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martedì 22 Giugno 2021

Pechino tra criptovalute e yuan digitale

In breve

  • La Cina ha introdotto nuove restrizioni relative alle criptovalute.
  • Nello specifico bitcoin ha dei notevoli risvolti ambientali legati all’inquinamento per la sua produzione.
  • La Cina alle criptovalute preferisce lo yuan digitale.

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In 3 sorsiPechino ha introdotto nuove restrizioni che limitano o vietano vari aspetti relativi alle criptovalute. Tra le varie criptovalute, Bitcoin ha anche dei risvolti ambientali legati all’inquinamento. Tuttavia dal punto di vista delle innovazioni finanziarie, la Cina preferisce orientarsi sullo yuan digitale.

1. LE CRIPTOVALUTE IN CINA

La Cina ha aumentato le restrizioni riguardanti il divieto per Istituzioni finanziarie e compagnie di pagamenti circa l’erogazione di servizi inerenti alle criptovalute (in cinese 加密货币 jiami huobi). Il trading in criptovalute è illegale in Cina dal 2019, per evitare fenomeni di riciclaggio di denaro sporco. Il 18 maggio tre Organizzazioni governative, l’Associazione nazionale di finanza in internet, l’Associazione bancaria cinese e l’Associazione dei pagamenti cinese hanno dato la notizia. Hanno affermato che i consumatori non avrebbero alcuna protezione se dovessero incorrere in perdite relative a transazioni in criptovalute. Hanno aggiunto che le recenti variazioni di prezzi delle criptovalute violano seriamente la sicurezza dei beni degli investitori e che danneggiano il normale ordine economico e finanziario. Neil Wilson di markets.com afferma che “da tempo la Cina ha messo in dubbio il cripto spazio, ma i recenti sviluppi segnano un’intensificazione. Altri Paesi potrebbero seguire l’esempio cinese, in un periodo in cui le banche centrali stanno sviluppando le proprie valute digitali”. Come nel precedente divieto del 2017 è previsto che le banche e i servizi di pagamento online non offrano servizi legati alle criptovalute, comprendendo apertura di conti, registrazione, trading e assicurazioni. Ci sono tuttavia delle novità. La Banca popolare cinese ha chiarito che le Istituzioni non devono accettare criptovalute o utilizzarle come mezzo di pagamento. Non sarà neppure possibile effettuare servizi di cambio tra criptovalute e yuan o valute straniere. In aggiunta le Istituzioni hanno il divieto di fornire servizi di risparmio, trust o erogare prodotti finanziari legati alle criptovalute. E le criptovalute non potranno essere utilizzate come target di investimento per prodotti relativi a fondi o trust.

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Fig. 1 – Un rivenditore automatico di bitcoin in un centro commerciale di Singapore

2. IL PROCEDIMENTO DI MINING DI BITCOIN

Il processo di produzione di bitcoin, la più nota criptovaluta, ha anche un forte impatto ambientale riguardo all’inquinamento. La produzione di bitcoin (in cinese 比特币 bitebi) avviene tramite il processo di mining. Tale processo prevede che dei computer risolvano dei complessi problemi matematici e per farlo consumano molta energia elettrica, nello specifico circa 5 gigawatt. Il meccanismo di produzione dura sempre 10 minuti. Spesso il mining si basa su energia elettrica prodotta da combustibili fossili, soprattutto carbone. Il processo di produzione di bitcoin crea grandi quantità di gas serra, come ad esempio anidride carbonica, metano e ozono. Da notare che nonostante i numerosi divieti per bitcoin in Cina, oltre il 75% del processo di mining nel mondo avviene in Cina.

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Fig. 2 – Ethereum e bitcoin, principali criptovalute internazionali

3. LO YUAN DIGITALE

Pechino, piuttosto che orientarsi sulle criptovalute, in termini di innovazione finanziaria, si sta orientando sullo yuan digitale. È un modo per la Banca popolare cinese di digitalizzare monete e banconote che sono in circolazione. Già il mercato cinese è molto avanzato per quanto riguarda i pagamenti cashless. Lo yuan digitale, che tecnicamente viene definito come digital currency electronic payment (CBDC) permetterebbe di velocizzare tale processo che è già in atto. Fan Yifei, dirigente della Banca popolare cinese, ha affermato che c’è una pressante necessità di digitalizzare la cartamoneta, dato che è molto dispendioso produrla e conservarla. La distribuzione dello yuan digitale avviene tramite un sistema a doppio livello: la Banca popolare cinese distribuisce lo yuan digitale alle banche commerciali, che a loro volta lo distribuiscono ai consumatori. Pechino ha già distribuito milioni di dollari in yuan digitale nelle città di Shenzhen, Chengdu e Suzhou, mediante delle lotterie tenute dai Governi locali.

Nicol Betrò

Photo by MichaelWuensch is licensed under CC BY-NC-SA

Nicol Betro
Nicol Betro

Laureata in Relazioni Internazionali con lingua cinese e inglese all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha lavorato per Invest Hong Kong, agenzia governativa di Hong Kong, dove si occupava di investimenti. Continua a coltivare una passione per la geopolitica, con aree di interesse la Cina e Hong Kong, coerentemente al suo percorso.

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