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mercoledì 25 Maggio 2022

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Yoon Suk-yeol: chi è il nuovo Presidente della Corea del Sud?

In breve

  • Il candidato conservatore Yoon Suk-yeol è il nuovo Presidente della Corea del Sud. Ha battuto il rivale Lee Jae-myung per lo 0,77% dei voti.
  • Procuratore generale sotto il Presidente uscente Moon, Yoon è famoso soprattutto per la lotta alla corruzione.
  • Antifemminismo e malcontento sociale sono alla base del successo elettorale del neo-Presidente, che ha promesso diverse misure economiche a sostegno dei cittadini.
  • In politica estera Yoon si riavvicina agli Stati Uniti e promette fermezza verso la Corea del Nord, responsabile di nuovi test missilistici nelle scorse settimane.

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Analisi Yoon Suk-yeol ha vinto le elezioni presidenziali con un margine irrisorio di voti, un risultato mai visto prima in Corea del Sud. Per i prossimi cinque anni il Paese sarà guidato da un Presidente conservatore, ex Procuratore generale, che fa del suo punto di forza l’antifemminismo, la ripresa economica e il rafforzamento della politica estera.

VITTORIA RISICATA

Il 9 marzo scorso si sono tenute in Corea del Sud le elezioni per la nomina del nuovo Presidente, un’occasione per rafforzare la politica del Paese e colmare le carenze del precedente Governo Moon. Sebbene i candidati in lista fossero 14, l’elettorato si è omogeneamente distribuito tra i due candidati di punta, Yoon Suk-yeol del People Power Party (PPP), partito conservatore di destra, e Lee Jae-myung del Democratic Party of Korea, partito liberale di centro-sinistra. Come previsto dai sondaggi il candidato di punta Yoon è uscito vincitore, ma il margine irrisorio tra lui e il suo avversario Lee ha destato, durante il conteggio dei voti, qualche incertezza sul risultato effettivo. Difatti Yoon ha terminato la corsa presidenziale riscuotendo il 48,6% dei voti contro il 47,83% di Lee: il margine di scarto è stato quindi di soli 0,77 punti percentuali, un gap così minimo da non essere mai stato registrato prima. Il sistema elettorale sudcoreano prevede l’elezione del Presidente tramite il sistema first-past-the-post, secondo cui la carica viene assegnata al candidato che ottiene la pluralità dei voti, anche se questa è inferiore alla maggioranza assoluta. Grazie a questo sistema Yoon è de iure alla guida del Paese per i prossimi cinque anni.
Un elemento che con ogni probabilità ha favorito la sua ascesa è stato l’annuncio del ritiro di Ahn Cheol-soo del People Party (centro-destra moderato) a sei giorni dalle elezioni. Entrambe le parti si sono accordate in extremis sull’unificazione dei candidati, riponendo la fiducia su Yoon del PPP, e hanno inoltre espresso la volontà di accorpare i due partiti una volta terminate le elezioni. Visti i risultati e lo scarto marginale tra i due favoriti, la coalizione dei due partiti di destra potrebbe aver di fatto spostato l’ago della bilancia a favore di Yoon. Ciononostante per Ahn questo non rappresenta l’esclusione dal centro della scena politica del Paese: così facendo il candidato uscente si è assicurato un’alleanza diretta con il neo-Presidente e la prospettiva di ricevere la carica di Primo Ministro.

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Fig. 1 – Yoon Suk-yeol festeggia la vittoria nelle elezioni presidenziali, 10 marzo 2022

RITRATTO DEL NUOVO PRESIDENTE

Nato a Seoul nel 1960, Yoon ha studiato legge alla Seoul National University, percorso che lo ha portato a diventare Procuratore nel 1994. Da allora si è fatto notare dal mondo della politica e dai cittadini per le sue ostinate indagini anticorruzione, che negli anni hanno portato all’incarcerazione di diversi esponenti, politici e industriali, di alto profilo. Infatti Yoon ha giocato un ruolo chiave nel processo contro l’ex Presidente Park Geun-hye, rimossa dalla carica con l’accusa di corruzione. Una delle sue citazioni più celebri (“Non sono fedele alla persona, ma fedele all’organizzazione”) sottolinea come il nuovo Presidente non abbia mai avuto paura di esporsi anche contro gli alti vertici, se necessario. 
Fu proprio il Presidente uscente Moon Jae-in, eletto dopo lo scandalo dell’impeachment di Park Geun-hye, a designare Yoon procuratore generale nel 2019. La sua nomina avrebbe dovuto essere per l’Amministrazione uscente un’arma di rivalsa, per riguadagnare il favore del popolo e cambiare rotta, anche in vista delle future elezioni. Tuttavia tale scelta si è ritorta contro lo stesso Moon, considerando le numerose indagini contro la sua cerchia di persone fidate intraprese da Yoon. Gli scandali emersi all’interno del Partito Democratico e le successive dimissioni dalla carica di Procuratore generale hanno quindi finito per spianare la strada all’ascesa politica di Yoon. Dopo aver annunciato la candidatura presidenziale, l’attuale Presidente si è unito nel luglio 2021 al PPP, già allora la principale formazione di opposizione, e vinto le primarie interne al partito a novembre dello stesso anno. 
Il successo della destra conservatrice è l’espressione diretta del malcontento generale, specialmente dei giovani coreani oppressi dalla disparità di ricchezza, intensificatasi durante la presidenza di Moon Jae-in. I sondaggi pre-elettorali già da tempo indicavano come scelta preferenziale Yoon, non tanto perché ritenuto il candidato più capace, ma per ripicca nei confronti del Governo precedenteI giovani che nel 2017 votarono Moon sono gli stessi che, stanchi dell’inefficienza del Governo e dell’aumento dei prezzi delle case, oggi hanno votato a favore di una brusca inversione di rotta. 

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Fig. 2 – Sostenitori di Yoon dopo l’annuncio della vittoria, 10 marzo 2022

PROSPETTIVE INTERNE

Scorrendo i grafici dei risultati elettorali suddivisi per genere ed età ci si accorge che, fatta eccezione per gli elettori ultra-sessantenni e per quelli della fascia dei 40 anni, sono stati soprattutto gli uomini a supportare Yoon – in particolare, nella fascia dei 20 e dei 30 più del 50% degli elettori uomini. Secondo i giornali gli uomini si sarebbero sentiti alienati dalla scelta del precedente Governo di implementare politiche per favorire l’uguaglianza di genereNessun candidato ha capitalizzato il movimento antifemminista come Yoon, che in campagna elettorale ha persino chiesto l’abolizione del Ministero per l’Uguaglianza di Genere e la Famiglia. Sebbene i dati della divisione delle Nazioni Unite UN Women ribadiscano come in Corea del Sud ci sia ancora molta strada da fare per raggiungere la parità di genere, durante un dibattito il neo-Presidente ha affermato di non credere nell’esistenza di una discriminazione strutturale di genere in Corea del Sud. 
Nel corso della campagna elettorale non sono mancati scandali e polemiche, ma in tema di disparità di ricchezze e aumento sconsiderato dei prezzi delle case l’agenda politica di Yoon ha trovato un’ampia eco: nei prossimi cinque anni il neo-Presidente ha dichiarato di voler fornire una solida assistenza sociale e allentare le restrizioni sui mutui per le case. Inoltre, visti i problemi economici urgenti che affliggono i cittadini, la riforma delle Chaebol (i grandi conglomerati industriali tipici della Corea del Sud) non è più in agenda. Il Governo sarà impegnato in primis nel creare ulteriori posti di lavoro nel settore privato per dare un boost significativo all’economia, nonostante prima di entrare in politica Yoon fosse temuto nell’ambiente imprenditoriale per le persistenti crociate anticorruzione.

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Fig. 3 – Uno schermo televisivo a Seoul trasmette le immagini di uno degli ultimi test missilistici nordcoreani, 5 marzo 2022. Yoon ha promesso una politica di fermezza verso Pyongyang

UNA POLITICA ESTERA CONSERVATRICE

In tema di politica estera gli analisti prevedono che sarà ravvivata una posizione conservatrice, per dare un nuovo volto alle relazioni con Stati Uniti e Cina. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Yoon ha promesso di adottare le misure necessarie a ristabilire il tradizionale rapporto con Washington, definendo la superpotenza americana come “l’unico alleato della Corea del Sud”. Il rafforzamento dell’alleanza con gli Stati Uniti e la possibilità di espandere la copertura di difesa del Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) potrebbero avere conseguenze negative sulle relazioni bilaterali con la Cina, che d’altra parte si congratula per il risultato delle elezioni e si rende disponibile a promuovere ulteriormente la stabilità e i rapporti tra i due Paesi. Per ora queste sono mere speculazioni, considerando che si tratta di dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale, tra promesse sincere e slogan “acchiappavoti”.
Il nuovo Presidente dovrà inoltre affrontare una possibile crisi con il Governo di Pyongyangaccusato dagli Stati Uniti di aver innescato una “grave escalation” in relazione ai recenti test missilistici. In campagna elettorale Yoon ha spesso ribadito la linea di ferro che intende perseguire nei confronti della Corea del Nord, con l’obiettivo di scoraggiare le provocazioni e i comportamenti irragionevoli. Le relazioni con il Nord sono deteriorate negli ultimi tempi e la spinta conservatrice pro-americana di Yoon potrebbe ulteriormente interferire con gli sforzi di cooperazione fino ad ora realizzati. 

Alessia Sauda

Korea_President-elected_YoonSukYeol_visits_SeoulNationalCemetery_09” by KOREA.NET – Official page of the Republic of Korea is licensed under CC BY-SA

Alessia Sauda
Alessia Sauda

Classe 1995, laureata in Lingue Orientali a Ca’ Foscari e International Studies and Diplomacy alla School of Oriental and African Studies, Londra. Da sempre appassionata di geopolitica e Asia, ho trascorso parte dei miei studi universitari in Corea del Sud. Al momento studio Relazioni Internazionali e collaboro con una ONG che si occupa di tutela dei diritti dell’infanzia nelle Filippine e in India.

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