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    DSEI, giorno 2

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    Miscela StrategicaAnche la seconda giornata di salone si è conclusa, e vi aggiorniamo subito sui temi principali e sulle nostre attività

    KEYNOTE ADDRESS, UK – In mattinata abbiamo avuto modo di ascoltare il segretario di Stato per la difesa, Onorevole Fallon, e la sua descrizione del presente – ma soprattutto del futuro – della difesa britannica. Oltre a comunicare i principali contratti tra il Ministry of Defence britannico e i contractor nazionali, il segretario si è soffermato sulle esigenze strategiche della Gran Bretagna nello scenario geopolitico attuale. Questo ha ovviamente suscitato il nostro massimo interesse e torneremo a parlarne approfonditamente sulle nostre pagine. La Gran Bretagna è un Paese molto pragmatico e non ha difficoltà – anche comunicative – a descrivere il proprio dilemma sicurezza e come lo si intende affrontare. Nel dettaglio, i prossimi anni vedranno un lieve incremento del budget per la difesa, in quanto il Paese sente di dover rispondere a minacce multiple. La Russia è vista come una preoccupazione primaria; se un confronto su vasta scala è plausibile ma non probabile, il principale banco di prova per le forze armate britanniche sarà nei prossimi anni lo spazio aereo. L’On. Fallon ha quindi ricordato l’importanza dei programmi Eurofighter “Typhoon” e F-35, aggiungendo notizie sul loro status e sull’acquisto di equipaggiamenti correlati (soprattutto missili aria-aria). Più tradizionali i compiti della Marina, con la protezione delle rotte commerciali come prima missione e il probabile prolungamento delle missioni di contrasto all’immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Si è parlato anche del programma per le nuove portaerei Queen Elizabeth, il cui programma è considerato prioritario per mantenere la flotta in grado di affrontare anche minacce convenzionali su vasta scala. Infine l’Esercito, il cui ammodernamento è reso necessario dal logorio che i mezzi hanno subito nei lunghi impieghi in Afghanistan e Medio Oriente. Per la componente terrestre non si prevedono scenari maggiori, ma la situazione instabile su molte aree di interesse britannico (Medio Oriente in primis) non permettono di abbassare la guardia.

    Il discorso dell'On. Fallon è stato tra i più seguiti a DSEI
    Fig. 1 – Il discorso dell’On. Fallon è stato tra i più seguiti a DSEI

     

    ISIS E UCRAINA – Come prevedibile al salone si parla anche di Stato Islamico e Ucraina. Il dibattito verte su come affrontare dal punto di vista tattico le sfide poste dalle due crisi alle porte. Quali capacità militari sono in grado di esprimere gli attori locali? In caso di intervento, i Paesi europei sono preparati? Ben Barry, speaker di questo panel, ha evidenziato i punti di forza e di debolezza dei ribelli ucraini e dei combattenti dell’ISIS. Per quanto riguarda i primi, il loro equipaggiamento risulta in parte obsoleto, ma sempre meglio utilizzato. La Russia fornisce infatti ottimi addestratori e consiglieri che permettono ai ribelli di serrare i ranghi e agire come un complesso coordinato piuttosto che come un’orda. Per contro, il Governo ucraino rimane molto lacunoso nella sua pianificazione militare e non esprime buone capacità di conduzione di operazioni complesse. Anche l’ISIS, a dispetto delle sue tattiche “asimmetriche”, si è dato una catena di comando che coordina le operazioni, ma più rudimentale di quella costruita in Ucraina. Essa risulta però efficace anche in questo caso per via delle difficoltà della controparte. Talvolta i comandanti islamisti si sono rivelati più preparati degli ufficiali siriani: le Forze armate siriane hanno seri problemi di coordinamento delle operazioni che annullano il loro vantaggio in termini di equipaggiamento e logistica. A ciò si aggiunge la relativamente bassa incisività delle operazioni occidentali, condotte quasi esclusivamente per via aerea e i cui limiti sono ormai ben conosciuti. Affrontare questi soggetti, oggi meglio strutturati che in passato, vedrebbe quindi un rispolvero dell’approccio pluriarma al confronto armato. Le operazioni con “combined arms” hanno perso importanza in questo decennio in seguito al diffondersi di conflitti a bassa intensità. Per quanto in caso di intervento in questi due contesti non si tratterebbe di una guerra tra Stati, la completezza organizzativa che gli attori non statali mediorientali e ucraini hanno raggiunto imporrebbero il ricorso a complessi pluriarma ben supportati da moltiplicatori di forza, high value assets e logistica di aderenza molto avanzata.

    Il briefing a cura dell'International Institute for Security Studies (IISS) affrontava i temi Ucraina e ISIS.
    Fig. 2 – Il briefing a cura dell’International Institute for Security Studies (IISS) affrontava i temi Ucraina e ISIS.

     

    CHI ABBIAMO INCONTRATO OGGI – Anche durante questa seconda giornata abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con alcune aziende – per l’esattezza tre – e una federazione (la Lithuanian Defence and Security Industry Association). Se quest’ultima ci ha fornito un panorama sullo stato dell’arte delle aziende lituane del settore, le italiane Beretta e POLOMARCONI ci hanno presentato la loro posizione rispetto al settore nazionale ed estero, con riferimenti all’Unione europea e alla rilevanza della geopolitica per le loro strategie aziendali. L’incontro con la finlandese DA-group ci ha consentito di avere un’ulteriore prospettiva estera su queste tematiche.

    Marco Giulio Barone
    Giulia Tilenni

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    Un chicco in più

    Per chi volesse approfondire queste tematiche è disponibile una pagina live del salone con i nostri contributi in diretta da Londra.

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    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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