida a diventare il nuovo epicentro globale della pandemia. Il bilancio è di 291mila persone infette e 19mila morti: numeri al ribasso a causa dei pochi tamponi e delle incomplete misure di monitoraggio. Una catastrofe sanitaria su cui pochi avrebbero scommesso: il colosso latinoamericano aveva tempo e risorse economiche da investire per poter limitare l’onda d’urto del coronavirus. E i suoi recenti progetti sanitari (lotta all’HIV negli anni Novanta, programma anti Zika nel 2015) erano stati un successo.
    L’emergenza è frutto del negazionismo di Jair Bolsonaro e di un sistema sanitario pubblico dissanguato dai ripetuti tagli degli ultimi anni. Il Presidente brasiliano non ha imposto restrizioni e, quando i governatori provinciali si sono mossi in autonomia, ha rilanciato le proteste popolari. L’assenza di una strategia sanitaria è dovuta anche ai continui cambi nel Governo: in tre settimane sono stati sostituiti due ministri della Salute. Gli ospedali sono allo stremo perché il personale non è sufficiente e in terapia intensiva gli spazi sono finiti. La sanità, infatti, è sotto-finanziata: nei Paesi occidentali il suo costo occupa l’8-10% del Pil nazionale, mentre in Brasile, la prima economia sudamericana, da un ventennio è fermo al 4%.

    Embed from Getty Images

    Fig. 1 – Il Presidente Bolsonaro saluta la folla (senza mascherina)

    2. ECONOMIA A PICCO, UNA BOMBA SOCIALE

    Dopo la prima vittima di coronavirus il Governo gialloverde ha decretato lo stato di calamità, così da ampliare il deficit pubblico e fronteggiare la crisi in arrivo. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale l’economia brasiliana nel 2020 segnerà -5,3%. La disoccupazione è aumentata del 12,2% nel primo trimestre dell’anno – riporta l’Istituto statistico brasiliano (IBGE) – e la Caixa, la banca pubblica, ha dovuto stampare milioni di reais per sostenere cittadini e consumi. Una misura che ha spaventato il mercato finanziario. La crisi del prezzo del petrolio invece colpisce duramente la partecipata statale Petrobras, una delle maggiori aziende del Brasile.
    La disoccupazione, la caduta del valore della moneta e le restrizioni al movimento di alcuni governatori in un Paese nel quale il 40% del lavoro è informale preparano il terreno per una macelleria sociale. A pagare il prezzo maggiore della crisi sarà prevedibilmente la classe media, pronta a ingrossare le fila dei 52 milioni di poveri – un quarto della popolazione totale – già presenti. Nelle città aleggia un malcontento pronto a esplodere, soprattutto nella favelas, dove le squadre paramilitari sono pronte a inasprire la repressione in vista di un aumento della criminalità.

    Embed from Getty Images

    Fig. 2 – Proteste di attivisti contro Bolsonaro

    3. UN PRESIDENTE DEBILITATO DAL VIRUS

    Per Bolsonaro, zavorrato da una popolarità ai minimi storici, l’emergenza coronavirus è il banco di prova per la sopravvivenza politica. Dichiarazioni negazionistiche, mancato rispetto delle regole sanitarie, rifiuto di adottare misure restrittive hanno danneggiato gravemente la sua immagine pubblica. Al calo di consenso il leader brasiliano ha risposto con posizioni sempre più estreme, rimuovendo negli ultimi mesi quattro ministri. Tra questi spicca il ministro della Salute Luiz Henrique Mandetta, ortopedico legatissimo al Presidente, silurato per aver messo in ombra Bolsonaro e aver dato priorità alla sicurezza sanitaria piuttosto che alle imprese.
    L’ala militare, l’alleato principale del Presidente, manifesta una certa insofferenza verso i tanti errori e anche a livello internazionale gli USA di Trump prendono le distanze.  L’unica via di uscita è frenare il virus. Bolsonaro ha deciso di puntare tutto sull’utilizzo in dosi massicce di idrossiclorochina, un antimalarico dalla dubbia efficacia con pesanti effetti collaterali. Venduta come cura a buon mercato può essere un modo per rilanciare la propaganda e prendere tempo. Un tentativo disperato: se il Governo non pensa a un altro piano, sia Bolsonaro che i cittadini rischiano di pagare un prezzo molto alto.

    Luca Gasperoni

    Immagine di copertina: “03/09/2019 Cerimônia de Lançamento da Campanha Semana do Brasil” by Palácio do Planalto is licensed under CC BY

    Luca Gasperoni
    Luca Gasperoni

    Classe 1994, toscano, giornalista praticante. Laureato in giurisprudenza all’università di Firenze ho poi studiato alla scuola di giornalismo di Urbino. Appassionato di politica internazionale, seguo con attenzione Usa e America Latina. Irrequieto e curioso, parlo quattro lingue. Nella mia vita viaggi in solitaria, libri distopici e vinili folk.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite