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    La Croazia e l’opposizione che non c’è

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    Dopo alcuni mesi di latenti tensioni, all’interno del primo partito di opposizione croato si è consumato lo strappo definitivo tra il leader Tomislav Karamarko e l’ex ministro delle Finanze Martina Dalic.

    1. LE DIMISSIONI – Sebbene la rottura definitiva sia formalmente avvenuta il 22 settembre con una lettera pubblica al partito in cui Dalic accusava, tra le altre cose, un’insufficiente coordinazione nella regia della politica economica e, più duramente, la mancanza di un pacchetto di interventi economici da contrapporre a quello del premier Milanovic per rilanciare il Paese, le origini dello strappo vengono da lontano. Le prime avvisaglie della frattura nel Croatian Democratic Union (Hrvatska demokratska zajednica, HDZ) si sono manifestate nel mese di marzo 2014, quando Dalic aveva apertamente criticato la proposta di Karamarko circa un nuovo piano di investimenti pubblici per dare ossigeno all’economia, in puro spirito keynesiano. Le dichiarazioni dell’ex responsabile economico del HDZ si riferivano in particolare ai rischi correlati a un aumento della spesa pubblica in un Paese in recessione da sei anni, con una debole competitività del settore privato, gravato da un clima economico europeo alquanto sfavorevole.

    3. LA SITUAZIONE ECONOMICA CROATA – Dal 28 gennaio 2014, a soli sette mesi dall’ingresso nell’Unione europea, Zagabria è sotto procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione europea. Il piano raccomandato da Bruxelles per la correzione del disavanzo pubblico entro il 2016 prevedeva, oltre alla privatizzazione di molte aziende con partecipazioni statali, anche riforme strutturali sia nel mondo del lavoro, sia in quello del welfare. I provvedimenti intrapresi dalla Croazia nel corso dell’anno sono stati ritenuti efficaci dalla Commissione, che ora ne attende l’attuazione. Secondo i dati della Banca nazionale croata il debito insostenibile è passato da 13,5 miliardi di euro nel 2008 a 30 miliardi di euro al 30 giugno 2014.

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    In foto Martina Dalic

    3. SCENARI FUTURI – A meno di tre mesi dalle elezioni presidenziali, l’uscita di una esponente di primo piano dal HDZ non sarà certamente priva di conseguenze, specialmente con le accuse da lei lanciate al partito circa la mancanza di un piano per la guida del Paese. Sebbene Dalic abbia annunciato l’intenzione di continuare a lavorare nella Sabor come parlamentare indipendente, è altamente improbabile che tale situazione possa perdurare nel medio-lungo periodo. A oggi è difficile un suo rientro nei ranghi del partito di Karamarko, soprattutto dopo che le accuse sono state prontamente rispedite al mittente. Karamarko, infatti, ha sottolineato come Dalic, in qualità di referente della politica economica del partito, fosse al centro della piattaforma economica per il rilancio del Paese in fase di elaborazione. Altrettanto improbabile è la possibilità che l’ex ministro possa creare una nuova entità politica ad hoc, dati la scarsa carica carismatica e il fatto di non essere un politico di professione. Guardando l’attuale arco parlamentare croato, una strada tortuosa, ma percorribile, potrebbe essere rappresentata da un avvicinamento al neocostituito People’s Party Reformists (Narodna stranka-Reformisti), di Radimir Čačić. Un partito giovane, equidistante sia dai socialisti che dai conservatori, in cerca di una giusta collocazione per essere al centro del prossimo Governo croato.

    Valentino De Bernardis

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” ]Un chicco in più
    Nata a Velika Gorica, Dalic è stata la prima donna a ricoprire la carica di ministro delle Finanze, dal dicembre 2010 al dicembre 2011 durante il gabinetto di Jadranka Kosor. È stata altresì capo delegazione della Croazia durante i negoziati di adesione all’Unione europea per ciò che riguardava la legislazione fiscale.[/box]

     

    Foto: il Parlamento croato – apl1986

    Valentino De Bernardis
    Valentino De Bernardishttp://www.valentinodebernardis.com

    Laureato in scienze internazionali e diplomatiche, ho sempre coltivato l’interesse per la geopolitica, l’analisi politica e la scrittura. Le mie aree di interesse riguardano i paesi balcanici e l’Africa subsahariana, per la quale ho anche scritto una monografia storica per Bonanno Editore

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