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    Il Gruppo di Visegrad: un nuovo attore in Europa Orientale?

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    La cooperazione militare tra Paesi è sempre argomento delicato. Se poi nascono nuove intese militari nel cuore dell'Europa c'è da chiedersi quale significato abbiano, soprattutto guardando a est, verso la Russia, e ad ovest, verso gli Stati Uniti e la NATO. Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e Slovacchia sono al centro di questo interessante caso

    RIUNIONI STORICHE – Visegrad, una graziosa cittadina della provincia ungherese, è conosciuta per la riunione che nel 1355 si svolse nell’antico castello omonimo per dirimere le controversie internazionali tra i Re di Polonia, Ungheria, Boemia, il Conte di Moravia, i rappresentanti dell’Ordine del cavalieri teutonici, oltre a numerosi nobili minori. Visegrad è tornata all’onore delle cronache, nel 1991, quando i presidenti di Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia hanno voluto riunirsi nello stesso castello che ospitò la riunione fra i regnanti medioevali della regione. La riunione del 1991 avvenne in un clima di progressiva dissoluzione dell’URSS, che sarebbe avvenuta solo qualche mese più tardi. Lo scopo di tale riunione era quello di gestire la transizione dal sistema del socialismo reale all’economia di mercato e alla democrazia col fine ultimo di ottenere una piena integrazione nel sistema europeo. A tal fine venne istituzionalizzata una cooperazione a livello intergovernativo fra i tre paesi (divenuti quattro con la dissoluzione della Cecoslovacchia in due unità statuali distinte) che ha avuto il suo apice con l’ingresso di tutti e quattro i membri nell’Unione Europea, nel 2004.

    IL NUOVO GRUPPO DI BATTAGLIA – Questa cooperazione intergovernativa, che ha avuto una marcata accezione di tipo economico e sociale, si sta progressivamente allargando al campo delle relazioni internazionali. Infatti il 12 maggio scorso, il V4 (acronimo di Visegrad 4) ha deciso la creazione di un “battle group” da porsi sotto il comando polacco. Il battle group (BG – letteralmente “gruppo da battaglia”) è una unità multinazionale di modello europeo organizzata su base regionale e grande all’incirca quanto una brigata (per quanto non esista una dimensione standard). Lo scopo di un BG non è quello di sostituirsi agli eserciti nazionali tradizionali ma di essere una forza bene addestrata e capace di essere inviata rapidamente in aree di crisi per la salvaguardia dei paesi che contribuiscono alla sua composizione, facilitando inoltre la collaborazione tra le rispettive forze armate.

    I quattro Stati che costituiscono il V4 sono già membri di tre differenti BGs, e dovrebbero partecipare al nuovo BG con l’assegnazione di 500 soldati ciascuno. Il nuovo BG sarà operativo entro il 2016 e non sarà riconducibile alla struttura NATO. Sempre sul piano militare, dal 2013 le nazioni del V4 inizieranno a svolgere esercitazioni militari congiunte all’interno dell’attività addestrativa della NATO Response Force.

    PERCHE' QUESTA SCELTA? – Secondo Stratfor la militarizzazione del Gruppo di Visegrad è stata determinata dalla mutazione dell’assetto geopolitico dell’Europa centro-orientale risalente all’inizio degli anni Novanta. Infatti la decadenza militare russa è stata superata da un nuovo vitalismo di Mosca nel suo estero vicino culminato con la guerra contro la Georgia del 2008. La convinzione che l’avvenire economico di tali nazioni fosse indissolubilmente legato all’UE è andata scemando soprattutto in seguito della attuale crisi economica. Infine, l’affidamento nelle capacità dissuasive della NATO per la difesa degli interessi strategici si è scontrata con un sempre minor coinvolgimento degli Stati Uniti (che prevedono l’impiego di una sola brigata per la difesa della regione) e con l’accresciuta russofilia di diverse potenze europee, Germania in primis, che pongono i paesi del V4 nella difficile posizione intermedia fra l’incudine tedesca e il martello russo. Infatti, per quanto la NATO abbia infatti piani operativi per la difesa dell’est europeo (in particolare Polonia e Paesi Baltici), il grosso della difesa è affidato alle forze armate europee. Inoltre, date le difficoltà e le problematiche politiche legate al ruolo della NATO nei confronti della possibile minaccia russa, il Gruppo di Visegrad giudica necessario provvedere a una politica di difesa propria.

    L’ultimo interrogativo che ci si dovrebbe porre è quale valore attrattivo possa detenere il Gruppo di Visegrad nel confronti dei paesi vicini, in particolare Romania, Bulgaria e, in futuro magari anche all’Ucraina. Perché il V4 si allarghi sembra necessario che le tre convinzioni strategiche che lo hanno spinto a militarizzarsi si diffondano nella regione. Al riguardo è lecito chiedersi: gli americani sarebbero pronti a difendere militarmente Bucarest o Sofia? A questo quesito non si può, al momento, dare una risposta certa. Di sicuro la politica di disimpegno da poco annunciata dall’amministrazione Obama nei confronti dell’Afghanistan, e una generale tendenza da parte statunitense alla limitazione dell’impiego delle truppe americane all’estero pare, almeno nel breve periodo, poter dare solo limitate garanzie per il mantenimento della sicurezza dei paesi dell’Europa centro-orientale…

     

    Antonio Cocco

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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