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venerdì 30 Ottobre 2020
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    Assalto all’aeroporto di Karachi

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    Nella tarda serata di Domenica 8 Giugno un gruppo di assaltatori apparentemente appartenenti ai Talebani  ha attaccato l’aeroporto internazionale di Karachi in Pakistan. In 3 Sorsi analizziamo l’attacco, le sue origini e allarghiamo lo sguardo alle conseguenze future per sicurezza della regione.

    L’ATTACCO – Alle 23.30 di Domenica 8 Giugno un commando ha assaltato l’aeroporto internazionale di Karachi in Pakistan, il più attivo e con il più alto numero di voli e passeggeri del Paese. Gli assaltatori erano armati con fucili d’assalto, lanciarazzi, granate e, secondo le prime ricostruzioni, almeno due di loro indossavano giubbotti esplosivi. Il numero degli assaltatori è stato stimato in circa dieci uomini, dei quali cinque hanno condotto l’assalto iniziale, probabilmente indossando uniformi delle forze di sicurezza pachistane, successivamente i restanti cinque si sono uniti all’attacco. Gli attentatori sarebbero entrati dal vecchio terminal per poi dirigersi verso l’area cargo. Alcuni di loro avrebbero preso posizione sulla pista più vicina. Le autorità aeroportuali hanno immediatamente annullato tutti i decolli e gli atterraggi, dirottando gli aerei in arrivo verso altri scali. I passeggeri sui voli in attesa e quelli nei terminal sono stati immediatamente evacuati e spostati in zone ritenute più sicure. Le unità antiterrorismo delle forze armate pachistane sono arrivate a Karachi dopo circa un’ora e mezza e hanno iniziato gli scontri con gli attentatori che si sono protratti fino alla mattina. In totale l’attacco all’aeroporto è durato più di cinque ore. Il conteggio delle vittime, ancora provvisorio, è di più di venti morti compresi gli attentatori (secondo fonti della CNN).

    Le forze antiterrorismo pachistane all'interno dell'aeroporto Image credits: CNN
    Le forze antiterrorismo pachistane all’interno dell’aeroporto
    Image credits: CNN

    LA RIVENDICAZIONE – L’attacco arriva dopo l’offensiva lanciata dall’esercito pachistano nel Waziristan settentrionale contro le basi dei miliziani anti-governativi che ha provocato circa 81 vittime totali. Il portavoce dei Talebani pachistani, Shahidullah Shahid, ha dichiarato che l’assalto all’aeroporto è stato la risposta all’offensiva citata in precedenza e agli attacchi condotti dai droni statunitensi contro esponenti del gruppo. Nelle passate due settimane numerosi soldati pachistani sono stati vittime di agguati al confine con l’Afghanistan e i servizi d’intelligence avevano messo in guardia le autorità su un possibile assalto in larga scala a un obbiettivo sensibile. I fatti hanno dato loro ragione. Numerosi esponenti dei Talebani sono detenuti nella città di Karachi, rendendo così le sue infrastrutture automaticamente obbiettivi sensibili. I miliziani hanno attaccato quello che forse è il maggiormente fortificato e con le migliori misure di sicurezza, mandando un forte messaggio al governo di Islamabad sulla loro capacità di colpire ovunque.

    Un'altra immagine dall'esterno dell'aeroporto attaccato Image credits: CNN
    Un’altra immagine dall’esterno dell’aeroporto attaccato
    Image credits: CNN

    SICUREZZA NELLA REGIONE – L’azione all’aeroporto di Karachi ha nuovamente evidenziato i problemi di sicurezza del Pakistan in primis e dell’area. Il Paese lotta da anni per stabilire un ambiente sicuro con scarsi risultati, fatto evidenziato dal report pubblicato dal Dipartimento di stato USA sugli attacchi terroristici dell’anno 2013. Con la fine della missione ISAF in Afghanistan e il ritiro della maggior parte delle truppe della coalizione internazionale (la permanenza di un ridotto numero per l’addestramento delle forze locali è soggetta all’approvazione di quello che sarà il nuovo Presidente eletto) la questione sicurezza nella regione passerà in mano agli Stati locali, con Pakistan, India e Cina in prima fila. Islamabad e Pechino collaborano nella SCO (Shanghai Cooperation Organization – Organizzazione per la Cooperazione di Shangai) e il loro obbiettivo sarà di rendere questa collaborazione effettiva nel settore della sicurezza post-ISAF.

    Emiliano Battisti

    Emiliano Battisti
    Emiliano Battisti

    Consulente per un’azienda spaziale, sono Segretario Generale e responsabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

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