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lunedì 20 Settembre 2021

Il Messico sfida Biden e riapre le porte alla Corea del Nord

In breve

  • Il Ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard, a margine della riunione con le Nazioni Unite, ha annunciato di voler riaprire le relazioni con la Corea del Nord.
  • Il presidente AMLO si scontra con l’Amministrazione Biden anche nell’ambito dell’industria energetica, mettendo a rischio gli accordi economici stipulati fra i due Paesi per fronteggiare la pandemia.
  • Il Ministro Ebrard si è espresso riguardo alle proteste a Cuba schierandosi contro il blocco imposto dagli Stati Uniti, un’accusa che rischia di compromettere i rapporti fra le due nazioni.

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In 3 Sorsi – Il Messico di Andrés Manuel López Obrador si separa sempre di più dai piani di Biden e guarda verso Oriente. Il Ministro degli Esteri Ebrard ha annunciato di voler riaprire le relazioni diplomatiche con la Corea di Kim Jong-un.

1. IL MESSICO CERCA IL DIALOGO CON LA COREA DEL NORD

Il Ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard, in occasione della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avvenuta il 16 luglio a New York, si è espresso di fronte ai giornalisti al termine dell’incontro sulle questioni diplomatiche su cui il Paese sta lavorando. Il Ministro degli Esteri ha annunciato che intende avviare le relazioni con la Corea del Nord, guidata dal dittatore Kim Jong-un. I trattati bilaterali fra i due Paesi erano stati revocati nel 2017, quando l’ex Presidente Peña Nieto espulse l’ambasciatore nordcoreano Kim Hyonh Gil dal territorio messicano in risposta ai test nucleari che aveva effettuato la Corea del Nord. Il motivo dell’espulsione, infatti, era dovuto al mancato rispetto da parte del Paese asiatico delle risoluzioni previste dall’ONU che vietano la produzione di armi nucleari e missili balistici. Peraltro la misura adottata dal Presidente messicano era stata accolta con particolare piacere da Washington, nonostante all’epoca fosse in atto un braccio di ferro diplomatico con il Paese latinoamericano. Nel corso del tempo il panorama fra i due partner americani sembra essere profondamente cambiato.

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Fig. 1 – Marcelo Ebrard, segretario degli Affari Esteri del Messico, parla durante un briefing al Palacio Nacional

2. L’IMPATTO SULLA QUESTIONE ENERGETICA

Il Presidente Andrés Manuel López Obrador (AMLO), dopo la parziale sconfitta alle urne del suo partito Morena in occasione delle ultime elezioni legislative di giugno, è tornato a cavalcare con durezza la campagna nazionalistica, schierandosi spesso contro l’Amministrazione Biden. Profonde sono le ragioni dell’attrito fra i due leader. López Obrador ha cercato di rinegoziare i contratti nel settore energetico, provando a favorire le principali industrie statali del Paese. Tuttavia gli accordi sul libero scambio (T-MEC) stipulati con USA e Canada obbligano il Governo messicano a muoversi con i piedi di piombo nell’ambito dell’industria energetica. Ed è su questo fronte che si sta giocando una partita importante. Secondo la segretaria messicana all’economia Tatiana Clouthier, il rispetto delle condizioni imposte dalla Casa Bianca non è altro che un “impasse legale”. Di conseguenza il Governo di AMLO ha cercato di rimodellare la strategia del Paese anche nell’ambito diplomatico, stringendo rapporti con la Cina e la Russia, i maggiori finanziatori del Messico secondo i dati dell’UNAM (Università nazionale autonoma del Messico), e in prospettiva anche con la Corea del Nord. Il riavvicinamento con il fronte orientale appare, a prima vista, quasi come una provocazione nei confronti degli USA che rischia di compromettere i rapporti tra i due Paesi, anche perché l’Amministrazione Biden in questo momento sembra costretta a dover navigare a vista dopo i recenti tumulti scoppiati a Cuba e ad Haiti.

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Fig. 2 – Andrés Manuel López Obrador assiste alla cerimonia per commemorare il terzo anniversario della sua vittoria alle elezioni del 2018

3. IL MESSICO SFIDA BIDEN ANCHE SUL FRONTE CUBANO

Il Ministro degli Esteri Marcelo Ebrard, durante la conferenza stampa a margine della riunione con le Nazioni Unite, ha voluto rincarare la dose. Rispondendo alle domande sulla repressione dei manifestanti nelle recenti proteste cubane il Ministro ha denunciato il blocco economico imposto dagli Stati Uniti ai danni di Cuba: “Nel gennaio di quest’anno è stato votato qui, in questa Assemblea delle Nazioni Unite, che il blocco di 184 Paesi debba essere revocato senza mezzi termini. E con un consenso globale”. Anche sul fronte diplomatico il Governo di AMLO vuole marcare la propria posizione, ma ancora si dovrà capire fino a che punto. Ora come ora l’ondata di risentimento che si respira al termine del congresso delle Nazioni Unite rischia, d’altro canto, di pregiudicare irrimediabilmente i rapporti con i vicini nordamericani. In gioco c’è ancora la questione migratoria ed energetica. Su questo filo sottile il Ministro Ebrard ha aggiunto che il Messico tiene una posizione aperta in tutto il mondo, compreso il fronte orientale. Un allarme che dalla Casa Bianca non potrà passare inosservato.

Valerio Caccavale

Cierre de Campaña” by Eneas is licensed under CC BY

Valerio Caccavale
Valerio Caccavale

Nato a Genova il 27 Novembre 2001. Frequenta la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali di Genova. Tra un esame e l’altro scrive di politica e non solo. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche sportive e di attualità. Segue e vive con passione le vicende internazionali con un occhio particolare per l’area dell’America Latina.

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