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lunedì 3 Agosto 2020
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    Adnan Januzaj: un intreccio internazionale

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    La stellina del Manchester United dopo mesi di indecisione per quale nazionale giocare ha deciso di vestire la maglia dei Diavoli rossi del Belgio. E’ diventato un caso internazionale tra Inghilterra, Belgio, Albania, Kosovo, Turchia, Croazia e Serbia. Delusa l’Albania che ci aveva fatto più di un pensiero. Speranze solo per il Kosovo in futuro.

    INTRECCIO INTERNAZIONALE – Adnan Januzaj è la nuova promessa calcistica del Manchester United e da poco più di un mese ha deciso di giocare con la nazionale del Belgio. La vicenda ha rappresentato un piccolo intreccio internazionale che racchiude la storia complicata di tutta una regione, i Balcani, poichè Januzaj ha avuto la possibilità di scegliere di giocare per sette nazionali.

    Nato da genitori kosovari emigrati a Bruxelles, Januzaj aveva la possibilità di giocare per il Belgio, essendovi nato. L’Albania sperava di fare leva sul fatto che i genitori sono entrambi kosovari, infatti altri calciatori kosovari nati all’estero o in Kosovo giocano per la nazionale albanese, considerandola la madre-patria di tutti gli albanesi. Scartate fin da subito Serbia, Croazia e Turchia, altre possibili opzioni, e anche l’Inghilterra, per la quale avrebbe dovuto aspettare cinque anni per ottenere residenza e passaporto.

    La Serbia non è stata nemmeno presa in considerazione. I genitori di Janzuaj si sono conosciuti e sposati a Bruxelles, dove poi è nato il ragazzo. Il padre, Abedin, nato a Istog (attuale Kosovo), scappò dalla Jugoslavia per non arruolarsi nell’esercito jugoslavo ed Eemigrò in Belgio dove trovò lavoro. Un zio e un fratello si sono arruolati nell’UCK e hanno combattuto per la liberazione del Kosovo. La madre di Adnan, nasce da una famiglia benestante dell’Istog ma, dopo la seconda guerra mondiale, proprio per il fatto di essere ricchi proprietari terreni non passarono inosservati dal regime socialista iugoslavo. La famiglia fu coinvolta infatti nel piano per la soppressione del nazionalismo albanese e obbligata a lasciare il Kosovo, destinazione Turchia prima e Belgio dopo.

    IDOLO IN ALBANIA – Januzaj è seguito da quasi due anni dalla nazionale albanese, con il C.T. italiano De Biasi schierato in prima persona a convincere lui e suo padre ad optare in questa direzione. L’Albania voleva fare di lui il simbolo del futuro della nazionale albanese, dando l’esempio per altri calciatori con radici albanesi ma che rappresentano altre nazionali. Il padre-procuratore, Abedin Januzaj, ha da sempre ricoperto un ruolo determinante nelle scelte del figlio: ha rifiutato gli inviti delle varie “under” dal Belgio, ha criticato la Federazione albanese per mancanza di professionalità nel contattare il Manchester senza interpellare lui, ma aveva lasciato la porta aperta un po’ a tutti, Inghilterra compresa.

    nazionale belgio
    La nazionale del Belgio

    L’Albania ha cominciato a fare lobbying insieme al Kosovo, coinvolgendo nella causa il magnate nonché vice-premier Bexhet Pacolli per convincere il padre. Puntando sull’orgoglio nazionale e su tutto quello che ha rappresentato la famiglia Januzaj durante la guerra del Kosovo, l’Albania ha cullato fino all’ultimo il sogno di vedere il ragazzo con la maglia del paese delle aquile.

    SIMBOLO O TRADITORE – Dopo tanti dubbi, il 23 aprile, il C.T. del Belgio Wilmots dichiara orgogliosamente di aver ricevuto la conferma che Januzaj si metteva a disposizione dei Diables Rouges. Januzaj avendo così la possibilità di giocare i mondiali in Brasile, per i quali è stato infatti convocato.

    Da Tirana nessun commento ufficiale per la scelta finale di Januzaj, verosimilmente determinata dalla razionalità e convenienza professionale più che da altri fattori. L’Albania, per quanto intrigante dal punto di vista sentimentale e della possibilità di diventare il simbolo di una nazione, non avrebbero sicuramente garantito a livello internazionale il palcoscenico al quale ambisce il ragazzo. A nulla sono valse varie campagne sotto la sigla “Januzaj, dì si alla nazionale albanese”. Dopo il rifiuto (cosi è stato interpretato il si al Belgio) il quotidiano più importante di sport albanese metteva in prima pagina a lettere capitali “TU NON CI MERITI…”. Una parte del popolo però si dichiara orgogliosa che un talento albanese possa giocare il Mondiale.

    SPERANZE PER IL KOSOVO – Il Kosovo pero può ancora sperare che un giorno il ragazzo vestirà la sua maglia. Infatti, non essendo ancora una Stato riconosciuto dall’ ONU, dalla FIFA e dall’UEFA, manca anche il riconoscimento della nazionale di calcio. Solo a marzo c’è stato un piccolo passo avanti in questa direzione: i kosovari possono giocare delle partite amichevoli però senza simboli e senza inno nazionale. Sono i passi avanti per la creazione di una squadra che potrà nascere in futuro, contando anche su talenti che giocano attualmente per altre nazionali, dei quali Adnan Januzaj potra fare parte se vorrà. Secondo il regolamento della FIFA infatti, alla creazione di una nuova nazionale hanno diritto di farne parte anche giocatori che prima hanno vestito la maglia di un altro paese.

    Juljan Papaproko

    Juljan Papaproko
    Juljan Papaproko

    Juljan Papaproko è nato a Tirana. Laureato in Scienze Politiche a Torino con una tesi sulla Guerra del Kosovo. Collabora con diverse testate giornalistiche in Italia e in Albania. Il suo centro di interesse è l’Europa e i Balcani, binomio difficile ma affascinante. Diverse esperienze di vita a Torino, Firenze, Parigi, Bruxelles e Berlino. Condivide con il Caffè la stessa passione per la geopolitica.

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