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    Etiopia-Eritrea, il riavvicinamento inatteso

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    Ristretto – L’inatteso riavvicinamento tra Etiopia ed Eritrea è ormai avviato: la pace tra i due Paesi sarebbe un punto di svolta per il Corno d’Africa.

    Allo storico viaggio del primo ministro etiope Abiy Ahmed ad Asmara (8 luglio), è seguita la visita dell’eritreo Isaias Afewerki ad Addis Abeba il 14 luglio, al termine di una settimana che fino a poco tempo fa sarebbe apparsa impossibile. Eppure la normalizzazione dei rapporti tra Etiopia ed Eritrea è cominciata davvero.

    Dopo la lunga guerra per l’indipendenza dell’Eritrea, Addis Abeba e Asmara erano tornate a scontrarsi nel 1998 per il controllo della zona di Badme. Nel 2000 si era arrivati a una tregua tramite l’Accordo di Algeri, al quale era seguito nel 2002 il pronunciamento – mai attuato – della Eritrea-Ethiopia Boundary Commission per la ripartizione dei territori contesi. Da allora, anni di tensione e scontri per procura in Somalia. Tuttavia, tra aprile e giugno Abiy Ahmed ha annunciato la volontà di rispettare le decisioni internazionali, a cominciare dal ritiro etiope dalla città di Badme.

    Il percorso, comunque, è ancora accidentato, soprattutto per motivazioni interne ai due Paesi.
    In Etiopia, per esempio, alcuni nazionalisti sono contrari addirittura a riconoscere l’Eritrea come Stato indipendente. Per di più si rimarca come le zone calde siano nella Regione del Tigrè, abitata dall’etnia tigrina (politicamente dominante in Etiopia), mentre Ahmed appartiene al gruppo oromo, maggioritario, ma in rivolta contro il Governo centrale – non a caso, il Primo Ministro è scampato a un attentato il 23 giugno.

    Riguardo all’Eritrea, la comprensione della situazione è più complessa, perché la gestione autoritaria del potere e la limitazione del dibattito non consentono di capire le reali intenzioni di Asmara.  Certo è che per Afewerki la chiusura del conflitto con l’Etiopia avrebbe molti lati positivi (come la fine dell’isolamento internazionale), ma potrebbe indebolire la morsa governativa sul Paese, basata proprio sullo stato di guerra contro Addis Abeba.

    Nei prossimi giorni, il Caffè dedicherà un articolo all’argomento.

    Beniamino Franceschini

    L’arrivo di Afewerki ad Addis Abeba

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    Beniamino Franceschini
    Beniamino Franceschini

    Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali e dottorando di ricerca in Scienze Politiche all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e collaboro al coordinamento del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

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