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giovedì 23 Settembre 2021

Vietnam: bozza di decreto sull’e-commerce: impatto sugli investitori esteri

In breve

  • Il Vietnam ha introdotto di recente la bozza di un decreto che avrà ripercussioni sulle aziende locali e straniere che lavorano sulle piattaforme di e-commerce.
  • La normativa intende regolare il settore in rapida crescita dell’e-commerce, migliorando la capacità del governo nell’imposizione di obblighi fiscali ai fornitori di servizi di e-commerce.
  • Vietnam Briefing fornisce un’analisi della nuova bozza e di come potrebbe influire sulle attività di e-commerce degli investitori esteri in Vietnam.

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Il Governo del Vietnam ha introdotto una bozza di decreto che emenda il Decreto N. 52/2013/ND-CP (Decree 52) riguardante le attività e le piattaforme di e-commerce. Esso riguarda sia le aziende italiane che quelle straniere che svolgono attività di e-commerce in Vietnam.

Sebbene ancora in fase di bozza, il direttore del Dezan Shira & Associates’ Business Advisory ServicesTam Nguyen, rileva che “lo scopo principale di un emendamento all’attuale normativa sull’e-commerce riguarda la gestione della riscossione delle tasse. Pertanto, la proposta di regolamento avrà un impatto diretto sia sugli investitori esteri operanti in attività di e-commerce, che sugli stranieri fornitori di e-commerce e servizi correlati.”

Definizione di attività di e-commerce

Secondo la bozza del decreto, il servizio di e-commerce è riferito ad ogni attività di commercio elettronico in cui un rivenditore, un privato o un’organizzazione fornisce servizi di e-commerce e crea un sito di e-commerce offrendo uno spazio ad altri rivenditori, privati o organizzazioni, per svolgere commercio, vendita di prodotti o fornitura di servizi. La definizione è più specifica e non include solamente aziende attive nella progettazione di siti web ed applicazioni e che quindi non partecipano direttamente all’attività di questi siti. Questo cambiamento è stato accolto positivamente.
Secondo la bozza, si ritiene che un sito internet possa fornire servizi di e-commerce se risponde ai seguenti requisiti:

  • Consente ai membri di aprire spazi di vendita per l’esposizione e/o la promozione di beni e servizi;
  • I membri possono aprire account che consentano l’interazione o le transazioni con i clienti; e
  • Dispone di servizi relativi alla consegna di beni e servizi.

I siti di Social Networking rientrano nei regolamenti

Anche i Social Network, se soddisfano le condizioni di cui sopra, ed imputando ai loro abbonati una tassa diretta o indiretta per lo svolgimento di questo tipo di attività, sarebbero interessati dal regolamento in quanto piattaforme di commercio elettronico. Un esempio potrebbe essere il marketplace di Facebook.
Mentre alle aziende estere viene richiesto il rispetto delle leggi vietnamite, gli operatori vietnamiti di e-commerce devono verificare l’identità delle aziende straniere che vendono prodotti sulle loro piattaforme di e-commerce. Queste ultime devono inoltre:

  • Chiedere alle aziende straniere, che non sono presenti nel Paese, di rispettare le leggi relative all’import-export in Vietnam;
  • Chiedere alle aziende estere di designare agenti commerciali in Vietnam; e
  • Organizzare l’implementazione delle attività di importazione relative a prodotti commercializzati da aziende straniere.

La bozza non è chiara sull’obbligatorietà di questi requisiti e non sono chiare le conseguenze della non rispondenza a tali requisiti da parte delle società estere. Thang Vu, Associate Manager, Tax presso l’ufficio di Ho Chi Minh City di Dezan Shira & Associates, rileva che il nuovo regolamento avrà effetto su diversi operatori internazionali di e-commerce quali Amazon, eBay, Facebook e Netflix. L’obiettivo di questa nuova legge è quello di imporre obblighi fiscali agli operatori, siano essi locali o stranieri, sui redditi generati in Vietnam attraverso clienti privati locali. Il precedente sistema di ritenuta alla fonte poteva far riferimento solamente alle aziende locali soggette a tali obblighi, ed il nuovo regolamento intende rimediare al mancato gettito fiscale pari a un miliardo di dollari.

Impatto sugli investitori esteri

Le aziende estere, incluse quelle coinvolte in e-commerce transfrontaliero ed e-commerce B2C devono rispettare le leggi locali. Secondo la bozza del decreto, viene definito l’operatore straniero impegnato in attività di e-commerce:

  • Chi crea siti di e-commerce con nome di dominio vietnamita (ad esempio .vn);
  • Chi crea siti di e-commerce in lingua vietnamita; e
  • Chi crea piattaforme di e-commerce con oltre 100.000 transazioni annuali originate in Vietnam.

In base a questo l’azienda straniera dovrà creare in Vietnam in Ufficio di rappresentanza.

Pertanto, le aziende straniere dovranno nominare un legale rappresentante o creare un Ufficio di rappresentanza in Vietnam nel caso in cui svolgano le seguenti attività di e -commerce:

  • Creazione di un sito di e-commerce usando nomi di dominio vietnamiti;
  • Creazione di un sito con lingua vietnamita; e
  • Creazione di piattaforme di e-commerce in cui le transazioni o le visite o gli ordini di acquisto da parte di organizzazioni o privati vietnamiti eccedano un determinato limite.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, il Ministero dell’Industria e del Commercio (MoIT), in collaborazione con il Ministero dell’Informazione e delle Comunicazioni, il Ministero delle Finanze, ecc. regolamenterà la soglia del numero delle transazioni e degli acquisti. Tutti i prodotti importati o esportati sono soggetti alle procedure doganali e gli operatori di e-commerce devono collaborare con le autorità preposte per evitare transazioni illegali di beni e servizi. Gli operatori di e-commerce, entro il 15 gennaio di ogni anno, devono depositare un rapporto sulle loro operazioni commerciali presso il MoIT.

Condizioni per l’accesso al mercato

La bozza del decreto rientra nell’ambito della nuova Legge sugli Investimenti (LOI), entrata in vigore nel gennaio 2021. Gli investitori esteri sono quindi tenuti a realizzare investimenti in attività di e-commerce in osservanza della LOI. Gli stranieri che investono in attività di e-commerce devono inoltre far parte dell’elenco delle “aziende tecnologiche di rilevanza internazionale”, come annunciato dal MoIT. Anche se non è ancora chiaro come questo elenco verrà formato, ci potranno essere delle eccezioni per gli investitori che contribuiscono alla creazione di start-up piccole e medie. Se questa normativa verrà finalizzata, potrebbe avere un impatto significativo sulle aziende vietnamite di e-commerce che ottengono fondi da investitori stranieri, poiché dovrebbero soddisfare i nuovi requisiti. La bozza non fa comunque riferimento alla retroattività delle norme proposte; i nuovi regolamenti non dovrebbero pertanto avere effetto sugli investimenti esteri già approvati.

Aziende di logistica

La bozza prevede che rientrino nell’ambito del decreto le aziende che offrono servizi di logistica ed altri servizi di supporto. Le società di logistica saranno responsabili della fornitura della documentazione sull’origine delle merci durante la consegna.

Sistema di pagamento garantito

La bozza impone anche un sistema di pagamento garantito in cui i siti di e-commerce sono tenuti a consentire ai clienti di effettuare pagamenti utilizzando questo sistema. Questo significa che i pagamenti devono essere tenuti in un conto intermedio per un periodo di tempo determinato, utile a risolvere eventuali reclami. La bozza non specifica il periodo di tempo necessario al rilascio del pagamento al fornitore di e-commerce, ma questa proposta può danneggiare le piccole aziende di e-commerce che dipendono dalle entrate e dai flussi di cassa.

Altre modifiche

Qualora un sito internet non abbia una funzione di ordine online, la notifica o la registrazione presso le autorità governative non è necessaria. L’obiettivo delle varie leggi è quello di assicurare che la crescita dell’e-commerce sia trasparente e possa consentire al governo di far fronte alla contraffazione dei prodotti ed alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale.

Suggerimenti

Le attività di e-commerce in Vietnam sono in fase di elevata crescita grazie alla pandemia e al cambiamento dei modelli di consumo. La proposta fa parte del piano governativo di aiutare questa crescita regolando le attività di e-commerce nel Paese. Il governo si è posto l’obiettivo di coinvolgere nello shopping online il 55% della popolazione entro il 2025.
Nonostante la bozza di decreto offra una maggiore protezione ai consumatori vietnamiti, essa pone dei limiti alle condizioni per gli investimenti esteri delle società di e-commerce in Vietnam. E’ comunque importante notare che il decreto è ancora a livello di bozza. Il MoIT lo presenterà al governo nella prima metà del 2021. Continueremo a monitorare e a pubblicare approfondimenti su qualsiasi sviluppo relativo ai regolamenti sulle attività di e-commerce.

a cura di Jacopo Genovese

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta da Vietnam Briefing, edito da Dezan Shira & Associates, Partner del Caffè Geopolitico per l’Asia. Lo studio assiste gli investitori stranieri in tutta l’Asia e ha uffici in Cina, Hong Kong, Vietnam, Singapore, Indonesia, Thailandia, Malesia, Filippine, Russia e India. Si prega di contattare [email protected] o di visitare il sito web all’indirizzo www.dezshira.com.

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Jacopo Genovese
Jacopo Genovese

Romano, laureato in scienze economiche per poi scoprire di essere appassionato di geopolitica, che ora studio nel tempo libero. Durante il mio percorso accademico ho sviluppato un marcato interesse per il mercato asiatico studiando l’inesorabile ascesa delle Quattro Tigri Asiatiche e gli aspetti macroeconomici su cui è stato costruito il miracolo asiatico.

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