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    Eritrea, Afewerki in cerca di alleati

    In breve

    • Fra giugno e luglio, il Presidente eritreo Isaias Afewerki è stato ricevuto dai leader di Sudan ed Egitto, con i quali ha discusso di cooperazione e sviluppi regionali.
    • Le relazioni Asmara-il Cairo-Khartoum vantano una lunga tradizione di incontri, visite ufficiali e scambio di delegazioni.
    • Il ruolo dell’Eritrea si fa sempre più chiave in una regione alle prese con instabilità, minaccia terroristica, progetti dell’Etiopia e difficile gestione del commercio lungo il Mar Rosso.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 Sorsi – Il Presidente eritreo Afewerki ha visitato Egitto e Sudan in cerca di alleanze nel delicato scacchiere del Corno d’Africa, anche per garantirsi il sostegno nel percorso di pace con l’Etiopia.

    1. AFEWERKI IN EGITTO E SUDAN

    Si è conclusa al Cairo nei primi giorni di luglio, la visita ufficiale del Presidente eritreo Isaias Afewerki al suo omologo egiziano Abdel Fatah Al-Sisi.
    Il colloquio fra i due leader africani si è concentrato soprattutto sui recenti sviluppi regionali, in particolare per quanto concerne i dossier del Corno d’Africa e della sicurezza del Mar Rosso, nonché la questione della Grande Diga della Rinascita Etiope (in inglese GERD), da tempo al centro di numerose contestazioni. Il presidente Al-Sisi – come riferito dal portavoce egiziano Bassam Radi – ha sottolineato la volontà di consolidare gli sforzi congiunti con l’Eritrea per rafforzare la pace e la stabilità nella regione, sottolineando più volte l’importanza di una cooperazione strategica fra i due Paesi alla luce delle loro relazioni storiche.
    La visita ufficiale in Egitto segue quella compiuta in Sudan alla fine di giugno, quando Afewerki è stato ricevuto dal Presidente del Consiglio Sovrano del Sudan Abdel Fattah Burhan, che governa ad interim il Paese. I due leader hanno discusso a lungo sulla necessità di un rafforzamento dei legami bilaterali e sul consolidamento degli sforzi già in corso per la cooperazione e l’integrazione regionale. I leader si sono confrontati anche sui nuovi sviluppi politici in Sudan, nella regione e hanno constatato i progressi dei vari accordi di cooperazione stipulati negli anni precedenti.

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    Fig. 1 – Il Presidente eritreo Isaias Afewerki (a sinistra) e il Presidente del Consiglio Sovrano del Sudan Abdel Fattah Burhan durante l’incontro di fine giugno a Khartoum

    2. UNA LUNGA STORIA DI INCONTRI E VISITE

    La visita di Isaias Afewerki al Cairo non è che l’ultima di una serie di visite ufficiali, incentrate a rafforzare il dialogo tra Eritrea ed Egitto, quest’ultimo considerato partner strategico per gli sforzi rivolti alla stabilizzazione e alla pace nella regione del Corno d’Africa. La prima visita del Presidente eritreo risale al settembre 2014, quando al-Sisi e Afewerki avevano discusso in merito ad alcune problematiche del continente africano, in particolare sulla lotta al terrorismo, sull’estremismo islamico e sulla pirateria. Nel 2016 era stato deciso lo scambio delle delegazioni al fine di individuare le aree in cui sviluppare la cooperazione e attuare nuovi progetti comuni. Le due successive visite si sono tenute rispettivamente nel 2018 e nel 2019 e le tematiche affrontate hanno spaziato dalla cooperazione in materia di agricoltura al contrasto a terrorismo e pirateria, considerate minacce reali in quella zona geografica.
    Le relazioni fra Eritrea ed Egitto non sono le uniche ad essere di lunga durata: anche con il Sudan, l’Eritrea vanta una lunga storia di rapporti. Tale connessione è stata sottolineata anche nel 2019, quando il Presidente Afewerki si era congratulato con la popolazione sudanese per il supporto fornito negli anni agli eritrei nella loro lotta per la libertà, nonché per l’impegno nella stipula di accordi di partenariato strategico.

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    Fig. 2 – Afewerki incontra il Presidente al-Sisi in Egitto nel 2019

    3. IN CERCA DI RELAZIONI STRATEGICHE, MA CON MOLTA ATTENZIONE

    L’Eritrea, pur essendo un Paese di ridotte dimensioni geografiche, gioca un ruolo molto rilevante negli equilibri geopolitici dell’intera regione del Corno d’Africa. Le relazioni eritreo-egiziane hanno subito un’accelerazione soprattutto negli ultimi anni, quando il Cairo ha iniziato a rivolgere la sua attenzione ad Asmara, in quanto alleato strategico per il controllo dei flussi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso. Come riportato da The Arab Weekly, l’Egitto ha aperto i negoziati per la costruzione di una propria base navale sull’isola eritrea di Nora, anche se nessuna conferma o smentita ufficiale è mai trapelata dal Palazzo di El-Oruba.
    L’allineamento politico e diplomatico fra il Cairo e Asmara desta non poche preoccupazioni in Sudan. Khartoum guarda con preoccupazione alla posizione tenuta dall’Egitto in merito alla Grande Diga della Rinascita Etiope, che dovrebbe costituire il futuro sistema idroelettrico più grande del continente africano. Ulteriore elemento di tensione che si aggiunge ai rapporti già flebili fra Sudan ed Egitto, indeboliti da antiche tensioni, come ad esempio la disputa territoriale irrisolta sul Triangolo di Halayeb, attualmente sotto il controllo egiziano, ma rivendicata invano dal Sudan. Il sottile gioco di alleanze africane potrebbe giocare quindi a favore dell’attuale Presidente Afewerki, che punta a sfruttare gli equilibri tra le potenze regionali in cerca di benefici e protezione per il proprio Paese, anche come assicurazione nel percorso di pacificazione con l’Etiopia.
    Sarà forse la piccola Eritrea una pedina chiave nelle relazioni lungo il Mar Rosso?

    Veronica Bari

    Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA

    Veronica Bari
    Veronica Bari

    Classe 1996, metà sangue veneto e metà friulano. Sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni
    Internazionali presso l’Università degli Studi di Padova e studio Diplomazia e Cooperazione
    Internazionale all’Università di Trieste. Ho svolto un tirocinio presso il Consiglio Regionale del
    Friuli Venezia Giulia, dove mi sono occupata di relazioni internazionali e comunitarie.
    Sono appassionata di politica internazionale, in particolare della regione mediorientale ed africana,
    nonché di lingue straniere. Ho studiato in Francia, presso Sciences Po Lille e parlo correntemente
    italiano, inglese e francese. Nel tempo libero studio russo, arabo, serbo e leggo tanti libri.

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