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mercoledì 25 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Le Filippine al voto: Marcos Jr contro Robredo per il dopo Duterte

In breve

  • Il 9 maggio si terranno nelle Filippine le elezioni presidenziali. Tra i candidati spiccano soprattutto Ferdinand Marcos Jr e Leni Robredo.
  • Figlio del celebre dittatore, Marcos Jr punta sul tema dell’unità nazionale e sull’economia per cercare di conquistare Palazzo Malacanang.
  • Dall’altra parte, Robredo – attuale vicepresidente – ha lanciato una popolare campagna concentrata su lotta alla corruzione e diritti delle donne, simboleggiata dal colore rosa.

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In 3 sorsiSi avvicina il 9 maggio, giorno in cui nelle Filippine si terranno le elezioni presidenziali. A succedere Rodrigo Duterte spiccano soprattutto Ferdinand Marcos Jr, figlio dell’ex Presidente Ferdinand Marcos, e Leni Robredo, attuale Vicepresidente. Sarà Marcos a prevalere o il Paese sarà travolto dalla cosiddetta “ondata rosa” di Robredo?

1. ELEZIONI PRESIDENZIALI A MANILA

Lunedì 9 maggio i filippini torneranno alle urne per decidere le sorti future del Paese. Le elezioni presidenziali si svolgeranno insieme alle elezioni regionali e alle elezioni del Congresso. Rodrigo Duterte, attuale Presidente in carica ed ex Sindaco di Davao, ha governato il Paese con fermezza per sei lunghi anni, ma non senza critiche. Durante il mandato il Presidente ha intrapreso una vera e propria “guerra alla droga”, attuando violente azioni di polizia contro trafficanti, tossicodipendenti e presunti tale – a settembre dello scorso anno la Corte penale internazionale ha infatti avviato un’indagine sulle presunte uccisioni extragiudiziarie perpetrate durante il suo mandato. Duterte lascia in eredità un Paese intimorito dal Governo, sia a causa dei sopracitati sforzi per contrastare la criminalità, sia per il persistente e rigido lockdown anti-Covid di questi ultimi due anni. Tra i favoriti risultano: Ferdinand “Bongbong” Marcos Jr, figlio dell’ex Presidente Ferdinand Marcos; Sara Duterte, figlia dell’attuale Presidente; Leni Robredo, vicepresidente in carica; Manny Pacquiao, ex pugile divenuto Senatore. Le Filippine si trovano davanti a una scelta che potrebbe rivoluzionare il futuro del Paese, ma anche rispolverare vecchi scheletri nell’armadio.  

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Fig. 1 – Ferdinand Marcos Jr durante un comizio elettorale vicino a Manila, 13 marzo 2022

2. MARCOS 2.0?

Nel 1965 a vincere le elezioni fu Ferdinand Marcos, il quale sottomise la scena politica filippina fino al rovesciamento del suo regime autoritario vent’anni dopo. La popolazione, stanca di Marcos e indignata per l’assassinio del candidato all’opposizione Benigno Aquino Jr, lanciò proteste massicce che portarono alla elezione nel 1986 di Corazon Aquino, vedova di Benigno Aquino Jr, e all’esilio dello stesso Marcos. Ora il Paese si ritrova a fare i conti con lo spettro dell’ormai defunto dittatore, rappresentato dal figlio Ferdinand “Bongbong” Marcos Jr. 
In vista delle elezioni di maggio Marcos Jr. ha stretto un’alleanza con Sara Duterte, che concorre invece alla vicepresidenza, formando una squadra formidabile in testa ai sondaggi. Mentre l’eredità del padre continua a dividere il Paese, la campagna elettorale di Marcos Jr si concentra sull’appello all’unità, essenziale, a suo dire, per la ripresa post pandemica. Il controverso candidato cerca di fare leva sulla breve memoria storica della popolazione e sugli aspetti positivi del regime di Marcos, sostenendo che i tentativi del padre di creare una nuova società hanno inaugurato un’età dell’oro per le Filippine. 

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Fig. 2 – Sostenitori di Leni Robredo marciano per le strade di Quezon City, 1° maggio 2022. Notare il colore rosa, simbolo della campagna della candidata

3. L’ONDATA ROSA DI ROBREDO

L’avversario più temuto da Marcos Jr è probabilmente Leni Robredo, contro cui perse la posizione di vicepresidente alle elezioni del 2016. Recentemente Marcos, che raramente si concede a interviste, ha infatti rifiutato l’invito da parte di Robredo a un dibattito per “dare al popolo filippino la possibilità di fargli domande e chiarire le numerose controversie che lo circondano”. Con l’avvicinarsi delle elezioni, si tirano le somme anche della campagna di Robredo che i giornali hanno definito come “l’ondata rosa”. L’ala progressista del Paese si è in questi mesi riversata nelle strade e ciò che spicca in questi raduni mastodontici è la prevalenza del colore rosa, scelto come rappresentativo della corsa di Robredo. Durante l’annuncio della sua candidatura nell’ottobre 2021, il fiocco che indossava ha spinto i suoi sostenitori all’uso del colore rosa come rappresentativo nei social media, attirando sempre più consensi e favorendo la sua ascesa politica. La campagna elettorale si concentra sulla lotta alla corruzione, sul garantire maggiori diritti alle donne, sullo sviluppare un sistema di governance migliore, nonché sul porre fine alla “cultura della violenza”. Robredo si è candidata da indipendente dopo l’insuccesso dell’opposizione di trovare un candidato ed è inoltre l’unica donna a concorrere per il ruolo di Presidente in questa elezione. I sondaggi continuano a dare per favorito Marcos Jr, ma non è fuori discussione una rimonta di Robredo e, similarmente al 1986, la sconfitta di un Marcos da parte di una donna. 

Alessia Sauda

Photo by titus_jr0 is licensed under CC BY-NC-SA

Alessia Sauda
Alessia Sauda

Classe 1995, laureata in Lingue Orientali a Ca’ Foscari e International Studies and Diplomacy alla School of Oriental and African Studies, Londra. Da sempre appassionata di geopolitica e Asia, ho trascorso parte dei miei studi universitari in Corea del Sud. Al momento studio Relazioni Internazionali e collaboro con una ONG che si occupa di tutela dei diritti dell’infanzia nelle Filippine e in India.

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